martedì , 19 settembre 2017
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WWF e Forum Acqua critici dopo  le polemiche sulle multe ai gitanti del fiume Orta e del Cusano

Pescara – Le associazioni ambientaliste WWF e Forum Acqua Abruzzo intervengono dopo l’intervento di diversi amministratori locali sulla vicenda delle multe comminate dai carabinieri-forestali a chi, violando la legge, ha utilizzato tratti del fiume Orta e del torrente Cusano a mo’ di vasca da bagno, nonostante quelle aree siano comprese nella Zona A (Riserva integrale) del Parco Nazionale della Majella, nella Zona di Protezione Speciale dell’Unione Europea “IT7140129 Parco Nazionale della Majella” e nel Sito di Interesse Comunitario “IT7140203 Majella”.

 

“È veramente paradossale ed estremamente preoccupante”

 

Così commenta il WWF che ribadisce come sia stato commesso un reato ed è stato perseguito dai tutori dell’ordine.

“La politica, come troppo spesso avviene in Italia, sta cercando assurdamente di ribaltare la realtà dei fatti ponendo sotto accusa chi è intervenuto per far rispettare la legge e non chi l’ha violata.
Pur comprendendo gli interessi del turismo (che tuttavia nei parchi deve essere un turismo rispettoso come avviene in ogni area protetta del mondo) non è concepibile che si giustifichino comportamenti irrispettosi anche a fronte dei tantissimi che frequentano piacevolmente le aree protette rispettandone le regole consapevoli di stare godendo di quello che è un bene comune, che nessuno può usare danneggiandolo. Si è arrivati, in questi giorni di vero delirio, a promuovere persino l’ipotesi di disobbedienza civile, proposta anche da chi è stato personalmente sanzionato domenica scorsa. Una vera e propria istigazione a delinquere che diventerebbe anch’essa un reato se qualcuno dovesse dar seguito a questa folle idea”.

Tra l’altro i Carabinieri Forestali spiegano i coordinatori dell’associazione del panda, già da tempo, in seguito a esposti che segnalavano comportamenti illeciti in zone a rigorosa protezione pubblicizzati anche sul web, sono intervenuti a più riprese sia a livello informativo che con controlli sul sito durante i quali gli escursionisti erano stati semplicemente invitati a rispettare le regole.

“Il 25 scorso si è arrivati alle prime contestazioni, anche – immaginiamo – per la presenza contemporanea di un gran numero di persone, con evidenti danni per l’ambiente e la fauna protetta. Siamo abituati a considerare ad esempio l’orso come degno della massima tutela  per il suo ruolo anche carismatico, ma –ricorda il WWF– non è diversa la situazione per altri animali, come gli anfibi e i crostacei, egualmente preziosi, anche se di piccola taglia, per la biodiversità e il funzionamento dell’intero ecosistema.
Il WWF Chieti-Pescara, che ha nel proprio territorio di competenza l’intera area del Parco della Majella, esprime piena solidarietà ai Carabinieri Forestali messi assurdamente sotto accusa per aver compiuto il proprio dovere e stigmatizza l’atteggiamento che definisce inqualificabile dei politici locali che pretenderebbero di giustificare un reato solo perché commesso a fini turistici. “Secondo questa “logica” chi viaggia a 150 km orari non potrebbe essere multato se sta andando in vacanza!”.

«L’inqualificabile atteggiamento di alcuni amministratori abruzzesi, a cominciare dall’assessore regionale ai Parchi e dal presidente della Provincia di Pescara, e il silenzio della quasi totalità degli altri – commenta il delegato Abruzzo del WWF Italia Luciano Di Tizio – la dice lunga sui rischi che correrà la natura protetta in Italia con la riforma delle legge quadro sulla aree protette 394/1991, semmai malauguratamente approvata in forma definitiva dal Senato nella attuale versione che consegna la gestione dei Parchi in mano a piccoli interessi locali. Gli interventi su questa vicenda di amministratori regionali, provinciali e comunali hanno palesemente dimostrato come questa classe politica sia del tutto inadeguata per un simile importante compito, legato invece all’interesse dell’intera nazione e dell’intero pianeta».

Il WWF ribadisce la propria disponibilità a collaborare con i Carabinieri Forestali, come ha già fatto in passato, anche alla luce del protocollo d’intesa firmato a livello nazionale tra l’Associazione e l’Arma. E ribadisce la propria solidarietà a chi la legge la fa rispettare e non certo a chi la viola, qualsiasi sia la motivazione alla base di questa violazione.

 

Forum H2O “Bagno nei fiumi, in Abruzzo nessun tratto balneabile”.

Nessun fiume è attualmente aperto alla balneazione in Abruzzo. Rispetto alle acque interne solo il Lago di Scanno è ufficialmente balneabile  ricorda il Forum H2O abruzzese  intervenendo in relazione alle questioni emerse dopo le multe comminate dai Carabinieri-Forestali per ragioni connesse alla tutela della biodiversità, pure esistenti, “riteniamo incredibile che nessuno abbia evidenziato l’aspetto sanitario e, cioè, che quelle acque di cui si parla non sono aperte alla balneazione per legge.”

 l’estratto dal portale acque del Ministero della Salute

 

Infatti ricorda il Forum H2O per la balneazione dei fiumi e dei laghi si applicano le stesse regole della balneazione in mare, fissate dalla Direttiva 7/2006/CE.
Ne riportiamo un passo significativo:
la presente direttiva si applica a qualsiasi parte di acque superficiali nella quale l’autorità competente prevede che un congruo numero di persone pratichi la balneazione“.
Infatti il 30,6% delle acque di balneazione in Europa riguarda fiumi (1/5 del 30,6%) e laghi (i restanti 4/5).

“Per aprire un fiume alla balneazione –ricordano gli ambientalisti– si deve individuare espressamente il tratto, descriverlo, identificare il punto di prelievo e provvedere al monitoraggio periodico da parte dell’ARTA. Poi bisogna fare la classificazione e l’informazione al pubblico. L’unica differenza con il mare è relativa ai parametri di legge per Escherichia coli e Enterococchi. Alleghiamo le due tabelle a confronto tratte dalla direttiva.
La questione della balneazione incontrollata alla cisterna di Bolognano è nota da decenni. Probabilmente il modo di risolverlo non è nella repressione soprattutto dei comportamenti di singoli che andrebbero prevenuti con un’informazione capillare e costante, anche sugli aspetti della potenziale incidenza ambientale. che magari non sono percepiti dal turista in quanto riferibili ad argomenti specialistici, e un’attenta regolamentazione.
Il primo tentativo fu fatto a fine anni ’80 dai volontari di alcune associazioni realizzando un sentiero di fronte alla Cisterna”.

Per il Forum Acqua, si dovrebbe partire dalla segnalazione delle norme da mantenere ai siti WEB che promuovono le nostre bellezze chiedendone la pubblicazione integrale. Basta, se vi è veramente la volontà da parte di Ente Parco, Regione, comuni, partire da un’email e da una scheda.

“Quello che più sconforta  però –spiegano i coordinatori H2O– è vedere le reazioni di amministratori che hanno responsabilità e che per questo non possono “cascare dal pero” su questi argomenti quando in primo luogo vi è l’obbligo di intervenire per la tutela della salute pubblica applicando le norme sulla balneazione.
Oltre ai siti internet con migliaia di foto e video con decine di persone a bagno, ci sono state lettere e riunioni sull’argomento. Se un sindaco è a conoscenza di comportamenti rischiosi secondo la legge deve intanto intervenire con ordinanze specifiche facendole rispettare con cartelli, adeguata informazione, intervento preventivo dei Vigili Urbani ecc.”

Tra l’altro il Forum Acqua fa notare come la Cisterna di Bolognano non si trovi in un posto isolato. Il corso d’acqua che la forma a monte ha diversi nuclei abitati che potrebbero essere secondo gli ambientalisti potenziali fonti di inquinamento “che devono essere adeguatamente monitorate e valutate secondo i termini di legge.
E’ da quarto mondo proporre la “questione turistica” –commentano i coordinatori H2O– senza neanche rilevare quali leggi comunitarie bisogna far rispettare. Invitiamo tutti a dare informazioni corrette sui comportamenti da mantenere soprattutto quando hanno a che fare con gli aspetti sanitari”.

 

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Di Pillo (M5S): “Teatro Michetti da gioiello della cultura pescarese a cantiere abbandonato”

Pescara - «Era febbraio del 2016 quando in pompa magna il Presidente della Regione D’Alfonso, il Sindaco Alessandrini, l’ex Vice Sindaco Enzo Del Vecchio, l’Assessore Paola Marchegiani e l’imprenditore Angelo De Cesare, Vice Presidente dell’ANCE vincitore dell’appalto per la ristrutturazione del Teatro Michetti, presentavano il progetto che di lì a poco avrebbe visto gli operai svolgere importanti lavori per riportare all’antico splendore il Teatro Michetti, gioiello che fu regalato a Pescara e ai pescaresi da Vicentino Michetti e fu inaugurato nel 1910. Durante la campagna elettorale del 2014 si sono affannate tutte le forze politiche a promettere un Teatro Michetti ristrutturato che tornasse ad essere nuovamente salotto culturale della città di Pescara. Mille progetti, fiumi di idee ma pochi soldi ed, ancor di più dopo il pre-dissesto, è divenuto praticamente un miraggio portare a compimento il restauro». Così in una nota stampa il consigliere del Movimento 5 Stelle, Massimiliano Di Pillo commenta lo stato in cui versa lo storico teatro pescarese.

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