mercoledì , 29 Settembre 2021

Workshop PD:“Blue strategy”, opportunità e prospettive per il territorio

L’apporto del comparto marittimo all’economia italiana nel suo complesso è molto rilevante: il suo contributo al PIL nazionale è risultato più elevato rispetto a quello di altre importanti industrie manifatturiere e, considerando l’indotto, è di poco inferiore a quello del settore primario. Le attività marittime italiane producono annualmente beni e servizi per un valore di 39,5 miliardi di Euro (2,6% del PIL), di cui più di 9 miliardi esportati (3,3% dell’export nazionale).

I risultati dello studio pubblicato nel 2010 da Plan Bleu, organismo del Programma Ambiente Mediterraneo delle Nazioni Unite (UNEP/MAP), evidenziano che, complessivamente, il valore economico dei beni e servizi ecologici prodotti annualmente dal Mediterraneo ammonta a 26 miliardi. Il valore economico dei servizi ecosistemici marini italiani può essere quantificato in 9 miliardi di euro.

Con più di 8670 km di coste, l’Italia non ha solo una vocazione storica e turistica al mare, ma sta sempre più prendendo consapevolezza dell’importanza della gestione oculata di BLUE ECONOMY: l’economia del mare, che oltre al fattore economico, tenga in considerazione quelle attività che possono essere condotte a mare preservando gli equilibri e rendendo durature nel tempo tutte quelle occupazioni che il mare può sostenere. È necessario quindi un approccio nuovo che coniughi strategie imprenditoriali e rispetto ambientale portando a una capacità di concertazione tra pubblico e provato, tra interessi privati e collettivi.

La potenziale capacità del cluster marittimo di favorire lo sviluppo del Paese, non solo in termini economici ma anche occupazionali, conferma che l’economia del mare rappresenta per il nostro Paese uno degli assi portanti.

Una politica marittima integrata cambierà il modo di formulare le politiche e di adottare le decisioni nei settori marittimi, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà. Essa consentirà alle autorità competenti di analizzare le interazioni tra i diversi settori e ambiti strategici interessati e di tenerne conto a tutti i livelli al fine di mettere a punto strumenti comuni per sfruttare le sinergie ed evitare i conflitti.

Il tema è stato affrontato oggi nella sala consiliare E.Santavenere del Palazzo della Città di Montesilvano con un workshop, organizzato dal Partito Democratico cittadino, dal titolo “Blue strategy: opportunità e prospettive per il territorio”.

L’obiettivo del tavolo è quello di innescare un approccio trasversale tra i diversi attori sia essi istituzionali, politici e di categoria per arrivare ad una visione condivisa di medio-lungo termine per una progettualità di rilancio turistico di vasta area che prescinda dai confini amministrativi e che vada a puntare sulla differenziazione delle offerte turistiche in funzione delle vocazioni e delle specificità dei singoli territori: blue tourism, lue logistic, blue food, etc.
Questo approccio è ribadito anche dal Libro Blue del 2007 dell’UE Una politica marittima integrata, che rigetta l’approccio settoriale sino ad allora seguito e afferma invece la necessità di una politica “olistica”, che affronti in modo globale ed inter-settoriale tutti gli aspetti delle problematiche marittime.

Il consolidarsi di una visione sistemica della tematica dello Sviluppo Sostenibile nelle sue diverse dimensioni, ambientale, economica e sociale, ha portato tutti coloro che si occupano del problema ambientale a comprendere che occorre iniziare a privilegiare approcci e metodi trasversali e multidisciplinari per affrontare in modo efficace la complessità dei sistemi ambientali. C’è quindi la forte esigenza di integrare i molti attori coinvolti nella Blue Economy, ovvero fra i soggetti che ne fanno parte e quelli che con questi interagiscono.
In tal senso l’economia del mare necessita di della creazione di una forte sinergia tra pubblico e privato, dalle quali possono scaturire innumerevoli vantaggi in termini di: incremento dei livelli occupazionali; tutela ambientale e riqualificazione delle aree protette; integrazione fra le azioni in ambito turistico e i possibili interventi finalizzati alla tutela; conservazione e valorizzazione del mare.

Determinante è il ruolo che il settore pubblico può svolgere all’interno dei sistemi locali di offerta, e più in particolare nella gestione delle aree turistiche, in quanto non si tratta di organizzare e coordinare dei soggetti economici, ma di mettere in rete il territorio e le risorse in esso presenti al fine di accrescerne il potenziale attrattivo e assicurarne lo sviluppo sostenibile.

Il sistema locale di offerta turistica (SLOT) rappresenta , “un insieme di attività e fattori di attrattiva che, in uno spazio definito (sito, località, area), siano in grado di proporre un’offerta turistica articolata e integrata”. Presupposti per l’individuazione di una tale configurazione territoriale sono, dunque, la presenza di uno spazio definito e l’integrazione tra gli operatori turistici locali.

Presenti al tavolo: Donato Di Matteo – Ass. Reg. Territorio, parchi e riserve Marine, Luciano Monticelli – pres. Comm. Cons. Regionale Politiche Europee; Carmine Salce – vice presidente CCIAA Pescara; Cristiano Tomei – Coord. Nazionale CNA balneatori; Gianni Taucci- Direttore prov.le Confersercenti Pescara; la segretaria del Partito Democratico cittadino Romina Di Costanzo, il capogruppo del consiglieri comunali PD Piero Gabriele e i sindaci del comuni di Pescara e Montesilvano, Marco Alessandrini e Francesco Maragno.

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