giovedì , 9 Dicembre 2021

A Penne “Il sapere della forma” Arcaicità e Contemporaneità

Laura Cutilli, curatrice della mostra e del museo ha iniziato l’esposizione mettendo in evidenza la

finalità della mostra di scultura stessa, quella di mettere in rapporto le opere degli artisti espositori

con le testimonianze archeologiche del museo stesso, i reperti arcaici che testimoniano l’origine

degli insediamenti umani sul nostro territorio.

Inoltre ha espresso un sentito ringraziamento per tutti coloro che hanno dato un significativo

contributo tecnico ed operativo affinché l’esposizione stessa potesse realizzarsi.

Gli eventi di questo genere hanno sempre bisogno del supporto tecnico ma soprattutto operativo

che permettano l’installazione delle opere negli spazi adeguati del percorso museale in modo

che il visitatore abbia la possibilità visiva di confrontare le testimonianze arcaiche con la

contemporaneità.

Il sindaco Rocco D’Alfonso nel suo intervento ha fatto riferimento anche ad altri eventi culturali

che hanno caratterizzato le manifestazioni avvenute in questo ultimo periodo.

Ha messo in evidenza il “premio Penne” che ha visto la partecipazione della regista Lina

Wertmuller, della figlia del regista Mario Monicelli, Ottavia e di Miche Mirabella; è un evento che

caratterizza la città di Penne da diversi anni.

Ha ricordato l’iniziativa della riapertura al pubblico della cripta del duomo di Penne, ringraziando

i cittadini volontari che si adoperano affinché la cripta, gioiello di architettura ed arte della

cattedrale, sia resa visitabile.

La mostra “Il sapere della forma” ha visto la partecipazione di 16 artisti i quali con il loro pensiero,

la loro opera hanno permesso il dialogo-confronto tra l’arcaico ed il contemporaneo.

Un pensiero particolare è rivolto alla memoria di Salvatore Fornarola, cittadino pennese che ha

operato in territorio marchigiano, dove svolgeva la sua attività di docente, il quale ha dato sempre

un contributo alla affermazione e diffusione di una delle arti più antiche della civiltà umana, quella

della ceramica.

Il sindaco nel ricordare l’attuale situazione congiunturale sottolinea che le manifestazioni

artistiche attivate sono realizzate con tutto il contributo volontario di persone che credono e

sono convinti, insieme all’amministrazione, che gli eventi culturali ed artistici possono dare un

contributo alla crescita culturale

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Antonio Zimarino, curatore della mostra, nel suo intervento si è interrogato sulla funzione e

ruolo stesso del critico e curatore nelle esposizioni d’arte contemporanea, fa presente che su

questo argomento ha scritto un saggio, mettendo in evidenza la funzione del critico e curatore

inteso come trade-union tra il pensiero, il messaggio insito nell’opera dell’artista contemporaneo

e le aspettative del pubblico, l’interrogativo che il pubblico si pone di fronte all’opera d’arte

contemporanea.

Si assiste ad un continuo divenire dell’arte contemporanea per cui non è più possibile

categorizzare l’opera d’arte secondo determinati concetti e categorie valide per il passato, dalla

seconda metà del Novecento l’opera d’arte va interpretata come “opera aperta”.

Nel suo porsi al mondo l’opera propone cultura, propone modi di vedere ed interpretare la realtà

che ci circonda, propone una visione critica, riferimenti alla realtà trascorsa o contemporanea.

L’artista attraverso l’opera propone nuovi modi di concezione delle cose che ci circondano, nuovi e

diversi messaggi che hanno l’obiettivo di essere recepiti e successivamente condivisi o meno.

( la performance, proposta da Giuseppe Le Donne; va considerata manifestazione artistica)

L’opera, attraverso il materiale con cui è realizzata, la tecnologia adottata, la forma, lo spazio, il

contesto in cui si situa, presenta se stessa e per suo tramite il pensiero dell’artista.

In un periodo in cui i “saperi” assumono nuovi aspetti, ruoli e funzioni sempre articolate tra loro

anche la forma con cui l’arte si esprime non può più essere categorizzata.

Come nelle categorie storiche anche la forma dell’arte e nell’arte contemporanea è portatrice di

valori culturali, di “saperi”, di operatività manuali e di culture artigianali.

L’opera si presenta attraverso la sua forma e l’artista tramite l’opera dialoga, riflette, si confronta

con le testimonianze storiche, con le forme arcaiche, espressioni di funzioni, presenti nel museo.

Gli artisti che hanno dato un contributo alla mostra con le loro opere sono i seguenti:

_Marco Appicciafuoco – “Pulse by sea” 2014

-Fausto Cheng – “Sedi/menti” 2011-2014

– Angelo Colangelo – “la vita come spettacolo – cenere, ceneri” – 2010

-Mario Costantini – “Piazza salotto” – 2006

-Luigi Di Fabrizio – “Colonna modulare M6” – 1995

-Francesco D’Incecco – “senza titolo” 2014

-Salvatore Fornarola – “Struttura” 1985

-Licia Galizia – “An-fora” 2014

-Duccio Gammelli – “Traccia” 2013

-Antonio Giancaterino – “Equilibrio” 2005

-Pasquale Martini – “348 – Die exotische Blume” 2006

-Sergio Nannicola – “Domus” 2014

-Antonio Quaranta – “Vetrina della conservazione 4014” -2013/14

-Gino Sabatini Odoardi – “Senza titolo” 2013

-Giancarlo Sciannella – “Zodiaco”- 2013

-Franco Summa – “Discanto” -1995

Il catalogo vuole essere la testimonianza futura della manifestazione “Il sapere della forma”, vuole

essere una forma di contributo anche alle successive attivazione delle manifestazioni artistiche.

Zimarino ricorda gli obiettivi delle ultime manifestazioni artistiche culturali attivati in Penne.

– La mostra sulla video arte realizzata sempre a Penne lo scorso anno che ha avuto l’intento di

proporre al pubblica questo aspetto dell’arte contemporanea, la “video arte”.

– La mostra degli arazzi realizzati dalla “arazzeria pennese”, tradizione artistica e manufatturiera

locale che ha avuto il suo nucleo iniziale nelle esperienze didattiche attivate nel corso degli anni

nella sezione di tessitura, tappeto ed arazzo della “scuola d’Arte” e successivamente “Istituto

d’Arte” di Penne. Inizialmente le opere della “arazzeria pennese” sono state esposte presso la

Mostra annuale dell’Artigianato di Guardiagrele.

– L’attuale mostra “il sapere della forma” arcaicità e contemporaneità, che ha l’obiettivo di

mettere in rapporto le testimonianze degli oggetti arcaici testimonianza degli insediamenti umani

sul territorio con la forma dell’arte contemporanea. In mezzo tutto il percorso della nostra civiltà.

Una particolare riflessione viene rivolta alla città di Penne, alla sua storia, alla sue testimonianze

architettoniche, urbanistiche e artistiche.

Questo aspetto pone il problema sempre più acuto della necessità della “conservazione dei

beni culturali”, della necessità del restauro, della conservazione e della manutenzione dei beni,

testimonianza storica della città. Della necessità di porre attenzione nella conservazione della

opere affinché non vengano trafugate.

Daniele Toppeta pone naturalmente l’attenzione oltre che agli aspetti architettonici, anche sugli

aspetti urbanistici della città, degli spazi urbani, del paesaggio agrario, quindi sulla opportunità di

articolare delle direttive che tengano presenti della necessità di conservazione dei valori culturali.

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