mercoledì , 2 Dicembre 2020

Chieti, presentato il cortometraggio “Italian Miracle”

Forte della sua formazione professionale da cui sono conseguite variegate esperienze, nonostante la sua giovane età, nel mondo del cinema tra Londra e Los Angeles, Francesco ha voluto omaggiare la sua terra, l’Abruzzo, a cui è sempre rimasto particolarmente legato, supportato in questa magnifica esperienza da uno staff entusiasta e con un curriculum di tutto rispetto.

Sinossi. In un villaggio rurale italiano, ad Antonio viene chiesto di tradurre la confessione di una donna che parla inglese, ma quando lui inizia a discordare con il prete, si trova a dover prendere una decisione che potrebbe cambiare il corso della vita di lei e probabilmente anche di lui.

“Questa commedia spero che faccia un po’ riflettere – ha detto il regista Francesco Gabriele – ho studiato e vissuto per tre anni a Los Angeles ed ero fidanzato con una ragazza americana, eravamo in macchina in giro, bloccati nel traffico, ci è capitato di gravitare sul discorso di andare a vivere a Roma, ce era un po’ il nostro sogno. Lei non parlava molto italiano ed era molto credente, si confessava una volta a settimana ed è uscita questa cosa nella quale abbiamo immaginato che si sarebbe dovuta confessare ed il prete non parlava inglese e da lì è nata l’idea del soggetto. La storia tra me e lei poi è finita ma l’idea di realizzare questo cortometraggio è rimasta nella testa. Così l’anno scorso, mentre camminavo per Sermoneta, questa cittadina vicino Latina, cittadina medievale bellissima, dopo averlo visitato ho capito che quelle era la location giusta per girare questo corto, abbiamo avuto un grande sostegno del Comune e del Latina Film Commission e abbiamo avuto modo di girarlo. Vorrei sottolineare la bravura di Piero Marchesani, abruzzese, nato a Chieti, che io conoscevo da tempo e che non aveva mai recitato. È l’unico attore non protagonista del set, gli avevo proposto di fare questa parte perché per me sarebbe stato perfetto. È stato molto bravo, faremo la première di questo cortometraggio al Festival del Cinema di Cannes. È stato fatto solamente in un paio di giorni e per un corto di circa 10′ sono pochissimi. Tutta la troupe è stata bravissima, abbiamo lavorato più di 12 ore al giorno, tecnicamente è andato tutto abbastanza bene, le problematiche sono state legate al maltempo perché inizialmente la sceneggiatura era stata scritta per una giornata calda, pi è venuta fuori una giornata molto piovosa, abbiamo dovuto cambiare diverse cose ed è venuto fuori l’elemento dell’ombrello che per me è stato molto bello perché c’è un’inquadratura dell’ombrello sulla scalinata che è quella che mi piace di più e non era stata nemmeno prevista”.

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