venerdì , 4 Dicembre 2020

Minoranza in Provincia: “La Provincia di Pescara usata come un cestino di rifiuti”

“E’ davvero disarmante – spiegano i consiglieri provinciali – il grado di sottomissione

alle esigenze del partito di riferimento, al quale l’attuale maggioranza del Presidente

Di Marco ha ridotto la Provincia di Pescara, usata dal PD quale tappabuchi o cestino

dei rifiuti, per le più svariate necessità del partito del Presidente.

Il primo affronto Di Marco lo ha subito 6 mesi fa dal Presidente della Regione, il

quale, incurante del gravoso e complesso percorso di riorganizzazione costruito

attorno alla figura chiave del Dirigente Ebron D’Aristotele, con un preavviso di 24 ore

ha preteso che il funzionario prendesse servizio in Regione, peraltro con contratto a

termine, vanificando mesi di lavoro e gettando nel caos l’ente, con risultati oggi sotto

gli occhi di tutti.

In seguito il Presidente della provincia si è visto costretto a nominare il segretario

generale, vedendosi evidentemente indotto a farsi carico proprio dello stesso

funzionario da poco scartato dal suo partito al Comune di Pescara.

Pur avendo assoluta necessità di operare un piano di dismissione immobiliare,

approvato peraltro dal Consiglio provinciale, pure sollecitato più volte in tal senso

dalla minoranza, il presidente Di Marco, per ragioni rimaste oscure, non ha mai

ufficialmente richiesto alla ASL di Pescara di acquistare, al posto di quel discutibile

stabile sul quale in tanti stanno cercando di far luce, uno dei tanti immobili di pregio

ed assolutamente funzionali che l’ente deve cedere per risanare il bilancio.

Oggi, subito dopo che la dirigente del servizio finanziario della Provincia, dott.ssa

Laura Ferrara, comunica la situazione di criticità finanziaria che, ai sensi dell’art. 153

TUEL, prelude al predissesto e al dissesto, il PD pescarese, nella evidente necessità di

trovare funzionari pubblici in grado di supplire alla certificata ed irreversibile

incapacità politica degli amministratori del Comune di Pescara di gestire le finanze

dell’Ente, culminate con le dimissioni dell’assessore Sammassimo, si appresta

all’ennesimo scippo a danno di Di Marco dirottando al Comune di Pescara, la figura

cardine per la gestione contabile della Provincia.”

Tale scenario, secondo i consiglieri di centrodestra è estremamente preoccupante

poiché la provincia ha ancora competenze fondamentali per la cittadinanza e per i

Comuni.

“In tale scenario – continuano i consiglieri – appare evidente come alla già

conclamata incapacità di eseguire le manutenzioni ordinarie, quali lo sfalcio delle

erbe, si aggiunge l’intollerabile ed ingiustificabile ritardo nel pagamento ad imprese e

fornitori da parte della Provincia di Pescara che, grazie alla oculata politica di

risanamento operata nella precedente legislatura dal centrodestra, è invece la sola in

Italia ad avere una disponibilità liquida eccezionale che le consente persino di non

accedere al prestito bancario per la tesoreria.

Il problema attuale della Provincia di Pescara quindi – concludono i 4 consiglieri

provinciali – è evidentemente costituito dall’assoluta inadeguatezza del Presidente e

della sua improbabile maggioranza ad affrontare problemi importanti e complessi,

quali quelli posti da una riforma gravosa e per certi versi confusa.

Se a questa conclamata incapacità politica si aggiunge l’ennesima defezione di una

figura chiave dal punto di vista della gestione finanziaria, è del tutto prevedibile che

la popolazione scolastica deve seriamente temere la mancata riapertura di diverse

sedi, i comuni devono attrezzarsi per coprire con le loro limitate risorse le

competenze che la provincia non riesce a svolgere e le imprese rassegnarsi a non

vedersi pagare i loro annosi crediti.

A differenza di altri, tuttavia, abbiamo a cuore, prima delle convenienze partitiche, le

sorti della provincia, degli studenti, dei comuni e delle imprese e, come abbiamo

fatto fin dal momento dell’insediamento, offriamo nuovamente al presidente Di

Marco la nostra collaborazione più ampia, avendo dimostrato in svariate occasione di

sapere come si amministrano e gestiscono enti in difficoltà, alla sola condizione che

dimostri di avere l’autonomia personale e politica per fare il Presidente della

provincia di Pescara e non si riduca al cameriere di turno del PD.”

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