mercoledì , 12 agosto 2020
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“Le sfide dell’Europa. Conversazione con Romano Prodi” all’ex Aurum

L’introduzione è stata affidata al Rettore dell’Università di Teramo Luciano D’Amico. Tra i relatori il presidente della Saga Nicola Mattoscio, il direttore della rivista italiana di geopolitica Limes, Lucio Caracciolo e Giuseppe Cucchi, consigliere scientifico della rivista, oltre al Presidente della Regione Luciano D’Alfonso.

Tra i temi affrontati la domanda che ormai appartiene al discorso pubblico se c’è vita oltre l’euro; la crisi greca che ha infranto il tabù dell’europeismo, il quale funzionava finché dava scontato sé stesso. “Allora l’orizzonte – secondo il direttore di Limes, Lucio Caracciolo – era fisso; variazioni del paesaggio geopolitico-economico potevano configurarsi solo sul rassicurante perimetro dell’Eurozona. Utilizzando le parole del Trattato di Roma, si trattava di “una comunità sempre più stretta”, ovvero l’incompiuta permanente.

Di nuovi flussi migratori, ha ancora parlato il direttore Caracciolo, secondo il quale “’Italia non è concepita quale meta ma collo di bottiglia attraverso il quale i disperati inseguono la meta di un mondo migliore diretti per il Nord Europa”. “E’ necessario – secondo Caracciolo – la solidarietà ma anche misurare le capacità di accoglienza. Purtroppo l’Europa è carente di una soggettività politica e risponde a interessi nazionali. La vera Europa si farà solo per scelta politica , e non assecondando soltanto la scia di tardo marxismo di tipo esclusivamente economico e dunque anti-democratico; occorre trovare capacità e lungimiranza nel medio-periodo”.
Della diminuzione e declino demografico dell’Europa, dei nuovi steccati , ha argomentato il gen. Giuseppe Cucchi, consigliere scientifico della rivista Limes, secondo il quale “i nuovi flussi migratori, non sono da intendersi come un problema, che presuppone dunque una soluzione, ma un fatto che va gestito al meglio”. “La vera svolta della Merkel, che incarna un vero leader, – ha aggiunto – è non assecondare scelte e opinioni nazionali ma orientare in nome di una visione l’opinione pubblica”.

L’ex premier Prodi, ha espresso soddisfazione per la massiccia partecipazione cittadina, a conclusione, ha avanzato delle “riflessioni più emotive che razionali, appassionando la platea, in quanto – ha aggiunto – la politica è anche cuore e non solo cervello”. Ha citato le considerazioni di un suo collega in Commissione europea che quale motivazione alla scelta europeista gli riferì “voglio l’Europa perché mio fratello è morto in guerra”, e si è soffermato sul concetto di pace, ritenuto ormai scontatamente ed erroneamente garantito.

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