giovedì , 20 Gennaio 2022

Mercatino nell’area di risulta a Pescara. La delibera passa in Consiglio

Pescara – Nella mattinata odierna il Consiglio Comunale ha approvato la delibera sulla realizzazione dell’area da destinare a mercato etnico e dell’integrazione. Presenti 16 consiglieri, l’atto è passato con 13 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto. No alla delibera da parte del Movimento Cinque Stelle. Decaduti gli 850 emendamenti presentati dalla minoranza di centro destra che prima di uscire dall’aula ha lasciato una diffida al sindaco, al Presidente del Consiglio e ai Consiglieri Comunali, riferita all’approvazione della delibera.

“Con questo voto il Consiglio oggi si è impegnato a risolvere una situazione rimasta sospesa per lungo tempo – così il sindaco Marco Alessandrini nel suo intervento prima del voto – Situazione che quasi un anno fa, a fronte di una sinergia con le forze dell’ordine e dopo anni di inerzia, questa Amministrazione ha affrontato, facendosi carico di uno sgombero per far cessare le situazioni di illegalità che hanno portato agli arresti di ieri (vedi scheda ndr.), tollerate, invece, da chi è stato classe dirigente e ha preferito non farsene carico per anni. Arresti che sono frutto proprio delle indagini che ci hanno spinto, allora, ad agire pur in modo doloroso nei confronti della comunità senegalese, che conosciamo da anni e che in tutti questi mesi non si è mai sottratta al dialogo per cercare una soluzione al problema e continuare a lavorare. Io sin dallo sgombro ho detto chiaramente quali erano i timori, che ciò che si era sviluppato in quelle aree era inaccettabile, anche perché coinvolgeva tutta una comunità senegalese che è stata accolta a Pescara da decenni e che qui ha vissuto e fatto studiare i suoi figli fino ad oggi.

Per questo considero la diffida presentata oggi dalla minoranza di centrodestra come uno strano modo di fare lotta politica e di farsi paladini della legalità, senza aver messo in cammino nulla per assicurarla quando era necessario”.

Non sarà un mercato dell’illegalità

La delibera votata va in tutt’altra direzione ha spiegato il sindaco, che non è quella di riallocare un mercato dell’illegalità, ma di istituire, per la prima volta nella storia di Pescara, un mercato etnico, con merce legale, proveniente da fuori Abruzzo, con operatori sia stranieri che italiani, che abbiano le carte in regola per entrare e le attività limpide e solide per rimanere.

“Sarà nostra priorità e cura continuare a fare in modo che quello che si è verificato lì non si ripeta in futuro, –ha assicurato Alessandrini– che tutte le regole vengano rispettate, a partire da quelle che disciplinano il commercio, ma ad arrivare anche alla sicurezza sui luoghi di lavoro, all’igiene, che dobbiamo realizzare nell’area individuata, ribadendo il carattere inclusivo della nostra città, una qualità che con il voto di oggi si perpetua e va oltre il dato geografico”.

L’OPERAZIONE BAZAR DELLA GdF PESCARESE

Nella giornata di ieri è stata smantellata una banda di falsari composta Italiani, senegalesi e un marocchino, in grado di approvvigionare grosse quantità sia di prodotti già confezionati, pronti per la vendita, sia di etichette ed accessori vari che poi dovevano essere assemblati in piccoli laboratori abusivi, anche casalinghi, dislocati sul territorio.

L’operazione denominata “Bazar”, è stata portata a termine all’alba dai finanzieri del Comando Provinciale di Pescara, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di L’Aquila, dieci persone sono state arrestate, quasi tutte con precedenti specifici (1 associata al carcere di Pescara e 9 poste ai domiciliari); due hanno avuto obblighi di dimora nei comuni di residenza; tre, senegalesi, sono ricercati.

Dovranno rispondere, a vario titolo ed in associazione, di ricettazione, contraffazione e commercio di prodotti con segni falsi. Recuperati 65mila capi, accessori ex etichette contraffatti, che sul mercato avrebbero fruttato 2 milioni di euro. 

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