mercoledì , 13 novembre 2019
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l'incendio di giugno 2019

Quinto episodio di incendio a Valle Cena, Comitato Difesa Comprensorio Vastese “è emergenza ambientale”

Cupello – E’ emergenza ambientale, vasta e totale, a Valle Cena. L’incendio di ieri sera, al mattino non ancora spento, con puzze giunte a chilometri e chilometri di distanza, spazza via ogni incertezza. “Non c’è mai stato nessun allarmismo, nessuna esagerazione. Bruciano ancora una volta rifiuti nell’invaso del Civeta, alle puzze che da mesi ormai …

Cupello – E’ emergenza ambientale, vasta e totale, a Valle Cena. L’incendio di ieri sera, al mattino non ancora spento, con puzze giunte a chilometri e chilometri di distanza, spazza via ogni incertezza. “Non c’è mai stato nessun allarmismo, nessuna esagerazione. Bruciano ancora una volta rifiuti nell’invaso del Civeta, alle puzze che da mesi ormai vengono segnalati anche alla stampa si aggiunge qualcosa di ancor peggiore” è questo il commento a caldo del Comitato Difesa Comprensorio Vastese.

“C’è poco da girarci intorno e tergiversare, quanto accaduto pretende risposte immediate, chiare, nette, trasparenza assoluta. Troppi i dubbi, troppe le incertezze, troppe le domande che in questi mesi il Comitato Difesa Comprensorio Vastese – e non solo – ha posto sul terreno. E ci duole dover aggiungere che abbiamo cercato varie interlocuzioni istituzionali, anche a livello regionale. Ma escluso il presidente della commissione regionale di vigilanza Smargiassi non abbiamo avuto risposte. Ora basta!! Vengano fornite le sacrosante risposte non a noi, ma a tutta la cittadinanza e ad un territorio che è colpito da un’emergenza ambientale non solo infinita, ma addirittura sempre più in aumento.
In questi mesi si è andati avanti con soluzioni “tampone” all’emergenza conferimenti. A fine ottobre è verosimile anche la prima vasca non sarà più utilizzabile. Che si farà? Non si può in 7 mesi non aver trovato una soluzione strutturale”.

In un articolato comunicato del 4 settembre, giurisprudenza e dottrina alla mano, il Comitato Difesa Comprensorio Vastese ha ricordato quali sono le possibilità e i campi d’intervento – a partire dalla custodia giudiziaria – in caso di sequestro preventivo. “Apprendiamo dalla stampa che il 10 ottobre (cioè 10 giorni prima dell’immenso incendio!) la Procura ha dato via libera ad un intervento di copertura. Come volevasi dimostrare, i fatti confermano quanto abbiamo scritto”.

 

I DUBBI DEL COMITATO

“Vedendo la cronaca nazionale e le notizie di roghi di rifiuti da Nord a Sud ci viene difficile credere che prendano fuoco da soli, quasi improvvisamente anche materie inanimate avessero tendenze suicide. –Commentano gli attivisti.–  Le telecamere di sorveglianza, di cui abbiamo già scritto in precedenti interventi, sono mai state attivate?  Se la risposta è negativa qualcuno deve spiegazioni alla cittadinanza. E poi agire di conseguenza. In questi mesi cosa è arrivato ancora in quell’area? Quali rifiuti e da dove? Quali tipologie di rifiuti, arrivate da dove, sono bruciati in queste ore? Quali monitoraggi della qualità dell’aria in queste ore sono stati attivati? Con quali risultati? A nessun livello si tergiversi e ci si nasconda più dietro mancanze fondi, tecnicismi e altro. A Valle Cena l’aria va monitorata, h24 e in maniera precisa e puntuale. Le risposte necessarie a cosa cercare e come esistono. E per le istituzioni preposte alla salute pubblica dovrebbero essere sotto mano. Quindi chi di dovere agisca immediatamente e come è doveroso fare”.

Domani 22 ottobre ore 19.00
il Comitato Difesa Comprensorio Vastese convoca un’assemblea pubblica
presso la Sala Consiliare del Comune di Cupello,
“A fuoco la discarica del vastese, ancora roghi a Valle Cena.
Più informazioni ai cittadini e azioni da intraprendere”.
Tutta la cittadinanza è invita a partecipare

 

Azione Civile Abruzzo “A Valle Cena è terra dei fuochi. E sta bruciando la credibilità della politica”

Azione Civile, movimento fondato dall’ex pm e oggi avvocato antimafia Antonio Ingroia, Abruzzo esprime tutto il suo sconcerto e indignazione di fronte al nuovo maxi incendio, che ha creato in vari comuni una gravissima emergenza ambientale, al Civeta.

«A marzo denunciammo con forza quella che definimmo il vuoto della non politica. Il non dibattito, i riduzionismi, i “non si facciano allarmismi”, i “è sempre colpa di altri” o non c’è nulla di grave, i silenzi su perché il consorzio si trova in questa situazione, chiare risposte al perché c’è un gestore privato (e dal curriculum che conosciamo), perché e cosa hanno portato aziende di altre regioni (soprattutto campane…) di cui si trovano notizie che non fanno stare troppo tranquilli cercando sul web, e tutto quanto su cui siamo già intervenuti altre volte in questi mesi, conferma alla grande quella nostra denuncia. L’ex commissario Gerardini disse prima molto prima di andarsene che si stava valutando la fine del contratto con il gestore privato. Cosa è stato fatto e non fatto? La sorveglianza dell’area con telecamere è attiva? Se non lo è perché? Il gestore privato ha depositato un progetto alla regione per un impianto privato e che, parole loro, va oltre il piano regionale. Il Civeta è destinato quindi alla fine e, nello stesso territorio, avremo quindi un impianto privato che non servirà minimamente al territorio? Quale posizione hanno i sindaci? Cosa vogliono fare per la gestione pubblica e il nostro servizio smaltimento rifiuti? Da sindaci come Vasto (maggior socio del consorzio) non registriamo interventi, sarebbe ora che tutti spezzassero il silenzio e s’impegnassero per difenderci e far terminare questa gravissima emergenza ambientale, e ormai anche sociale.

A Valle Cena sta bruciando un intero territorio, sta bruciando la credibilità di tutti, di quella non politica che deve dare risposte, essere chiara e trasparente, smetterla di tergiversare. In Sicilia chi lotta contro la mafia da decenni urla che chi tace è complice, chi non svolge il suo ruolo pubblico qui, ora, senza perder tempo o nascondendosi in tecnicismi e politicismi vari, chi non si indigna e sconcerta davanti a tutto quanto sta succedendo, come lo vogliamo definire?

Terra dei Fuochi è termine ormai di uso comune per tante vicende italiche. Non solo campane. Rifiuti che bruciano, aziende intere che fanno piombare in una doppia (perché già prima la situazione era gravissima) emergenza ambientale interi territori. C’è poco da girarci intorno, poco da ancora affidarsi a negazionismi o invocazione di allarmismi. La situazione è sotto gli occhi di tutti ed è palese. Continuano le segnalazioni di puzze e odori nauseabondi nell’area e, con ieri sera, siamo al quinto incendio in meno di un anno e mezzo. Ovviamente in questo momento non possiamo sapere quali sono le cause precise. Ma, di fronte a quanto la cronaca nazionale quasi ogni giorno ci riporta, quando sentiamo di rifiuti incendiati pensare che lo “facciano da soli” ci viene sempre più difficile.

Il 10 ottobre, apprendiamo dalla stampa, la Procura di Vasto aveva dato l’assenso ad una copertura di alcuni rifiuti. Pare, dalle dichiarazioni che leggiamo in queste ore, non sia avvenuta. Perché? Chi ne è il responsabile? Un fatto questo che conferma il nostro precedente comunicato sui ruoli di Procura, custode giudiziario e istituzioni tutte».

Azione Civile Abruzzo

 

SMARGIASSI M5S “TOTALE DISINTERESSE DELLA GIUNTA MARSILIO, CHIEDO LA REVOCA DELLA DELEGA ALL’ASSESSORE CAMPITELLI”

Ennesimo incendio, il quinto in due anni, nella terza vasca della discarica Valle Cena. “Lo scorso giugno interessai personalmente il Governo Regionale della situazione della discarica di Valle Cena visti i ripetuti episodi di incendio verificatisi in particolare nella terza vasca – Spiega il consigliere regionale Pietro Smargiassi – tramite un’interpellanza portai il caso in Consiglio regionale e chiesi di conoscere le determinazioni dell’ARTA circa i rifiuti bruciati e la natura delle sostanze rilasciate nell’aria. Invitai anche a rendere note quali misure di sicurezza erano presenti nel sito e spronai l’Assessore Campitelli ad effettuare un sopralluogo sull’area per rendersi conto della situazione della discarica, il cui ciclo di vita sarebbe tarato in otto anni ma in realtà parrebbe già in via di saturazione dopo soli due. Da allora – continua Smargiassi – nulla è cambiato, e oggi siamo nuovamente costretti a doverci occupare di un vasto incendio che ha generato un’imponente nube di fumo ed un odore nauseante che si propaga in un raggio molto ampio.
I sindaci dei comuni limitrofi alla discarica si trovano nuovamente costretti a richiedere ai cittadini di tenere chiuse porte e finestre delle abitazioni per la scarsa salubrità dell’aria. Tutto questo dimostra come la gestione dell’impianto continui ad essere carente in termini di sicurezza. E’ evidente, quindi, che un tale stato di cose dipenda anche dal mancato cambio di passo, rispetto al passato, da parte del Governo Regionale. Ritengo che probabilmente l’Assessore Campitelli abbia sottovalutato il problema e continui a sottostimare il potenziale rischio che l’area di Valle Cena diventi una delle numerose aree altamente inquinate d’Italia. A questo punto auspico – conclude il 5 stelle – che Marsilio ritiri la delega al proprio Assessore e si faccia seriamente carico di un problema che sta affliggendo l’area del vastese, mettendo a serio rischio la qualità di vita degli abruzzesi che risiedono in quelle zone”.

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