sabato , 11 luglio 2020
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Spacciatore e protettore viene arrestato a Valona, il suo percorso di fuga ricostruito grazie ai Carabinieri di Vasto e Montesilvano

Era ricercato in tutta Europa
per sfruttamento della prostituzione
e spaccio di stupefacenti.

VASTO  Nelle prime ore dello scorso 26 aprile a Valona-Vlore, in Albania, gli uomini della Polizia albanese hanno eseguito un provvedimento di cattura Internazionale emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello de L’Aquila, su impulso dei Carabinieri di Vasto e di Montesilvano, a carico di B.E., un pluripregiudicato, condannato in via definitiva alla pena di 9 anni e 10 mesi di reclusione per sfruttamento della prostituzione e spaccio di stupefacenti.

Il condannato era ben noto alle forze dell’ordine anche in considerazione di atti ostili ai controlli di Polizia che ha posto in essere in una circostanza. Già nel 2008, i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Pescara, nell’operazione “Carpe Diem”, sotto la guida della Procura Distrettuale Antimafia de L’Aquila, avevano tratto in arresto B.E. insieme ad altri 27 soggetti, in qualità di membro operativo di un esteso sodalizio criminale composto da oltre 60 soggetti gravitanti sul litorale adriatico abruzzese.
Questi avevano stretto un vero e proprio patto d’acciaio per la gestione dei flussi del traffico di stupefacenti provenienti dall’estero fino in Abruzzo e poi rivenduti su tutto il territorio italiano.

A febbraio 2018 poi, la Corte d’Appello di L’Aquila condannava il soggetto a 9 anni e 10 mesi di reclusione in carcere per sfruttamento della prostituzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Ma al momento dell’esecuzione del provvedimento, B.E. si rendeva irreperibile facendo perdere ogni traccia.
Gli elementi investigativi acquisiti hanno consentito ai Carabinieri di Vasto e Montesilvano di ricostruire il suo percorso di fuga, mediante l’utilizzo di documenti falsi, si è trasferito dapprima in Belgio e successivamente ha fatto rientro in Albania dove ha legittimamente cambiato il cognome prendendo quello della moglie rumena.

La ricostruzione degli spostamenti ha permesso quindi di inoltrare richiesta di internazionalizzazione del provvedimento restrittivo alla Procura Generale della Repubblica dell’Aquila che, concordando sugli elementi emersi, ha immediatamente emesso Mandato di Arresto Europeo estendendo le ricerche in campo internazionale anche fuori area dei Paesi aderenti al Trattato di Schengen coinvolgendo di conseguenza il Ministero della Giustizia e il Servizio Interpol.

Ottenuta l’autorizzazione alla diffusione internazionale delle ricerche, in collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza a Tirana, il collaterale organo di Polizia albanese, in costante contatto con i Carabinieri di Vasto e di Montesilvano, provvedeva a localizzare e a dare esecuzione all’arresto provvisorio del latitante in attesa di estradizione in Italia dove dovrà scontare il resto della pena inflitta per i fatti di cui è accusato.

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