martedì , 4 agosto 2020
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Commissioni a Montesilvano: D’Alonzo in un’aspra critica verso il Presidente del Consiglio Di Pasquale

D’Alonzo risponde al presidente del Consiglio Comunale, Umberto Di Pasquale che Venerdì era intervenuto in merito alla querelle della sospensione della seduta della Commissione Vigilanza e che aveva dato il la a un lungo dibattito anche sucessivo tra il Consigliere Aliano (Rievoluzione) e il presidente di Commissione, Anelli (M5S) sulla dinamica che aveva portato quel giorno alla rinuncia del gettone di presenza.
«Quanto accaduto in Commissione -aveva commentato Di Pasquale- è un fatto grave e che rappresenta il culmine di una lunga serie di episodi che stanno mettendo a dura prova il progetto di crescita di Montesilvano e il clima lavorativo e relazionale dell’intero Comune».
Sempre Di Pasquale nel comunicato commentava: «La scelta del presidente di Commissione, Manuel Anelli, di sospendere la seduta, di fronte agli atteggiamenti aggressivi di alcuni consiglieri è stata quella migliore».

D’Alonzo entrando in merito alla vicenda ha poi risposto al Presidente del Consiglio Di Pasquale
«Mi meraviglia, come l’attuale presidente del consiglio, già assessore a Spoltore, già membro con la moglie di vari cda a nomina politica, che usa il telefonino del comune, intento a presenziare alle commissione per la giustificazione al datore di lavoro, oggi si scandalizzi per i toni o atteggiamenti in commissione».

Continuando nell’aspra critica sempre D’Alonzo continua riferendosi al Presidente del Consiglio
«Vorrei ricordargli che l’11 marzo 2013 il suo compare di partito, l’agente di polizia, attuale vice sindaco, prendeva a testate un consigliere comunale, confermando l’indole violenta già scatenata contro Cordoma nel recente passato.

Oggi da bravo chierichetto  dice che non se ne può più, mi domando perché, allora, per il caso de martiinis non disse niente, non rilascio una dichiarazione, non ne chiese l’espulsione e non si indignò.

Spero vivamente per i cittadini che meritano di più, che  torni il sereno, ma lezioni di morale da chi dovrebbe vergognarsi non ne accettiamo».

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