sabato , 18 Settembre 2021

Sviluppo: Lolli, ‘da Accord Phoenix primo segnale di ripresa’

È stato il sindaco ad illustrare nel dettaglio i termini dell’accordo dopo che ieri sera il consiglio di amministrazione di Invitalia ha dato via libera al finanziamento pubblico in favore della società. L’investimento complessivo sarà di oltre 38 milioni di euro, di cui 10 finanziati da Invitalia. A regime i dipendenti saranno 128, di cui 13 amministrativi e 115 addetti alla produzione; nel giro di 18 mesi saranno attivate tutte e tre le linee inserite nel progetto di investimento.

Sia Cialente che Lolli hanno confermato che nell’assunzione di personale avranno “priorità assoluta” i lavoratori del polo elettronico che in questi anni hanno perso le coperture e gli ammortizzatori sociali. Proprio sui lavoratori del polo elettronico Giovanni Lolli ha parlato di “dovere morale” da parte della classe politica della città di fare “l’indispensabile per ridare un futuro lavorativo” agli ex addetti dell’Italtel. “Sono lavoratori – ha detto – che hanno fatto la storia di questa città e il nostro obbligo doveva essere quello di ritrovare per loro una giusta collocazione. In tutti questi anni, invece, a parte l’impegno di pochi, una parte della politica ha giocato allo sfascio, calpestando la dignità di tutti i lavoratori”.

Lolli ha poi voluto sottolineare come “Invitalia abbia fatto un’istruttoria rigorosa sull’istanza di investimento presentata da Accord Phoenix”, scrivendo nella delibera di concessione del contributo che “l’investimento deve essere fatto entro i prossimi 6 mesi”.
“Si è trattata – ha aggiunto Lolli – di un’operazione complessa con Invitalia non ha risparmiato indagini conoscitive approfondite e preteso garanzie forti dall’azienda”.
L’arrivo in città di Accord Phoenix “è un segnale importante, ma il quadro della crisi occupazionale rimane grave”.

Allo stato, ha ricordato Lolli, “ci sono in città 5 vertenza occupazionali ‘pesanti’ con in ballo 1500-1700 posti di lavoro. Un numero esorbitante che dà la misura di una crisi economica e occupazionale grave. In questo contesto, ci si preoccupa maggiormente di fare polemica su qualche ufficio regionale che viene trasferito dall’Aquila anziché concentrare gli sforzi per risolvere o trovare alternative alle vertenze in atto”.

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