sabato , 4 aprile 2020
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M5S. Abruzzo Engineering, l’ennesima prova di una politica lontana dai cittadini

In questi giorni assistiamo ad una storia d’amore e odio tra la Regione Abruzzo e Selex. Nel ridondante flusso di informazioni l’aspetto su cui non si focalizza l’attenzione è che Il nuovo perimetro delle partecipazioni societarie, definito nella legge di stabilità 2015, richiede che vengano eliminate le società e le partecipazioni non indispensabili al perseguimento delle finalità istituzionali e che venga perseguito il contenimento della spesa pubblica e il buon andamento dell’azione amministrativa, la tutela della concorrenza e del mercato, avviando un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie, direttamente o indirettamente possedute” con queste parole il consigliere Regionale Gianluca Ranieri commenta le vicende sulla società Abruzzo Engineering, la società mista pubblico-privata è nata nel 2002 con un protocollo di intesa siglato dal Presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, dal Presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, dal Presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane, con lo scopo di portare l’Internet veloce in tutto Abruzzo. Ma questa società, di fatto, non è mai entrata in funzione davvero. “ Perché le società in house siano realizzabili” continua il consigliere “la stessa norma stabilisce che oltre ai presupposti dell’affidamento e agli obblighi di servizio pubblico, sia predisposto un quadro operativo trasparente che leghi la gestione dell’ente a quella delle sue partecipate, come avrebbe già dovuto verificarsi se si fossero impostate procedure corrette, ma così non è stato”.

“E’ evidente” conclude il consigliere “che la Giunta intende semplicemente ostinarsi nel salvaguardare una realtà che non sta in piedi e dalla struttura già deteriorata in partenza. Non c’è la ricerca di uno sviluppo o la tutela della regione Abruzzo, ma si intende perpetuare una realtà figlia della politica fatta a tavolino senza alcuna partecipazione e empatia verso i bisogni reali della popolazione con l’unico scopo di alimentare un sistema di connivenze e perpetuare quindi la propria esistenza in vita”.

Infine “continua il consigliere Ranieri “è importante sottolineare che i costi di questo salvataggio in extremis cadranno sui cittadini poiché saranno soldi pubblici quelli che la Regione utilizzerà per mantenere viva, con un accanimento inspiegabile, questo azienda nata male e forse finita peggio. Noi seguiremo la vicenda in ogni sua evoluzione e garantiremo trasparenza e tutela per tutti i cittadini abruzzesi che non possono pagare l’ennesima “svista” della politica abruzzese”.

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