mercoledì , 11 dicembre 2019
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Cuperlo,Cenni (Pd): “L’Italia che vogliamo è quella che dice no alle trivelle. Rivediamo l’art 38 dello sblocca Italia’

“Il nostro Paese ha compiuto in questi mesi scelte molto importanti. Nei giorni scorsi abbiamo visto Governo e Regioni compiere passi avanti con gli accordi per gli interventi sulla difesa del suolo, L’Expo è stato un successo non solo per il pubblico, ma anche per gli impegni che il nostro Paese intende assumere e chiede all’ONU per una diversa concezione dello sviluppo in agricoltura e sull’uso del suolo agricolo e per l’accesso al cibo. Questa è l’Italia che vogliamo, il Paese che investe nelle fonti energetiche rinnovabili, che ascolta i territori e che rivede scelte sbagliate sulle trivellazioni. Il Paese che si presenta con il suo volto migliore alla prossima conferenza sul clima. Per questo, anche alla vigilia della di importanti Conferenze di servizi, ricordo che molti parlamentari del pd chiedono al Governo di rivedere le scelte assunte in materia di trivellazioni”.

Con queste parole Susanna Cenni, ecologista democratica, e Gianni Cuperlo di SinistraDem intervengono sul tema delle trivellazioni, a pochi giorni dalla conferenza dei servizi sulle autorizzazioni ad Ombrina Mare in Adriatico, in programma lunedì 9 novembre. Tema che è stato al centro dell’interpellanza urgente sottoscritta da Cenni, insieme a una trentina di deputati democratici e di cui è primo firmatario Alessandro Bratti, presidente della commissione Ecomafie e degli Ecologisti democratici in cui si chiede la revisione dell’articolo 38 dello ‘Sblocca Italia’, che accentra dai territori a Roma il potere di rilasciare le autorizzazioni per le nuove attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi.

Contro le trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa e sul territorio, si sono già espresse 10 Regioni – spiegano Cuperlo e Cenni – e in attesa del referendum il consiglio regionale abruzzese ha approvato una legge che estende ai progetti già avviati il limite delle 12 miglia introdotto nel 2012, entro il quale le attività di ricerca sono vietate. L’augurio è il Governo decida di rispondere all’interpellanza urgente, fermando le trivellazioni e ascoltando le ragioni già espresse da Regioni, associazioni e cittadini”.

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