giovedì , 9 Dicembre 2021
Pescara. Nei giorni scorsi c’è stata l’offerta dell’ex amministratore delegato del Pescara, Danilo Iannascoli, arrivata dopo le esternazioni dell’attuale patron, Daniele Sebastiani, che a seguito della sconfitta con la Lazio, con la relativa contestazione, aveva dichiarato di voler cedere la società.

Vendita azioni Pescara Calcio, mancato accordo tra Sebastiani e Iannasscoli

L’offerta è stata rifiutata e così il numero uno del sodalizio biancazzurro ha motivato il rifiuto: “Io vorrei solo cristallizzare la parte più importante di questa offerta: l’offerta riguarda il 70% delle quote a 3 milioni di euro, non ci sono altre situazioni. I bonus che sono stati messi non attengono a quello che è stato fatto e al suo sviluppo. Le condizioni riguardano il lavoro che l’offerente dovrà sviluppare, i bonus riguardano ciò che dovrà accadere (eventuali salvezze, promozioni, ecc.), quindi non ne voglio nemmeno parlare. Non mi sono assolutamente mantenuto alla sua offerta di Iannascoli perché il solo settore giovanile vale tanto e la cosa che mi dà più fastidio è che lo stesso ritenga di doversi accollare 10 milioni di euro.
La sua offerta deriva dalla sola lettura del Bilancio, bisogna evitare di dire che questa società ha rifiutato 19 milioni di euro.
Il valore di una società di calcio è molto aleatorio, quindi per una valutazione di questo tipo c’è bisogno di gente molto esperta, di commercialisti e di gente che conosce il calcio ed i calciatori. Siamo arrivati a tutto questo a seguito ad un’esternazione, dopo una delusione con la contestazione dei tifosi, avevo detto che se c’era qualcuno sarei stato disposto a vendere, ma io non svendo nulla perché non svilisco il lavoro che è stato fatto fino a questo momento e non accetto il fatto che qualcuno possa buttare fango addosso a questa società che in questi anni ha fatto veramente tanto.
Se c’è una società che in questi anni sta a posto con gli stipendi quella è il Pescara, se c’è un fornitore che si rifiuta di portare la roba a Pescara portatemelo, a livello bancario sono state tolte le ultime fideiussioni che avevamo.
Noi abbiamo un debito a livello tributario che conoscono tutti e che mi auguro di levare al più presto possibile perché quel debito pesa solo sulle spalle del sottoscritto, quindi stiamo parlando di aria fritta. Quindi per me la questione della cessione a Danilo Iannascoli si chiude qua. Per una questione di correttezza, perché ho una sola parola, se dovesse succedere che arriverà un’offerta importante gli darò la prelazione. Il lavoro ha sempre pagato e la serietà ha sempre dato i suoi frutti”.

Questa è la replica di Danilo Iannascoli:
“In riferimento alla trattativa intercorsa per l’acquisto del 70% delle quote del Capitale Sociale della Delfino Pescara 1936 SpA, sono a precisare, mio malgrado, stante la riservatezza che avrei voluto mantenere in merito, che la proposta presentata prevedeva il riconoscimento di 9 milioni di euro in caso di permanenza al Campionato di serie A ed 6 milioni di euro in caso di partecipazione al Campionato di Serie B; entrambi i casi risultavano comprensivi di 3 milioni di euro da corrispondere al verificarsi di alcune diverse eventualità (ovvero risultati sportivi futuri, auspicabili anche se incerti, cui erano collegati i bonus, come è di prassi nelle valutazioni legate al mondo dello sport), oltre all’accollo di tutti i debiti della società ed all’immediata sostituzione di tutte le garanzie eventualmente prestate dai componenti del CdA presso gli Istituti di Credito, previa verifica da effettuare mediante una corretta procedura di due diligence, che non è stata tuttavia consentita.
Prendo atto della non accettazione e della chiara volontà di netta chiusura ad intavolare qualsiasi ulteriore trattativa esternata dal signor Sebastiani nel corso di un poco affollato ‘comizio’, frettolosamente organizzato poche ore prima di una fondamentale gara di campionato e delle molteplici dichiarazioni piene di inesattezze, che, tuttavia, ho deciso di ignorare per non alimentare ulteriori polemiche, inutili e dannose anche per la squadra che ritengo possa ancora competere per la salvezza, a differenza di quanto evidentemente ritenuto da altri. Non posso però esimermi dal ricordare che il signor Sebastiani, quale presidente della nostra società, ha potuto beneficiare dei continui e puntuali versamenti effettuati dalla mie società in conto capitale, delle ripetute ricapitalizzazioni ed anticipazioni anche personali effettuate e delle pesanti garanzie prestate che, alla data odierna, non sono state ancora né restituite né tanto meno sostituite, visto che, malgrado le richieste, sono ancora in essere finanziamenti importanti erogati a favore della società e garanzie a favore di questa prestate su posizioni debitorie assunte nei confronti di enti diversi dagli Istituti bancari.

Come socio di minoranza, continuerò ad esercitare i diritti a me riconosciuti dalla legge ed a vivere lo sport con la stessa visione e con lo stesso amore e rispetto dei suoi valori, cercando, nel mio piccolo, di portare sempre più in alto il nome della mia città. Sempre fiero ed orgoglioso di essere tifoso del mio Pescara”.

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