lunedì , 21 Settembre 2020

Pescara, Sebastiani traccia il punto sulla situazione societaria

“La vittoria con il Palermo è il modo migliore per salutare il pubblico fino ad un certo punto – ha detto Sebastiani – perché poi non è che questa vittoria doveva risolvere il problema di quest’anno. Il problema di quest’anno c’è, esiste, quindi dobbiamo fare tutti quanti un grande mea culpa perché evidentemente abbiamo sbagliato. Per mia indole non sono abituato a scaricare le colpe sulle persone, ho sempre messo la faccia su tutto, anzi ho messo la faccia sempre quando le cose non andavano bene perché quando le cose andavano bene i meriti solitamente sono dei giocatori e dell’allenatore, quando le cose vanno male il coglione è il presidente.
Questa è la riprova che il presidente non fa la squadra, non l’ha fatta quest’anno e non la fa e non l’ha fatta nemmeno negli anni in cui si è vinto. Tra le altre cose, quest’anno avevamo tutti quanti detto che la cosa più importante sarebbe stata non snaturare la squadra, non togliere lo zoccolo duro, con il senno di poi oggi siamo tutti bravi a dire che questi giocatori non sono bravi a fare la serie A e che non valgono niente. Così è troppo semplice, qualcuno nei primi mesi di quest’anno aveva difeso il falso nueve di Caprari in tutti i modi, oggi è facile dire che era meglio se arrivava Falcinelli.
Abbiamo fatto degli errori, mi dovevo prendere qualche ‘vaffa’ a giugno quando non ho fatto quelle tre o quattro scelte che potevo fare perché c’era chi aveva più credibilità di me in quel momento, grande credibilità anche su questa squadra che aveva dimostrato grande attaccamento e di poter difendere quello che aveva fatto sul campo con tutto quello che avevano.
Il campo ha detto che la serie A è un’altra cosa, siamo tutti del Sud ed io mi auguro che il Crotone possa fare un miracolo che fino a due mesi fa era inimmaginabile, ma alla fine se non dovesse farlo si vede il risultato nei numeri che dicono che l’Empoli ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare, altrimenti il campionato sarebbe già chiuso da parecchio tempo. Le differenze economiche sono enormi perché l’ultima prende molto meno rispetto alle altre che scendono, lasciamo perdere il Cagliari che ha una sua storia ed ha 10/12 milioni di diritti più di noi, noi dove ci presentiamo? Questo è il bilancio del Pescara e del Crotone, le altre squadre sono molto avanti.
Tra le altre cose chi parla non conosce neanche le regole del gioco perché oggi avere una squadra di calcio iscritta al campionato italiano di seri A o di serie B che sia, ha una serie di restrizioni che si devono rispettare, sennò non ci si iscrive al prossimo campionato.
Quindi bisogna anche capire di che cosa si parla, fino a questo momento, a questi livelli, nessuno si è mai arricchito con le società di calcio. Il paracadute purtroppo nessuno sa o fa finta di non sapere, che non serve per la stagione successiva, ma serve per riparare i debiti e i danni che sonos tati fatti nella stagione in corso.
Penso che abbiamo dimostrato di arrivare ai nastri di partenza nei campionati d serie B sempre con squadre competitive, lo faremo sicuramente anche quest’anno perché è giusto farlo e la società comunque si può permettere di mantenere questo impegno. Sto lavorando molto sugli sviluppi societari, come ho sempre detto, nel momento in cui avrò una proposta in mano, per correttezza la proporrò anche a Danilo, il Pescara sarà di un’altra persona, sicuramente in questo clima io non ci devo stare per forza.
Mi stanno chiedendo di andarmene ed io sto lavorando per andarmene, non devo insegnare niente a nessuno, ma se si deve contestare una persona strumentalmente questo non mi sta bene, attaccare le persone sotto il profilo famigliare no mi sta bene per nulla, ma sono più che tranquillo perché so che sto lavorando per andare via nel momento in cui ci sono persone spendibili”.

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