mercoledì , 14 novembre 2018
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Sambuceto Calcio, intervista a mister Eddy Farias

Sambuceto. Voglia di giocare allo sport più bello del mondo e divertirsi: concetti all’apparenza semplici, ma in realtà molto più profondi di quanto possano sembrare. E sono questi gli aspetti che Eddy Farias, nuovo allenatore del Sambuceto, sta cercando di trasmettere alla sua squadra. E, al suo esordio in panchina in Eccellenza di domenica scorsa …

Sambuceto. Voglia di giocare allo sport più bello del mondo e divertirsi: concetti all’apparenza semplici, ma in realtà molto più profondi di quanto possano sembrare. E sono questi gli aspetti che Eddy Farias, nuovo allenatore del Sambuceto, sta cercando di trasmettere alla sua squadra. E, al suo esordio in panchina in Eccellenza di domenica scorsa i viola hanno effettivamente messo in campo quella “voglia” tanto cara al mister, tramutata in un primo tempo praticamente perfetto contro una delle compagini più in forma del massimo campionato regionale, il Penne. Nel secondo tempo sono poi venute fuori alcune “scorie”, e il punteggio pieno non è stato centrato, ma i molteplici aspetti positivi, e che fanno ben sperare anche per il futuro, sono rimasti ben impressi negli occhi e nelle parole dei presenti alla Cittadella dello Sport. E lo stesso giovanissimo allenatore è pronto a sottolineare pregi e difetti della sua squadra nella partita contro i biancorossi: «Probabilmente le “scorie” sono state rappresentate da un pizzico di paura di vincere che in questo momento sicuramente può esserci nella squadra. Il punto dal quale ripartire credo però che sia stato la voglia che abbiamo messo nella prima frazione. Poi credo ci sia stato anche un calo fisico, perché ho dovuto fare quattro cambi non per scelta tecnica ma perché i ragazzi avevano dato praticamente tutto».
L’allenatore viola, sulla scia dell’analisi del match d’esordio, cerca anche di mettere in luce quali siano gli aspetti sui quali sta cercando di puntare: «Ho iniziato questa bellissima nuova avventura con i ragazzi lo scorso anno con tanto entusiasmo. Sicuramente i concetti su cui punto sono a livello motivazionale. Divertirsi a prescindere dalla categoria nella quale si gioca, dalla Serie A alla Terza Categoria: questo credo sia il primo degli aspetti. Cerco quindi di trasmettere la voglia di praticare lo sport, anzi, lo sport più bello del mondo. Poi, passando ai concetti relativi in maniera più diretta al “giocare a calcio”, cerco di puntare sul gioco di gruppo, su palleggio e palla bassa, per poi cercare le verticalizzazioni giuste per andare a “far male” alle difese avversarie e trovare la via del gol. Non cerco un palleggio e un possesso sterile o fine a se stesso, ma finalizzato alla fase realizzativa».
Mister Farias non si sottrae nemmeno all’analisi di aspetti più propriamente tattici e tecnici relativi alla tipologia di giocatori e alla loro posizione in campo: «Non mi ritengo un allenatore “malato” di un singolo schema di gioco. Ovvio che abbia la mia idea e che mi piacciano molto i giocatori di qualità che sappiano saltare l’uomo e che ti creino la superiorità numerica. A livello di manovra stiamo cercando di inquadrarla al meglio e abbiamo iniziato a farlo già dalla scorsa partita. Allo stesso tempo la ricerca del tipo di gioco non è facilissima da trovare, perché credo ci voglia almeno un mesetto circa per iniziare a oliare i meccanismi. Di tempo, però, non ne abbiamo molto, e in questa fase di rodaggio l’obiettivo sarà quello di fare più punti possibili. E qui a Sambuceto, anche senza scendere nel dettaglio dei nomi, devo dire che ho giocatori molto importanti per la categoria. L’idea di base è quella di giocare a livello offensivo con due esterni che sappiano fare le due fasi, oltre alle due mezzali e alle due punte davanti. In pratica, cercheremo di portare 5-6 giocatori in zona offensiva, e gli altri più indietro. A livello di meccanismi e automatismo ci vorrà del tempo come accennato ma le qualità per far bene ci sono sempre».
Anche se il neo allenatore del Sambuceto sembra non volersi sbilanciare con promesse e proclami, dalle sue parole emergono elementi importanti su quali siano gli obiettivi anche a breve termine: «L’unica cosa che posso promettere in questa avventura, e che ogni giorno mi sveglierò la mattina e andrò a dormire la sera dando il massimo impegno per il Sambuceto. Detto ciò, il mio cruccio è quello di valorizzare i ragazzi che ho e che sono già affermati e allo stesso tempo cercare di lanciare qualche giovane. Vorrei che i ragazzi avessero un bel ricordo di questa avventura, e che possa essere da stimolo e da vetrina anche per loro stessi».
La chiusura di mister Farias è dedicata a chi lo ha preceduto e a un pensiero particolare per chi ha permesso all’allenatore di vivere questa nuova esperienza: «Ci tengo a sottolineare che Alessandro Tatomir ha sicuramente fatto un grande lavoro qui a Sambuceto in questo anno e mezzo, e per me il mister oltre che un compagno è anche un amico. Voglio ringraziare anche la società per questa opportunità, avuto prima col settore giovanile e adesso con la prima squadra».

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