martedì , 26 maggio 2020
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Ph: parcoabruzzo.it

Tre orsi annegati in una vasca di raccolta dell’acqua nella Zona di Protezione Esterna del Parco nazionale

La segnalazione della presenza di animali nella vasca è giunta al servizio di sorveglianza nel tardo pomeriggio di ieri da parte di un escursionista di Balsorano e questa mattina all’alba il personale del Parco ha raggiunto la località, verificando che, purtroppo, si trattava di orsi.

Per il recupero dei plantigradi è stato necessario l’intervento di un elicottero messo a disposizione dai Carabinieri forestali, in quanto la località si trova in alta quota ed è raggiungibile solo a piedi. Le carcasse sono state trasportate a Pescasseroli e saranno sottoposte ad esame necroscopico per accertare o escludere che non ci siano altre cause di morte.

Nel frattempo, il servizio di sorveglianza, in raccordo con la Procura di Avezzano, ha adottato tutti gli atti di polizia giudiziaria in relazione alla morte degli orsi.

La vasca, nella quale erano già morti altri 2 orsi nel 2010, si trova su una proprietà privata e gli interventi di messa in sicurezza realizzati dai proprietari, con il supporto del Corpo Forestale dello Stato nel 2012, non erano più adeguati a garantire la sicurezza di uomini e animali.

Su segnalazione dell’Associazione Salviamo l’orso il servizio di sorveglianza del Parco ha provveduto a verificare la situazione e l’Ente, pur trattandosi di una proprietà privata fuori dai confini del Parco, nelle scorse settimane ha intimato ai proprietari di realizzare adeguate misure di protezione per garantire l’incolumità di persone e animali, fornendo anche la consulenza tecnica per una soluzione efficace e definitiva del problema.

Purtroppo, a tutt’oggi, non è stato realizzato alcun intervento.

Siamo di fronte a una perdita gravissima per l’esigua popolazione di orsi marsicani – dichiara il Presidente del Parco – che rischia di vanificare i tanti sforzi compiuti quotidianamente per ridurre la mortalità e per avere un numero di femmine riproduttive più alto. L’episodio ripropone la necessità di interventi più incisi per garantire la conservazione dell’orso marsicano, soprattutto fuori dal territorio del Parco, dove l’autorità e la funzione dell’Ente sono normativamente meno incisivi ed efficaci“.

 

Il WWF: “Si convochino subito gli stati generali sull’Orso”

Centuplicare gli sforzi per vincere l’improba battaglia per una specie sull’orlo dell’estinzione

“La morte di tre individui di Orso Bruno marsicano tra i comuni di Balsorano e Villavallelonga, nella Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, rappresenta un fallimento per tutti: nessuno che abbia una qualche responsabilità in campo ambientale può dirsi innocente.

Come WWF vorremmo guardare negli occhi il Ministro dell’Ambiente, i Presidenti delle Regioni dell’areale dell’Orso, prime fra tutte Abruzzo, Lazio e Molise, i tanti sindaci che amministrano questi territori, i responsabili delle aree protette a partire dallo storico Parco d’Abruzzo e via via tutti coloro che possono fare la differenza, come gli operatori delle forze di polizia, i magistrati, gli imprenditori, ecc. Vorremmo guardare tutti negli occhi e chiedere se veramente vogliamo salvare l’Orso bruno marsicano.

Dobbiamo dircelo chiaramente perché non è possibile che tre Orsi muoiano per non aver messo in sicurezza una vasca di raccolta dell’acqua dove 8 anni fa erano morti altri due Orsi nello stesso identico modo.

La responsabilità è veramente di tutti perché continuiamo ad approcciarci a questa specie come se non ne rimanessero solo 50 individui prima della sua definitiva estinzione.

Tutti gli sforzi fin qui fatti vengono vanificati in una sola giornata in cui abbiamo perso il 5% della popolazione.

Vogliamo veramente prenderci la responsabilità di distruggere in 50 anni uno dei più bei risultati dell’evoluzione del nostro Pianeta? Vogliamo veramente far scomparire il simbolo delle nostre montagne?

Ad ogni Orso morto siamo qui a ripeterci che va cambiato passo, che non c’è più tempo da perdere, che tutti devono fare la loro parte… poi passa una settimana e ogni cosa riprende come prima: chi spara a un orso viene assolto in tribunale, la Regione Lazio non limita la caccia nelle zone dove è presente l’Orso e il TAR di Roma non interviene, si progettano nuovi (fallimentari) bacini sciistici o si asfaltano vecchie strade su montagne abruzzesi dove è accertata la presenza del plantigrado, si costituiscono addirittura comitati contro l’Orso e le norme che lo tutelano…

Smettiamola di agire in questo modo. Forse è già troppo tardi, ma proviamo a fare qualcosa. Diamo concretezza a quanto dichiariamo nei convegni.

Attuiamo quanto ci dice chi studia la specie da decenni e diamo un nuovo impulso alla conservazione dell’Orso e del suo habitat.

Come WWF da più di un anno stiamo proponendo gli Stati generali dell’Orso, come momento di rilancio della battaglia per la sua tutela sull’Appennino e sulle Alpi. Mettiamo in campo le forze migliori, ma soprattutto facciamo quanto deve essere fatto, prima che sia troppo tardi”.

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