venerdì , 10 luglio 2020
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“Housework: tutti assolti”, il libro evento di Rita Consorte sul processo D’Alfonso

L’inchiesta è stata condotta dal pubblico ministero Gennaro Varone e il

processo ha avuto inizio nel 2011 e si è concluso nel febbraio 2013.

Il project financing dei cimiteri e l‟appalto dell’area di risulta sono stati i

punti cardine che hanno animato il dibattimento, ma non solo questi.

Si è discusso, infatti, anche della famosa Lista Dezio, quella che fu

ritrovata dagli inquirenti nell’ufficio di Guido Dezio, ex braccio destro

di D’Alfonso; della vicenda della villa di Lettomanoppello; dei rapporti

d’amicizia tra l‟imprenditore Carlo Toto e l’ex sindaco D’Alfonso, e dei

numerosi viaggi che sarebbero stati effettuati tutti a spese di Toto.

Tra gli altri argomenti nel dibattimento hanno trovato posto: l’Agenda del

Sindaco, la Comunicazione Istituzionale, i Fondi al Partito La Margherita,

la Fondazione Europa Prossima, il bar del Tribunale, il calice di Toyo Yito,

il Ponte del Mare ed altre vicende minori come quella del giornalista

Di Miero, le spese elettorali per le elezioni regionali del 2005, per la

Convention di Prodi e tanto altro ancora.

Gli imputati figuranti in questo processo: Luciano D’Alfonso, Guido Dezio,

Massimo e Angelo De Cesaris, Finizio Giampiero, Pierpaolo Pescara,

Marco Molisani, Fabrizio Paolini, Marco Presutti, Vincenzo Fanì, Rosario

Cardinale, Giacomo Costantini, Nicola Di Mascio, Enzo Perilli, Colanzi

Pietro, Alberto La Rocca, Carlo e Alfonso Toto, Giampiero Leombroni,

Marco Mariani, Francesco Ferragina, Antonio Dandolo, Luciano Di Biase e

Vincenzo Cirone.

Le accuse mosse agli imputati: associazione a delinquere, corruzione,

peculato, appropriazione indebita, concussione, truffa, falso e falso

ideologico.

“L’idea di scrivere il libro – dichiara l’autrice – è nata immediatamente a

seguito dell’esplosione dell’inchiesta che seguivo in qualità di inviata di

un portale d’informazione. Qualcosa mi ha lasciata perplessa nel corso

delle indagini preliminari e ciò rappresenta l’input che ha scaturito in me

il desiderio di seguire più radicalmente la vicenda giudiziaria. Mi preme

sottolineare – ha ribadito Rita Consorte – il mio intento primario, ossia

quello di rendere noto all’intera collettività, attraverso le molteplici

deposizioni dei testimoni tratte dagli atti pubblici, la verità processuale

che ha determinato l’assoluzione dell’ex Sindaco e degli altri imputati

coinvolti nell’inchiesta”.
Dichiarazione che trova riscontro e conferma

nelle parole calibrate e mirate del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti

d’Abruzzo Stefano Pallotta, autore della prefazione: “In questo libro si

compie un’operazione apprezzabile: quella, cioè, di ricostruire dall’inizio

alla fine una vicenda processuale che ha visto uno dei politici più noti

d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, uscirne indenne e, sotto il profilo politico,

per molti versi, rafforzato. La collega Rita Consorte pubblica gli atti

del processo con puntigliosa meticolosità riproducendo, addirittura,

gli errori in essi contenuti. Un lavoro di ricollocazione dei fatti e degli

avvenimenti che ne rende facile la lettura grazie anche al quadro di

insieme storicamente definito con organicità e completezza”.

Il libro, edito dalla casa editrice Tracce di Pescara, sarà presentato

Venerdì 16 maggio alle ore 17,30 presso la Sala G. Favetta del Museo

Genti d’Abruzzo, primo piano in Via delle Caserme alla presenza

dell’autrice Rita Consorte, e delle istituzioni inoltre, l’evento è stato

patrocinato dal Comune di Pescara.

La presentazione sarà a cura di Stefano Buda.

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