domenica , 16 Maggio 2021

Sclocco a Chiodi: Il nostro progetto in materia di Sociale

“Egli dimentica forse le manifestazioni? -continua Marinella Sclocco Dimentica il Consiglio Straordinario gremito di associazioni

in protesta per la superficialità dei loro programmi in materia di sociale? Ora ricorda di voler

collaborare con il Terzo settore per migliorare il testo del Welfare? Ora si ricorda dell’integrazione

socio sanitaria? In questi cinque anni l’ho urlato ad ogni seduta del Consiglio. In realtà in questi 5

anni si sono azzerate le Politiche Sociali.

“ Gli uffici che dovevano governare il sistema dei servizi sociali sono stati smantellati: da 4 servizi

dirigenziali e oggi ne esiste solo uno, ed è vacante. Nessuno amministra più il sociale che è

diventato un peso per la politica regionale.

L’associazionismo, la partecipazione, il coordinamento fra le istituzioni e gli ambiti sociali sono

stati umiliati. L’ascolto dei problemi e dei bisogni sociali è stato umiliato. Gli operatori del sociale

sono stati umiliati: licenziamenti, cassa integrazione.

Nel periodo più terribile della crisi economica non vi è stato un solo piano e progetto per

combattere la povertà: il nulla. I pochi soldi europei per l’inclusione sociale sono stati spesi in corsi

di formazione.

Noi come opposizione abbiamo fatto tante battaglie per riuscire a salvare il salvabile e elaborato

tante proposte: la legge quadro per il sociale, la legge per le nuove generazioni, la nuova legge per

la famiglia, la legge per il Garante. Tutte proposte sotterrate e umiliate dalla maggioranza.

Tutti quelli che lavorano nel sociale sanno che occorre cambiare pagina, in fretta. Dobbiamo

ricostruire.

“Cito per punti, dieci, – conclude la Sclocco – il programma al quale ho lavorato in questi anni

proprio col Terzo Settore , del quale Chiodi si accorge solo ora:

1. PARTECIPAZIONE

Le nuove politiche sociali in Abruzzo saranno costruite con questo metodo: l’ascolto, la

partecipazione, il coordinamento con tutte le risorse. Scriveremo una pagina nuova del Patto di

cittadinanza su cui si dovranno fondare le politiche sociali.

Ricostruiremo quella rete fra gli operatori sociali, la Regione, gli ambiti sociali e i comuni, il

volontariato e le associazioni, le cooperative, i sindacati, ma anche le imprese e le imprese

sociali, perché le decisioni devono essere prese in modo partecipato. E lo faremo con tempi

certi e definiti, secondo un piano delle azioni e dei tempi che rispetteremo. Istituiremo Forum

operativi nei quali leggere insieme i bisogni e trovare le risposte più innovative per ciascuna

risorsa sociale.

Rimetteremo in moto la passione sociale attraverso la convocazione immediata, subito

dopo le elezioni, degli Stati Generali dell’Abruzzo Sociale. Attueremo un dispositivo

divalutazione dell’impatto sociale delle leggi che saranno approvate in Consiglio. Costituiremo

una Commissione di valutazione formata da cittadini abruzzesi delle varie articolazioni sociali

perché giudichino, valutino e reindirizzino il lavoro politico e quello dei servizi che ricevono.

L’attenzione e l’ascolto delle centinaia di comunità locali che sono il cuore vero del sociale in

Abruzzo saranno la nostra linea guida. Istituiremo il Consiglio sociale delle comunità locali, con lo

scopo di raccogliere idee, ma anche di valutare i risultati.

2. STRATEGIA PER IL SOCIALE

Lavoreremo in modo strategico alle politiche sociali. Approveremo finalmente la legge quadro

sulle politiche sociali, perché senza legge non ci sono diritti e non ci sono certezze, non ci sono

livelli essenziali che sono la base di ogni sistema dei servizi. La legge è pronta: già a giugno la

ridiscuteremo insieme per integrarla e ampliarla e credo che in autunno sarà pronta.

La priorità sarà fare un nuovo piano sociale regionale, che dovrà essere questa volta il Piano socio-
sanitario della Regione Abruzzo. Perché l’INTEGRAZIONE sarà la battaglia che dovrà essere vinta.

In 15 anni nulla è stato fatto in questo senso per l’incapacità di dialogo fra assessorato al sociale e

assessorato alla sanità, per il commissariamento, per tante altre inerzie.

Oggi l’INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA non è più rinviabile: lavoreremo alle CASE DEL WELFARE

E DELLA SALUTE, chiedendo al bilancio sanitario di dare risorse al territorio e al sociale per il

benessere delle persone e concentrando i servizi in poche sedi. Razionalizzeremo le strutture per il

sociale e il sanitario per evitare che il cittadino sia sbattuto da un servizio all’altro e unificheremo

gli accessi a qualsiasi servizio sociale o sanitario.

Avvieremo un’importante razionalizzazione degli ambiti sociali e dei centri di costo: 35 ambiti

sociali sono troppi per la Regione e troppi sono i costi amministrativi, che possono essere

recuperati in servizi per il cittadino. Ci saranno al massimo 12 zone sociali in tutta la Regione,

coordinate con la Regione, con i Comuni, con i Distretti sanitari, con gli Ospedali, con i Centri per

l’Impiego. Riconosceremo a Pescara lo status di città sociale metropolitana attribuendo più fondi

per la soluzione di problemi che riguardano l’Abruzzo e che il Comune ha fino ad oggi dovuto

gestire da solo.

Il sociale dovrà essere gestito in modo innovativo con l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali per

ridurre i costi burocratici e coordinare meglio le prestazioni sociali.

3. CERTEZZA DELLE RISORSE

Le risorse per le politiche sociali dovranno essere certe e legate ai livelli essenziali di assistenza

sociale:

1. il fondo sociale regionale dovrà essere riportato progressivamente ai livelli pre-crisi;

2. il fondo nazionale politiche sociali dovrà essere gestito in modo sinergico insieme al fondo

nazionale per la non autosufficienza;

3. il fondo sociale europeo dovrà concorrere alle politiche sociali di inclusione con vincolo

irreversibile e non solo per corsi di formazione o tirocini a perdere;

4. i nuovi fondi strutturali 2014-2020 e i fondi FAS dovranno anche finanziare le nuove

infrastrutture sociali basate sul principio dell’innovazione tecnologica e dell’accorpamento

di funzioni (centri polifunzionali integrati e case della salute);questa priorità che dovrà

essere inserita nei Piani operativi dei programmi europei che si andranno a scrivere nei prossimi

mesi è importante per assicurare uno sviluppo infrastrutturale del sociale abruzzese, in particolare

riconvertendo la grande residenzialità in micro residenzialità a misura di bambino, anziano,

disabile, e potenziando gli asili nido;

5. con un’apposita task-force di esperti cercheremo di portare per lo sviluppo del sociale

abruzzese nuovi fondi europei direttamente gestiti dalla Commissione, partecipando ai tanti

bandi della nuova programmazione;

6. i fondi delle Fondazioni bancarie, oggi spesso dispersi in finanziamenti a pioggia, andranno

collegati con la programmazione regionale;

7.al sistema dei servizi sociali sarà favorita con apposite agevolazioni la partecipazione in denaro o

in natura da parte delle aziende private socialmente responsabili;

8.le aziende dei servizi alla persona (ASP) dovranno essere soggetti attivi nel concorrere a mettere

risorse sui Piani di zona socio-sanitari.

4. DONNE

Il ritardo dell’Abruzzo è anche scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro e pochi

posti negli asili nido. Abbiamo meno di 10 posti nei nidi ogni 100 bambini. Peggio di noi fanno solo

le regioni del Sud. Promuovere e migliorare l’accesso delle donne al lavoro, alla politica, al tempo

libero, alla partecipazione sociale è la finalità che attueremo con le seguenti azioni:

1. sconfiggere le violenze, lo stalking e gli abusi riorganizzando i servizi antiviolenza e assegnando

ad un unico responsabile la gestione dei casi e garantire un raccordo interistituzionale con

specifiche linee guida;

2. potenziare gli asili nido e raddoppiare il numero dei posti attualmente disponibili con un Piano

di sviluppo dei servizi per la prima infanzia; è stato dimostrato dal premio Nobel Heckman che

investire oggi un dollaro nella fascia 0-3 anni significa riceverne 7 domani;

3. rilanceremo le azioni delle Commissioni Pari opportunità e i Piani di conciliazione dei tempi e

della famiglia.

5. ADOLESCENTI E GIOVANI

In tempi brevi approveremo la legge per i giovani e le nuove generazioni, che avevamo già

preparato. La Strategia per i Giovani si costruirà su 4 assi:

1. dare organicità alle politiche giovanili prevedendo un PianoGiovani integrato di formazione,

inserimento lavorativo, gestione del tempo libero, promozione dell’espressività, empowerment;

2. incentivare lo sviluppo di centri giovanili;

3. dedicare specifiche misure e servizi di orientamento e accompagnamento per gli adolescenti,

che oggi sono i veri dimenticati dei servizi;

4. favorire l’apertura delle scuole e degli spazi pubblici all’autogestione giovanile.

6. BAMBINI

– I bambini sono la maggiore risorsa per far ripartire lo sviluppo abruzzese. Per questo:

– approveremo in pochi mesi la legge per il Garante regionale per l’infanzia (solo 5 regioni non

l’hanno ancora fatto e noi siamo fra queste);

-attiveremo un servizio socio-sanitario integrato (ospedale-servizi sociali-servizi del territorio) per

assistere e accompagnare dalla nascita e per i primi tre anni di vita i bambini vulnerabili, che

vivono in situazione di rischio;

-rafforzeremo la prevenzione della violenza sui bambini, l’affidamento familiare, l’assistenza

educativa domiciliare e l’home visiting, i centri diurni per l’infanzia;

– inseriremo negli strumenti di programmazione specificheazioni contro la povertà infantile;

– promuoveremo il diritto al gioco dei bambini, proponendo ai Comuni investimenti per campi

gioco integrati e polifunzionali per i bambini.

7. PERSONE CON DISABILITA’

– il progetto individuale dell’art. 14 della legge 328/2000 deve essere reso obbligatorio e

vincolante ai Comuni per la concessione dei benefici sociali;

– barriere architettoniche

-nuove politiche sociali per le persone con disturbi mentali

8. ANZIANI

-sviluppo della piccola residenzialità

-revisione dei servizi di domiciliarità e sostegno alle cure (badanti)

-potenziamento centri diurni e socializzazione nei piccoli borghi;

-attivazione di percorsi intergenerazionali e invecchiamento attivo

9. REGIONE INCLUSIVA

– integrazione immigrati

– strategia di contrasto alla povertà

– piano di inclusione abitativa

– programma di prevenzione delle dipendenze

10. IL SOCIALE PER PROFESSIONE E PER PASSIONE

– Il sociale si costruisce con gli uomini e le donne, con le famiglie e con le persone, attraverso un

nuovo processo di valorizzazione delle professionalità e del volontariato:

-una nuova legge per il volontariato che preveda forme di coinvolgimento attivo e spazi di

gestione dei servizi in partenariato pubblico-privato e un servizio di volontariato civile per tutti i

giovani abruzzesi;

-la costituzione di una Conferenza permanente sulle professioni sociali in Abruzzo, in

collaborazione con gli Ordini degli Psicologi, degli Assistenti Sociali, delle associazioni professionali

rappresentative, per studiare percorsi di promozionale, valorizzazione e tutela dei operatori;

-una nuova stagione per l’impresa sociale e per le cooperative con il rilancio di un sistema di

agevolazioni e di pari opportunità di accesso alle gare.

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