sabato , 26 Settembre 2020

L’Altra Città: È vero vorremmo una città da favola e senza inciuci

L’altracittà Montesilvano rispondendo al coordinatore di Montesilvano Futura Mauro Orsini prende spunto dal nomignolo affibbiato “L’isola che non c’è”, nella polemica di ieri li si accusava di una azione politica caratterizzata dalla fantasia e dall’arroganza.
«Addirittura, Montesilvano Futura ci accusa di volere una “città da favola”. -coomentano i coordinatori de L’Altra Città- Siamo quantomeno interdetti: a quanto ci risulta, la politica serve proprio a migliorare le città nell’interesse della collettività.
È assolutamente vero, vogliamo una città da favola, una Montesilvano bella, verde, pulita, vivibile e con servizi efficienti: forse Montesilvano Futura preferisce una città grigia, soffocata dal cemento, sporca, caotica e nella quale si fa cassa sulla pelle dei disabili?».

L’altracittà commenta come bizzarra è l’affermazione di non avere mai avuto “il coraggio di amministrare, evidentemente, anche per il fatto di non aver avuto il consenso della gente”.
L’Altracittà ribadisce di aver partecipato alle elezioni per la prima volta in questa tornata elettorale «anche se molti nostri attivisti e sostenitori hanno alle spalle anni di battaglie e di impegno politico, fuori dal Palazzo ma anche al suo interno -commentano i coordinatori de L’altracittà- (Cristian Odoardi, tra i promotori del progetto, è stato consigliere comunale in opposizione alla giunta Cordoma, la quale, dopo aver bruciato 11 assessori, vide come Assessore alla Cultura anche lo stesso Mauro Orsini, quinto assessore della lista “Libero”, oggi confluita in Montesilvano Futura).
Ci abbiamo messo la faccia e non siamo stati eletti, ma questo non significa certo che non possiamo parlare: in democrazia esiste ancora il contraddittorio! I nostri elettori hanno creduto nel nostro progetto di città e meritano rispetto. O vogliamo dire che solo chi vince le elezioni ha diritto di parola?».

L’altracittà ringrazia il coordinatore di Montesilvano Futura per i suggerimenti, ma li declina gentilmente.
«Vogliamo una città distante anni luce dall’ennesimo incubo bipartisan che oggi ripropone Mauro Orsini: vogliamo una città dove gli abusi vengono puniti, i più deboli sono tutelati e le opportunità esistono per tutti, non solo per gli “amici di”.
Non è il Paese dei Balocchi, è pura e semplice civiltà».

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