lunedì , 26 Ottobre 2020

Credito alle imprese, la Cna alla Regione: ai confidi i fondi europei non spesi

E’ la richiesta rivolta alla Regione da Adriano Lunelli,

direttore di

Fidimpresa Abruzzo, contenuta nella relazione che ha aperto nel pomeriggio di ieri il convegno dal titolo “Confidi amico, il valore della garanzia in tempo di crisi”, in programma nella

sala convegni delle Torri Camuzzi, a Pescara, ed organizzato dalla Cna Abruzzo.

Tra il 2011 e il 2013, gli anni clou della crisi che ha colpito l’economia del nostro Paese e dell’Abruzzo

– sostiene tra l’altro Lunelli – gli impieghi delle banche sono diminuiti di oltre un miliardo e 150 miliardi

di euro.
Una condizione che ha messo soprattutto le imprese in una condizione di grave difficoltà, fino a

costringere molte di quelle che hanno resistito a dar fondo a tutte le riserve e alla loro stessa capacità di

accedere al credito».
Una condizione, ha aggiunto, «aggravata dall’assenza di politiche pubbliche di sostegno

all’accesso al credito: con il risultato che i Confidi hanno sopperito alla mancanza di adeguate politiche

pubbliche, mettendo in gioco i fondi di garanzia costituiti in prevalenza dagli apporti dei soci».

Lunelli ha poi criticato i tempi lunghissimi imposti dalla burocrazia regionale per l’utilizzo delle poche

risorse in campo, ricorrendo a qualche esempio illuminante: «Per quanto riguarda una misura contenuta

nei fondi del Par Fas 2007-2013, l’Azione “Migliorare l’accesso al credito delle pmi abruzzesi”, emanata il

27 settembre del 2013, la sottoscrizione delle convenzioni tra la Regione e confidi, per l’erogazione delle

risorse, è avvenuta la scorsa settimana. Una prova evidente di ingiustificata inefficienza».

L’appuntamento della Cna dedicato ai confidi, poi, servirà ad offrire una riflessione sul sistema bancario

regionale, ed in particolare sul suo rapporto con il mondo dell’impresa.
Ad offrire una riflessione sui

mutamenti in corso è Aldo Ronci, che mette a fuoco i mutamenti intervenuti nell’assetto delle proprietà degli

istituti abruzzesi, proprio in relazione al rapporto con l’erogazione di credito al sistema produttivo locale: «In

Abruzzo le piccole banche, tra le quali fino al 2012 erano comprese Tercas, Carichieti, Carispaq, Caripe e

Bls hanno erogato, proprio in quell’anno, il 51% del totale del credito: una quota più che doppia rispetto

al valore medio nazionale (23%) e, ancora di più, per quel che riguarda il credito concesso alle imprese.

Una caratteristica che faceva dell’Abruzzo la prima regione d’Italia».
Un circuito “virtuoso” destinato a

rientrare presto ad essere ricondotto alla normalità dopo i mutamenti degli assetti proprietari: «Nel 2013

le cose cambiano e con l’incorporazione della Carispaq e della Bls in banche nazionali, la quota di credito

erogato ha subito una brusca flessione, scendendo al 40%. Ma è facile immaginare che con la prossima

incorporazione della Tercas e della Caripe, oltre a quella paventata della Carichieti, il mercato abruzzese

tenderà a livellarsi alla quota media nazionale».

Banche e confidi, prove tecniche di alleanza


Nel dibattito alle Torri Camuzzi gli interventi del mondo bancario regionale,

delle imprese e del sistema di garanzia. Lolli: sì alla rimodulazione dei fondi comunitari

Una alleanza tra sistema bancario e confidi, per sostenere il mondo delle piccole imprese, in

Abruzzo è possibile.
E la Regione, pur alle prese con gravi problemi di bilancio, è disposta a fare la sua

parte. Lo ha confermato il dibattito seguito alle relazioni che hanno aperto, nel pomeriggio di oggi nella sala

conferenze delle Torri Camuzzi, a Pescara, il convegno organizzato dalla Cna Abruzzo su “Confidi amico, il

valore della garanzia in tempo di crisi”.

Nella discussione, coordinata dal direttore del quotidiano “Il Centro”, Mauro Tedeschini, hanno preso parte

il presidente della Bcc Abruzzo, Michele Sanuele Sborgia; il direttore regionale della Cna, Graziano Di

Costanzo; l’assessore regionale alle Attività produttive, Giovanni Lolli; il direttore generale di Fedart Fidi,

Leonardo Nafissi; il direttore generale di Cofidi.it, Teresa Pellegrino.

Sborgia, primo a intervenire, ha rilanciato l’alleanza tra confidi e piccole banche: «La forte liquidità delle

banche di credito cooperativo, che operano in aree territoriali delimitate, e con un tipo di clientela del

tutto sovrapponibile a quella dei confidi – ha detto – non può non stimolare una forte sinergia tra questi

due mondi».
Nafissi, da parte sua, ha invece sottolineato «come sia necessario ricostruire una filiera ben

organizzata e strutturata del sistema produttivo, a tutto vantaggio delle imprese: un obiettivo di politica

economica decisamente alla portata».
Di Costanzo, direttore regionale della Cna, ha messo in evidenza i

limiti della piccola impresa nell’accesso al credito: «Il nostro è un mondo che per oltre il 70% è costituito da

piccole ditte individuali, dove è difficile distinguere patrimonio personale e aziendale: è un mondo che qui

vive e qui pensa al suo futuro, e per questo occorre un sostegno particolare».

Rispondendo all’invito della Cna, il vice presidente della Regione, Lolli, ha garantito l’impegno della

Regione a rimodulare i fondi comunitari, destinando ai confidi parte delle risorse recuperate, ma non ha

lesinato critiche al sistema bancario: «Occorre mettere in campo strumenti nuovi e diversi, sapendo che

esiste uno spazio – dopo i processi di concentrazione del sistema che hanno investito negli ultimi tempi gli

istituti abruzzesi – per la ripresa di una dimensione locale».
Il “caso” della Puglia, con l’autentico boom

realizzato nella concessione di finanziamenti alle micro imprese, è stato al centro, infine, dell’intervento di

Teresa Pellegrino: «Le imprese sono ovunque in difficoltà, e con loro i confidi: ma abbiamo avuto la forza,

mettendo in campo una forte sinergia, di realizzare una forte capacità di investimento».
Tante le autorità

istituzionali presenti al forum: tra le altre, il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, e il

presidente della Camera di commercio adriatica, Daniele Becci.

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