domenica , 5 luglio 2020
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La tradizione del Sant’Antonio a Chieti

Alla benedizione si porta ogni genere di animale spesso adornati di fiocchi

e pon-pon, segue la SS Messa celebrata da Don Panfilo e la Processione

che arriva fino a via dei Frentani.

Al rientro si accende il fuoco e si fanno giochi popolari tra canti e balli

tradizionali e si consuma un cibo collettivo portandosi la ciotola e il

cucchiaio da casa.

Partecipano le confraternite di Santa Maria delle Grazie e di San

Francesco Caracciolo, il gruppo Scout CH4, le associazioni Camminando

Insieme di Quartiere Levante e Lu Ramajette di San Salvatore.

Quest’ultima organizza anche la Compagnia del Sant’Antonio che venerdì

16 dalle ore 18 in poi canterà per le case del Tricalle “le tentazioni di

Sant’Antonio”.

Presso la sede del Ramajetto in San Salvatore, via Rapposelli, ex scuola

elementare, è allestito l’altare delle arance dedicato al grande santo

protettore degli animali e acerrimo nemico del demonio. Qui sono esposti

anche i canestri devozionali utilizzati come offerta al Santo.

Tutta la popolazione è invitata ad intervenire portando gli animali e una

ciotola con cucchiaio per il consumo del piatto rituale.

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