martedì , 21 gennaio 2020
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Renzo Paris presenta il suo libro su Silone nella biblioteca civica di Montesilvano

“In un contesto in cui la soddisfazione di una serie di bisogni culturali e sociali fatica ad essere garantita, l’intento dell’evento all’interno della biblioteca – spiega Antonella Buccigrossi, titolare insieme alla sorella Cinzia della libreria – è quello di restituire alla biblioteca la sua valenza sociale oltre che di lettura e studio, per andare oltre il mandato tecnico amministrativo del servizio bibliotecario”.

A presentare il libro del poeta, romanziere e critico italiano Renzo Paris, l’autore montesilvanese Alessio Romano e la giovane poetessa Federica D’Amato.

In uno stile felpato, autoironico, aperto e docile alla riflessione culturale e malinconico, Paris racconta la vita segreta di Secondino Tranquilli (alias Ignazio Silone), dalla nascita, avvenuta nel 1900, al 1930, anno in cui scrisse in Svizzera il suo romanzo d’esordio: Fontamara. Un libro che contiene molti testi inediti, tra cui un estratto di Le tre sorelle di Gabriella Seidenfeld, biografia militante della prima donna di Silone, e una lettera inedita del 1949 a Silone dell’amico Panfilo Giorgi con note sul loro rapporto con gli americani. L’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza di Ignazio Silone in una sorta di spy story che riporta in vita l’Italia tumultuosa del primo Novecento.
“Fenicotteri” era il nome con cui si chiamavano tra loro i comunisti sotto il fascismo, i quali, come gli uccelli dalle ali rosse, volavano da una città all’altra per consegnare la stampa clandestina. Basandosi su alcuni documenti inediti, Paris segue passo passo l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza di Silone insieme a quella di suo fratello Romolo: il terremoto del 1915 che distrusse Pescina, la crescita politica e interiore, il primo approdo a Roma attraverso i buoni uffici di don Orione, lo stato di profonda miseria, l’ambiguo rapporto con il misterioso commissario Bellone, il congresso di Livorno, i viaggi a Mosca, Parigi, Barcellona, Zurigo, il carcere, fino ad arrivare alla disillusione politica e all’allontanamento dalla formazione religiosa. Un romanzo basato su documenti (alcuni dei quali inediti) nel quale sfilano personaggi come Gramsci, Togliatti, Lenin, Stalin, insieme alle donne di Silone dell’epoca, l’ebrea rossa Gabriella Seidenfeld e Aline Valangin, la psicanalista che lo introdusse nell’ambiente dei grandi intellettuali e scrittori del tempo. Una narrazione che indaga le identità di Silone sempre cangianti, fino alla schizofrenia finale che lo consegnerà nelle mani dei dottori nella clinica di Jung.

Il libro per certi versi è una spy story dove le identità di Silone sono sempre cangianti, fino alla schizofrenia finale che lo consegnerà in mano ai dottori della Psiche, nella clinica svizzera di Jung. Sfilano nel romanzo personaggi come Gramsci, Togliatti, Stalin insieme alle sue donne dell’epoca, Gabriella Seidenfeld, l’ebrea rossa, e Aline Valangin, la psicanalista che lo introdusse nell’ambiente dei grandi intellettuali e scrittori del tempo, tra cui Thomas Mann; ma anche il misteriosissimo Guido Bellone, che morì pazzo, insieme allo storico Dario Biocca.

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