venerdì , 3 luglio 2020
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M5S su compartecipazione alla spesa socio-sanitaria: “Quando l’assistenza non è più un diritto”

La compartecipazione alla spesa socio-sanitaria è una delle prime questioni che il Governo Regionale ha affrontato dopo l’insediamento. Dall’inizio il Presidente ha cercato il modo per liberarsi di questo “fardello” e poter quindi trionfalmente annunciare l’uscita dal piano di rientro, ma finendo per scaricare i costi di questo trionfo sui cittadini, e poco importa che a pagare le pesantissime conseguenze delle sue smanie da primo della classe siano sempre i soggetti più deboli che necessitano di un’assistenza di lungo periodo attraverso prestazioni socio-riabilitative semi-residenziali e residenziali. Ciò che è necessario, secondo il M5S, sarebbe procedere dapprima ad una più approfondita analisi dei fabbisogni reali sul territorio, successivamente all’adeguamento della rete dell’assistenza sociosanitaria anche in relazione a questi fabbisogni, e solo allora procedere con un regolamento che sia efficiente e capace di garantire autonomia al sistema. In commissione i consiglieri pentastellati stanno lottando per ottenere proprio questo.

“Il regolamento che ci è stato presentato” spiega Domenico Pettinari “mira a disciplinare il concorso alla spesa della quota sociale di compartecipazione, ma non è idoneo ad assicurare il diritto alla salute degli utenti e non tiene conto dei problemi dei comuni, che trovandosi a dover anticipare una parte consistente delle spese, si troveranno certamente ad avere gravi difficoltà di bilancio”.

“L’aspetto più grave della vicenda” continua Gianluca Ranieri “che a distanza di oltre un anno, nulla è stato fatto per realizzare un sistema, nell’ambito dei servizi alle persone disabili e non autosufficienti, che sia destinato a funzionare in maniera efficiente ed autonoma e non a danno dell’intero sistema sanitario abruzzese e dei cittadini.. Come Movimento 5 Stelle siamo assolutamente convinti che, prima di parlare di un regolamento per la compartecipazione alla spesa da chiedere ai cittadini, bisogna effettuare la riorganizzazione delle strutture: prima riorganizziamo le strutture, per capire come e dove saranno erogati i servizi, ma soprattutto a chi, e solo dopo vedremo di capire quali cittadini dovranno contribuire alla spesa, in che misura e attraverso quali modalità”.

“Per questi motivi, abbiamo ritenuto di dover sostenere con forza e senza incertezze l’assoluta priorità della riorganizzazione delle strutture” spiegano i consiglieri “ senza la quale qualsiasi regolamento attuativo non potrà che tradursi in un’operazione fallimentare il cui unico risultato sarà di creare nuovi e gravissimi problemi per gli utenti disabili e per le loro famiglie”.

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