mercoledì , 21 Aprile 2021
Riccardo Mercante

Piano sanitario regionale, Mercante: La provincia di Teramo ridotta a terra di nessuno

“Ricordo che poco più di un anno fa – ha spiegato Mercante – D’Alfonso dichiarava, nel corso di un incontro tenutosi paradossalmente proprio ad Atri, che il suo piano per la sanità sarebbe stato fondato sulla necessità di restituire centralità al territorio assicurando appropriatezza delle cure, continuità di assistenza, copertura dei costi e libertà di scelta, oltre alla velocità nello smaltire le liste di attesa.
Parole che lasciano, oggi, esterrefatti se solo si pensa che uno dei primi provvedimenti di questa amministrazione regionale è stato quello di chiudere il punto nascita della città ducale, fiore all’occhiello del sistema sanitario teramano e punto di riferimento essenziale per un territorio vastissimo. E come se ciò non bastasse a penalizzare la nostra provincia, a distanza di pochi mesi sono stati annunciati altri tagli scellerati in un settore, come quello dell’emergenza, che è, certamente, tra i più importanti e necessari.
Così, se le Città di Teramo e Giulianova dovranno fare i conti con la drastica riduzione di ambulanze, auto mediche e del relativo personale, meglio non andrà per i territori montani, privati delle postazioni di assistenza sanitaria in loco e sempre più isolati ed abbandonati a se stessi.
Un quadro terrificante cui si deve aggiungere anche il pericolo, con l’attuazione del decreto Lorenzin, di assistere al declassamento ed al drastico ridimensionamento di ospedali, come quello di Giulianova, che, anzi, a sentire i vecchi proclami di D’Alfonso, avrebbe dovuto avere un ruolo di primaria importanza nel panorama della sanità abruzzese.
Oltre, ovviamente, ai disagi ed ai disservizi dovuti ad una cronica carenza di personale sanitario che rischia, soprattutto nella nostra provincia, di subire ulteriori tagli a causa della esiguità delle risorse economiche a disposizione.

A guardare l’operato di questo governo regionale – ha concluso Mercante – viene, piuttosto, da pensare che i buoni propositi sbandierati ai quattro venti da D’Alfonso per assicurarsi la benevolenza degli abruzzesi, fossero, piuttosto,destinati alle cliniche private, visti gli ingenti finanziamenti ad esse elargiti a scapito delle strutture sanitarie pubbliche oltre al riconoscimento della possibilità di sforare il tetto dei budget; misure, queste, sulla cui legittimità pare, fortunatamente, si stia incentrando l’attenzione del tavolo di monitoraggio.
Un modo, insomma, di intendere e gestire la sanità pubblica, da parte di D’Alfonso, che mi sembra ricalchi in tutto e per tutto il modus operandi di un Partito Democratico che, piuttosto che salvaguardare gli interessi dei cittadini, tende a salvaguardare gli interessi propri e quelli di pochi eletti”.

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