venerdì , 25 Settembre 2020

Montesilvano, Il Consiglio Comunale dice no alla richiesta della parrocchia di Villa Carmine

«Una scelta prettamente tecnica che nulla ha a che vedere con la politica». Così l’assessore Valter Cozzi commenta la votazione del Consiglio Comunale che questa mattina si è pronunciato sulla retrocessione del diritto di superficie dell’area di via Giovi concessa alla Parrocchia Beata Vergine del Monte Carmelo, e della concessione sempre alla parrocchia di un’area in via Verdi.
L’assise ha deciso di bocciare la proposta.
A non approvare la realizzazione di una nuova chiesa, 10 consiglieri, Anthony Aliano, Manola Musa, Valentina Di Felice, Gabriele Di Stefano, Paola Ballarini, Christian Di Carlo, Gabriele Straccini, Lino Ruggero, Paolo Rossi e Pietro Gabriele. Astenuto Danilo Palumbo, mentre favorevoli i 9 consiglieri presenti Claudio Daventura, Andrea Falcone, Angelita Palumbo, Barbara Di Giovanni, Adriano Tocco, Corrado Di Battista, Mauro Orsini, Enea D’Alonzo, e il sindaco Maragno.  

«La permuta  dell’area di via Giovi in favore di quella di via Verdi – spiega l’assessore – sarebbe servita alla realizzazione di una nuova Chiesa, di un centro pastorale e di locali destinati alle iniziative parrocchiali in favore della comunità, nel popoloso quartiere di Villa Carmine. Ad ottobre don Paolo Lembo – ricorda Cozzi – protocollò al Comune una richiesta nella quale richiedeva di sostituire l’area di via Giovi, già concessa alla parrocchia per la realizzazione di una nuova Chiesa, nel 2008, con una individuata in via Verdi, così da ottenere un finanziamento, dalla Cei, per la realizzazione di un complesso parrocchiale provvisto di servizi integrati.
Avremmo potuto votare questa delibera già durante il Consiglio Comunale dello scorso 30 dicembre e, vista l’assenza di molti consiglieri di opposizione, avremmo con ogni probabilità ottenuto un parere favorevole. Tuttavia proprio per garantire massima trasparenza e dare la possibilità a tutti i consiglieri di esprimersi concretamente sull’argomento, abbiamo scelto di posticipare il voto alla seduta odierna. I risultati ottenuti da questa votazione – conclude Cozzi – amareggiano perché non garantiscono istanze ed esigenze del territorio e privano il quartiere di una nuova Chiesa almeno per il prossimo decennio».

Sul voto sfavorevole espresso in consiglio è intervento anche il consigliere Comunale del gruppo misto Gabriele Di Stefano

di_stefano.jpg«Il voto che ho espresso questa mattina in Consiglio Comunale è un parere contrario al progetto e di certo non a questa maggioranza, come ho detto anche in Consiglio. Credo che lo scambio dell’area di via Giovi con quella di via Verdi non fosse la scelta più adatta per il quartiere di Villa Carmine e i suoi residenti. Ecco perché ho deciso di dire no a questa proposta –spiega il consigliere Di Stefano–  La mia votazione però non vuole essere in alcun modo una presa di distanza dal sindaco Maragno e dalla sua Giunta.
Continuo a credere fermamente in questa Amministrazione e nel progetto che da un anno e mezzo il sindaco, gli assessori e gli altri consiglieri stanno portando avanti per la città. Ribadisco fermamente il mio appoggio incondizionato a questa Amministrazione e ritengo che la volgarissima strumentalizzazione della votazione da parte di Lino Ruggero   sia l’ennesimo tentativo di infangare un’Amministrazione che sta restituendo ai cittadini una Montesilvano migliore ed è costretta a fare i conti con i danni causati dalle passate Amministrazioni a questa città. Invito il consigliere ad avere buon senso e contribuire con iniziative e proposte concrete invece di parlare a vanvera».

Orsini “utile scivolone”

mauro-orsini-milu2744.jpgSulla vicenda interviene anche il consigliere di Montesilvano Protagonista Mauro Orsini che minimizza definendo l’episodio della rihiesta dello spostamento della Parrocchia di Villa Carmine un utile scivolone  della maggioranza e ne ravvisa anche  un risvolto positivo «va cercato nella libertà di voto che hanno espresso i consiglieri di maggioranza, pur contravvenendo, alcuni di loro, alla volontà del Sindaco.
Prima di tornare in aula, nel corso di una breve riunione eravamo certi della sconfitta e potevamo ritirare la delibera, ma siamo tornati in aula con la consapevolezza che l’argomento non era di quelli per cui “fasciarsi la testa”. Personalmente –commenta Orsini–  ho dichiarato di andare contro la mia coscienza votando a favore, ma ho preferito dare un segnale di lealtà politica rispettando la volontà della maggioranza della maggioranza. Ora gli strilloni di turno grideranno alla scandalo, ma il dibattito, che alcuni consiglieri hanno reso trascendentale in un’assise laica, è stato a tratti esilarante e denotava la pochezza e la futilità dell’atto che ci apprestavamo a votare. Quindi siamo scivolati sul nulla politico, la maggioranza si è espressa liberamente e ne diamo atto al Sindaco che ha dimostrato maturità politica confermando che la maggioranza è molto solida e di buona volontà».

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