martedì , 11 Maggio 2021

Il Movimento 5 stelle montesilvanese sulla proposta di delibera sulla chiesa “un ‘Frankenstein’ inaccettabile“

il gazebo del Movimento 5 Stelle nel quartiere di Villa Carmine per valutare eventuali criticità dovute alla costruzione della nuova chiesa

«Ciò che avevamo previsto si è puntalmente avverato la proposta di delibera di consiglio che avrebbe dovuto soddisfare la richiesta della Parrocchia di Villa Carmine non aveva le gambe per camminare» Anche i 5 stelle di Montesilvano intervengono a gamba tesa sulla questione della bocciatura avvenuta ieri per la delibera di permuta del diritto di superficie utile per la costruzione della nuova chiesa di Villa Carmine.

«Nel corso del consiglio comunale –rimarcano i pentastellati– sono emerse contraddizioni tecniche e politiche, inesattezze, imbarazzi e riferimenti poco chiari che ci hanno impedito di votare la proposta.
Durante la lunga sospensione del consiglio, è andato in onda il disperato tentativo in camera caritatis di sindaco e giunta, i quali hanno cercato di porre rimedio con qualche emendamento alle incongruenze emerse nel corso della discussione della delibera.
Il risultato è stato forse peggiore dell’originale un ”Frankenstein” inaccettabile».

I 5 Stelle poi criticano l’assessore Cozzi, «nelle sue dichiarazioni ha tentato disperatamente di addossare la responsabilità di quanto avvenuto all’opposizione, farebbe bene invece a chiedersi il motivo delle assenze e dei ”distinguo” nella sua maggioranza. La giunta Maragno farebbe ancora meglio a fare autocritica, in quanto non ha saputo o voluto sfruttare i mesi che ha avuto a disposizione la giusta condivisione con il consiglio ed ha tentato invece la forzatura, tra spumante e panettone. Gli è andata male e non certo per colpa nostra».

 

Poco tempo a disposizione

In linea con le osservazioni fatte da altre forze politiche riguardo alla vicenda, il Movimento 5 Stelle lamenta il poco tempo avuto a disposizione per poter meglio comprendere gli sviluppi di una decisione così importante per la comunità.
«A noi sono mancati il giusto tempo e le informazioni necessarie ad una serena disamina di quanto richiesto. Al sacerdote e ad una parte dei parrocchiani, forse, è rimasta la delusione causata da chi probabilmente li aveva illusi vendendogli la pelle dell’orso prima di catturarlo».

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