giovedì , 20 febbraio 2020
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Pescara, nasce un coordinamento per fermare il piano spiaggia del Comune 

Pescara.
Molto affollata la riunione ieri pomeriggio sul “piano spiaggia” nella sede di Italia Nostra a Pescara. Cresce il coinvolgimento di cittadini e associazioni e la volontà di coordinarsi per impedire uno scempio. 
Erano presenti rappresentanti di Italia Nostra, WWF, Legambiente, Forum Acqua, Pescara Punto Zero, Pescarabici, Associazione bed and breakfast, Touring Club, Amici della Filanda, comitato oltre il gazebo strada parco, Mila Donnambiente.

Hanno partecipato alla riunione la consigliera del M5S Erika Alessandrini e il Presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli che si son detti d’accordo con gli obiettivi dell’iniziativa. L’obiettivo è non solo costruire un coordinamento tra le associazioni e le forze politiche e sociali che condividono l’obiettivo della salvaguardia del demanio marittimo ma un comitato che coinvolga tutta la cittadinanza, un movimento civico per riaffermare il carattere di bene comune della nostra spiaggia e del nostro mare.

In tal senso nei prossimi giorni fanno sapere le associazioni, si cercheranno di coinvolgere nella mobilitazione sindacati, associazioni, gruppi, comitati e di aprire la discussione anche all’interno di tutte le forze politiche dato che la spiaggia è di tutti e la sua gestione non può essere dettata unilateralmente solo da interessi corporativi.

Unanime il giudizio negativo sulla proposta della Giunta comunale che prevede aumento volumetrie del 30%, possibilità di dare destinazione ricettiva trasformando balneatori in affittacamere, permanenza strutture mobili tutto l’anno con proliferazione incontrollata barriere visive, eliminazione norme su recinzioni, privatizzazione specchio acqueo antistante concessioni, ecc.

Per gli ambientalisti non vi è alcuna ragione di interesse pubblico che giustifichi un’ulteriore incremento del volume degli stabilimenti balneari, né l’ulteriore impedimento del libero accesso e della visione del mare. Non si può nemmeno parlare di un vero e proprio “piano” rimarcano, ma di un insieme di norme per consentire l’occupazione sempre più invasiva del demanio marittimo, sulla base di una visione assai vecchia e obsoleta del turismo e la raccolta di richieste di carattere lobbistico-clientelare.

«Non è un caso che non ci sia stata alcuna concertazione preliminare con ambientalisti, forze sociali e cittadinanza (dov’è finita l’agenda 21?) ma soltanto il ruolo di politici legati a una specifica categoria o parte di essa.–Precisano le associazioni–l’esame del Piano demaniale comunale e di quello regionale non può che convergere su un giudizio negativo.
Tutti i cittadini e le associazioni presenti si sono detti d’accordo sulla richiesta al Comune di ritirare il “piano spiaggia” e anzi farsi parte attiva nei confronti della Regione per la radicale modifica di un Piano Demaniale Marittimo Regionale che davvero non fa onore alla Regione verde d’Europa. Comunque è indispensabile cancellare dalla delibera comunale le modifiche che peggiorano il piano spiaggia vigente a partire dall’assurdo aumento del 30% dei volumi.
E’ stato ampiamente chiarito che il Comune non è obbligato a recepire queste indicazioni regionali che costituiscono un limite massimo, mentre è doveroso chiedere alla Regione di cancellare la norma che prevede che le attività aperte tutto l’anno e che hanno almeno 10 dipendenti possano arrivare a 500 mq raddoppiando l’attuale limite massimo.
Non c’è nessuna ragione per ingrandire stabilimenti o trasformarli in alberghi. La vera emergenza è rappresentata dall’inquinamento del mare causato dal cattivo funzionamento dei depuratori e dagli scarichi abusivi, fuori norma e incontrollati. Questa è l’emergenza di cui si dovrebbero occuparsi Comune e Regione.

Per questo –concludono gli attivisti– sui social all’hashtag #iovogliovedereilmare aggiungeremo  #vogliamoilmarepulito».

Per aderire al movimento questo è ilcontatto della segreteria organizzativa:
iovogliovedereilmare@gmail.com 

 

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