giovedì , 9 Dicembre 2021

Nuovo CdA Azienda Sociale. PD “violazione delle regole di trasparenza, rappresentanza politica e di genere”

Montesilvano – Ufficializzata la composizione del Cda dell’Azienda speciale ed è subito bufera politica. Il PD denuncia il mancato rispetto del criterio di trasparenza e i diritti di rappresentanza delle maggioranze e minoranze, oltre che di incompatibilità, per le quali predisporrà un’interrogazione urgente  e annuncia, insieme alle altre forze politiche di minoranza, il ricorso al Prefetto affinché non venga eluso il rispetto delle regole.

“Ricordiamo – scrivono in una nota la segretaria cittadina del PD, Romina Di Costanzo, e il suo gruppo consiliare, Pietro Gabriele e Feliciano D’Ignazio – che in una mozione dell’agosto 2014 il Partito Democratico  aveva proposto l’abolizione del CdA dell’Azienda Speciale e l’istituzione dell’Amministratore Unico in linea con gli indirizzi legislativi della ‘spending review’.
A questo punto però, visto che si è preferito perseverare con il mantenimento di un consiglio di amministrazione a cinque, per il quale siamo ben lieti che perlomeno sia stato abolito il diritto di indennità di carica, avremmo gradito per la sua composizione il rispetto del criterio di trasparenza e i diritti di rappresentanza delle maggioranze e minoranze, anziché un’ennesima imposizione dall’alto, motivata furbescamente dal nostro diniego a proporre nominativi”.

“E’ scoraggiante – continuano – constatare che piuttosto che avviare una riflessione profonda sulla governance dell’Azienda,  sull’efficacia, la produttività e la qualità dei servizi erogati, si preferisce proseguire sulla strada clientelare, attraverso scelte dubbie, nella compatibilità e nella rappresentanza di genere.

A cominciare dalla presunta incompatibilità di uno dei membri , che come emerge dalla Delibera della Giunta Comunale 234 del 7 dicembre 2015, è in causa proprio con l’Azienda Speciale. E dunque non potrebbe essere nominato consigliere d’amministrazione per evidente conflitto di interessi con l’ente, in chiara violazione dell’articolo 6 comma 3 dello Statuto che recita “non possono ricoprire la carica di membri del Consiglio di amministrazione coloro che siano in lite con l’azienda”. A meno che, dopo l’atto di citazione dell’ottobre scorso non abbia deciso di tornare sui propri passi e non chiamare in causa più il Comune. Anzi, proprio dai documenti ufficiali, si evince che a dicembre scorso il Comune si sia mosso per la costituzione in giudizio dinanzi al Giudice di Pace”.

“Per non parlare – aggiungono i rappresentanti PD – di un altro dei nominati, che guarda caso è risultato anche aggiudicatario del bando di affidamento in gestione del chiosco nel retro pineta in via Sele, oltre che il primo dei non eletti della lista civica Progetto Montesilvano, a sostegno della candidatura di Maragno alle scorse amministrative.

A questo si aggiunge anche il tema dello squilibrio nelle rappresentanze di genere, che Maragno continua in maniera irriverente a bypassare anche per la composizione della sua giunta, nonostante una nostra diffida e il ricorso al Tar da parte degli amici di Sel.

Queste scelte sono sintomatiche di un diffuso malcostume, che sarebbe opportuno contrastare attraverso un segnale di sensibilità, serietà e trasparenza, di cui la città ha bisogno, respingendo il dubbio diffuso che l’Azienda subisca troppo il condizionamento dell’’assistenza agli assistenti’ finendo col preordinare la clientela ai bisogni e ai disagi dei cittadini-utenti”.

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