sabato , 19 Settembre 2020

Critiche all’ok del Comitato VIA della Regione Abruzzo progetto vasche di laminazione sul fiume Pescara

Pescara – Il Comitato VIA della Regione Abruzzo nella riunione di martedì scorso ha rilasciato un parere favorevole al progetto da oltre 50 milioni di euro per le vasche di laminazione sul fiume Pescara (http://sra.regione.abruzzo.it/uploads/1077/2712_Commissario-VaschePescara.pdf).  “Si tratta di un’opera faraonica,–mette in guardia la Segreteria Operativa Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua– che prevede oltre 1,5 milioni di mc di sbancamenti di terreno lungo il fiume”.

Il Comitato VIA ha posto poche prescrizioni spiegano i responsabili dei movimenti H2o, che però fanno emergere quelle che definiscono apparire come gravi lacune dell’iter autorizzativo “che a nostro avviso avrebbero dovuto portare ad ulteriori approfondimenti prima dell’OK.

In primo luogo il Comitato prescrive di depositare il piano di manutenzione delle opere –commentano gli ambientalisti– perché, capiamo che sembrerà impossibile a credersi, non si sa chi si assumerà gli oneri di gestire per i prossimi decenni quest’opera così invasiva una volta realizzata. Ci chiediamo come possa aver fatto il Comitato VIA ad esaminare tale progetto senza tale documento, anche dal punto di vista dell’analisi costi/benefici e della comparazione con alternative di progetto”.

Il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua inoltre sottolinea come nelle analisi a cui sono stati sottoposti i terreni e le acque di falda “si evidenziano diversi superamenti dei limiti di legge per alcuni contaminanti, quali idrocarburi pesanti, piombo e mercurio, senza che sia stata attivata la procedura di caratterizzazione ed eventuale bonifica”.

“Inoltre –concludono gli ambientalisti– lo stesso livello della falda non è stato individuato con precisione e dovrà essere determinato al momento del progetto esecutivo. Infine, si legge nelle carte, gli stessi tecnici non escludono un impatto su specie protette a livello comunitario.Crediamo che un intervento così pesante sul fiume e sulle aree limitrofe, nonché sulla finanza pubblica, non possa essere esaminato con questo grado di approfondimento”.

IL M5S LA VALUTAZONE DI IMPATTO AMBIENTALE DA L’OK AD UNA COLATA DI CEMENTO DA 50 MILIONI DI URO
“CARTE ALLA MANO IL COMITATO DOVRA’ MOTIVARE L’OK PER UNA MAXI OEPRA COSTOSA E CHE NON RISOLVE IL PROBLEMA”

“Il parere positivo del comitato VIA sulle vasche di laminazione per le esondazioni del fiume Pescara ci lascia sconcertati. Il progetto è palesemente oneroso, circa 50 milioni di euro, e non risolverà la situazione di gravità che si presenta durante una piena”. Ad affermarlo è il M5S per voce di Marcozzi e Pettinari che intervengono sul parere dato nell’ultima riunione del Comitato VIA della Regione Abruzzo. “
A quanto si legge sui progetti presentati – continuano – l’intervento sarebbe in grado di assorbire solo il 13% dell’onda di piena per non più di 13 ore. Sempre che si tratti di una piena da circa 690 mc al secondo” specificano “perché, se invece consideriamo le piene eccezionali, meno frequenti ma che possono raggiungere i 1200 mc al secondo, il grado di assorbimento dell’opera non supererebbe il 5% della piena”.


Il M5S chiede lumi su come abbia fatto il Comitato di Valutazione ambientale a dare un parere favorevole “considerando che le piene del fiume Pescara, grazie alla conformazione di un ricco bacino idrografico, spesso durano anche più di 48 ore, quindi, anche le piene meno straordinarie non possono assolutamente essere contenute da queste vasche.
Ancor di più se si pensa che i dati climatologici ci dicono che gli eventi atmosferici estremi sono in costante aumento. A ciò si aggiungano –illustranoMarcozzi e Pettinari–i danni e il grave pregiudizio che subiranno le imprese agricole e i proprietari dei terreni sui quali l’opera insiste e anche sui terreni limitrofi. Per questo motivo chiediamo le motivazioni di questo parere. Inoltre, condividendo anche i dubbi dei Movimento per l’acqua ci uniamo alla richiesta di sapere come mai questa valutazione sia positiva senza aver consultato i documenti sulla manutenzione delle vasche poiché non è chiaro chi si dovrà assumere gli oneri di gestire per i prossimi decenni quest’opera”.

Il movimento 5 stelle rammenta di aver presentato mesi fa una proposta alternativa verso il cemento zero e la valorizzazione del territorio per risolvere il problema, evitando una spesa così importante e l’ennesima colata di cemento a ridosso del fiume.“Quello che oggi è un problema potrebbe trasformarsi in risorsa: invece di enormi vasche di cemento, come previste dalla maggioranza, con 54 milioni è possibile dar vita a 1000 laghetti artificiali: una soluzione più efficace allo scopo che trasformi i bacini d’acqua in risorsa per la nostra agricoltura e per la fruizione del territorio da parte dei cittadini” spiegano i consiglieri regionali Marcozzi e Pettinari.

  

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