domenica , 19 novembre 2017
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L'Orso Bruno Marsicano in una foto di Filippo Carassai

Il WWF parte civile nel processo per l’orso ucciso tre anni fa a Pettorano, martedì prima udienza in Tribunale a Sulmona

Otto cose da sapere e altrettante da evitare per una pacifica convivenza con il plantigrado

Comincerà martedì 7, davanti al Tribunale di Sulmona, il processo a carico del 64enne di Pettorano sul Gizio che, nel settembre del 2014, sparò a un orso marsicano causandone la morte. L’udienza era stata in verità già messa in calendario il 21 marzo scorso ma venne rinviata perché coincidente con un giorno di astensione dalle udienze da parte degli avvocati. Il WWF, come da sua consolidata abitudine, si costituirà parte civile, attraverso l’avv. Michele Pezone, che da anni cura gli interessi dell’associazione ambientalista nella tutela della fauna selvatica, ad esempio nei tanti ricorsi presentati per ottenere che il calendario venatorio rispetti le disposizioni di legge.

«Il WWF – spiega il delegato Abruzzo Luciano Di Tizio – sarà presente in aula per far valere le ragioni dell’ambiente in un processo che ha un particolare rilievo: negli ultimi 50 anni una ottantina di orsi sono morti per cause riconducibili ad attività umane, vittime di incidenti ma anche di bocconi avvelenati e armi da fuoco, eppure solo in rarissimi casi si è arrivati all’esame di questi episodi in un’aula di giustizia».

L’orso marsicano (Ursus arctos marsicanus Altobello, 1921), sottospecie unica al mondo e preziosissima per la biodiversità, sopravvive soltanto con una cinquantina di individui concentrati prevalentemente in Abruzzo (e in piccola parte in Lazio, Molise e Marche). Un numero molto basso che porta la sottospecie sull’orlo dell’estinzione e rende necessarie eccezionali misure di protezione. Si tratta di un animale con il quale bisogna imparare a convivere, ancor più di quanto si è fatto finora.

Nelle montagne abruzzesi, e in alcune zone più che nelle altre, la possibilità di un incontro ravvicinato è tutt’altro che remota. Questo tuttavia non giustifica reazioni esagerate da parte dell’uomo, neppure in difesa dei propri interessi economici, visto che si tratta di un animale mite e che i danni che provoca vengono rimborsati. Gli incontri avvengono soprattutto in estate. Non a caso il WWF nel giugno scorso diffuse una nota, con alcune informazioni di base e poche e semplici regole da rispettare, condensate in otto cose da sapere e altrettante regole da rispettare che vi riproponiamo qui di seguito.

Cose da sapere

  1. L’orso naturalmente teme l’uomo e se ne mantiene a distanza.
  2. Ad oggi non è noto alcun caso di aggressione all’uomo da parte di un orso marsicano.
  3. Incontri ravvicinati sono stati più volte documentati, ma non sono mai state raccolte evidenze o atteggiamenti di aggressione.
  4. Un orso che si solleva sulle zampe posteriori non vuole minacciare ma sta semplicemente valutando la situazione.
  5. Gli orsi non hanno un’ottima vista, ma sanno arrampicarsi sugli alberi e corrono veloci quanto un cavallo. 
  6. Come accade per tutti gli animali selvatici, certe situazioni possono essere più pericolose di altre perché stimolano l’istinto di difesa. In particolare:
  7. una femmina d’orso insieme ai suoi piccoli fa il possibile per difenderli da un potenziale pericolo;
  8. un orso che si sta nutrendo può anche cercare di difendere il suo pasto;
  9. un orso ferito è più pericoloso;
  10. un orso che si sente minacciato da un cane può diventare pericoloso.
  11. Eccezionalmente un orso potrebbe simulare un attacco, ma senza entrare in contatto fisico, solo per spaventare e farci allontanare: è una possibile normale reazione di fronte a una presenza non gradita.
  12. Può capitare che vi siano orsi che per varie ragioni frequentano ambienti di vita e di lavoro dell’uomo. In questo caso non è improbabile che qualche orso diventi un osservato speciale, per danni o preoccupazioni che può generare a carico di una comunità. La gestione di simili situazioni fa capo al Parco con il coinvolgimento dei residenti e di esperti. È bene che frequentatori occasionali si affidino alle raccomandazioni date volta per volta in questi casi dalle autorità competenti.

Cose da fare (e da non fare)

  1. Se volete evitare di incontrare un orso sul vostro cammino, è sufficiente parlare o produrre rumori in modo che l’animale percepisca la vostra presenza con largo anticipo e si allontani.
  2. Se avete la fortuna di intravedere l’orso in lontananza, arrestatevi e rimanete fermi ad osservarlo. Non avvicinatevi mai a meno di 100 metri di distanza.
  3. In particolare non avvicinatevi mai a cuccioli di orso, ma anzi allontanatevene subito perché la loro madre dovrebbe essere vicina e può reagire se immagina i suoi piccoli in pericolo, come farebbe qualsiasi madre anche della nostra specie.
  4. Non avvicinatevi mai a una tana di orso e tantomeno tentate di entrarvi.
  5. Se vi doveste imbattere improvvisamente in un orso a distanza ridotta, mantenete la calma e non urlate, ma parlate per farvi riconoscere. Se l’orso rimane fermo, allontanatevi con calma, indietreggiando o muovendovi lateralmente. Se l’orso dovesse seguirvi, fermatevi e mantenete la vostra posizione. Non lanciate contro l’animale pietre o bastoni, non scappate di corsa e non arrampicatevi su un albero.
  6. È molto improbabile che l’orso vi attacchi ma se nonostante tutto dovesse farlo, rimanete immobili: con grande probabilità l’orso si fermerà vicino a voi senza alcun contatto fisico. Se l’attacco dovesse arrivare al contatto, distendetevi a terra a faccia in giù, coprendovi il collo con le mani. Rialzatevi solo quando l’orso non sarà più nei paraggi e segnalate l’accaduto al Parco e ai Carabinieri-Forestali.
  7. Se passeggiate con il vostro cane nell’habitat del plantigrado, tenetelo al guinzaglio per evitare che si avvicini a un orso, disturbandolo o attaccandolo, ma anche che lo conduca verso di voi se dovesse tornare indietro in cerca di protezione.
  8. Non date mai da mangiare ad animali selvatici e non abbandonate mai cibo e altri rifiuti organici nel bosco e nelle sue vicinanze, né nei pressi di rifugi. Tutti i rifiuti devono essere riportati a casa, oppure depositati in bidoni della spazzatura non accessibili alla fauna. È molto importante che gli orsi non associno fonti alimentari con la presenza umana, perché questo accentuerebbe i conflitti tra le due specie.

 

 

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