domenica , 19 novembre 2017
Da sinistra il consigliere Piero Giampietro insieme all'assessore Giacomo Cuzzi
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Commercio a Pescara, proposte nuove misure per il decoro: pugno duro su locali sfitti e stop a vendita itinerante

Le misure contenute in una proposta di delibera consiliare firmata da Piero Giampietro e illustrata assieme con l’assessore Giacomo Cuzzi.

Sanzioni più severe contro il degrado dei locali sfitti, divieto di vendita itinerante e ambulante, stop per 12 mesi alle nuove aperture di alcuni tipi di locali dedicati alla sola somministrazione di bevande. Sono alcune misure contenute nella proposta di delibera consiliare presentata dal consigliere comunale Piero Giampietro, presidente della commissione Commercio del Consiglio comunale, e illustrate stamani assieme all’assessore al Commercio Giacomo Cuzzi.

 

La proposta prevede, fra le altre misure, l’inasprimento delle sanzioni per i proprietari dei locali sfitti tenuti in termini indecorosi: avranno l’obbligo mensile di pulire vetrine e saracinesche, assicurarne l’oscuramento con colori neutri, rimuovere le insegne delle attività cessate, mettere il 30% della superficie della vetrina a disposizione delle iniziative promozionali del Centro commerciale naturale. La sanzione proposta per chi non rispetta tali obblighi va dai 500 ai 5mila euro. La proposta di delibera prevede poi di vietare la vendita itinerante di prodotti alimentari e non alimentari in tutto il perimetro centrale così da dare una risposta anche alla lotta alla contraffazione e interviene anche sulla somministrazione di bevande: viene proposto di concordare con le associazioni di categoria il blocco per dodici mesi alle nuove aperture di attività dedicate alla sola somministrazione di bevande e di attività come centri scommesse, money transfer, attività di fast food (salvaguardando invece la ristorazione tradizionale) e di vietare la promozione di prezzi di favore sugli alcolici (cosiddetti “cicchetti”). Infine, dalle 22 in poi la proposta di delibera prevede che si possano consumare alcolici solo nei pubblici esercizi e nelle loro pertinenze.

 

“Queste misure sono una base di discussione – spiega il consigliere Piero Giampietro – con l’obiettivo di accompagnare la fase di startup del Centro commerciale naturale: vogliamo che il centro di Pescara si qualifichi come uno spazio commerciale elegante e attrattivo, per dare alle imprese locali la possibilità di ritagliarsi un mercato qualificato che non acquista sul web o negli ipermercati, integrandoli con un polo di alta qualità del food&beverage. Puntiamo forte sul decoro urbano, inasprendo le sanzioni nei confronti di chi non rispetta le regole di buon vicinato e abbandona i locali sfitti facendoli diventare terra di nessuno. Vogliamo anche dare nuovi strumenti alla Polizia municipale per arginare la lotta alla contraffazione, vietando il tutto il centro il commercio itinerante”.

 

“E’ una proposta che parte dalla nuova pelle del nostro centro commerciale naturale – sottolinea l’assessore Giacomo Cuzzi – Siamo la terza città in Italia per crescita del comparto food e questo è un dato importante incentivato dalla nostra amministrazione. Ma su questo dobbiamo essere bravi a contemperare sviluppo e sostenibilità, guardando anche alle esigenze dei residenti delle nuove zone di crescita. Per far crescere bene il centro commerciale naturale abbiamo bisogno di regole chiare e certe e siccome non c’è un regolamento ad hoc per le zone in cui il comparto cibo si è sviluppato come da noi, con la delibera andremo a stabilire delle cose che possano proteggere lo sviluppo, agevolando la crescita sostenibile e il lavoro di qualità. Con queste premesse parte la calmierazione su determinati settori, il divieto di commercio itinerante nel centro commerciale naturale e altri provvedimenti atti a consolidare il livello di sviluppo mettendo in prima linea la qualità dell’offerta. La delibera verrà condivisa con il settore e andrà in Consiglio Comunale e ci auguriamo che si possa aprire un dibattito costruttivo in aula in modo da avere un approccio laico alla vicenda e non una contrapposizione che non fa crescere la nostra economia”.

 

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