lunedì , 11 dicembre 2017
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Sviluppo: Abruzzo-Tirana, due realtà vicine pronte al confronto

Pescara – Un appuntamento fisso, da tenere alternativamente un anno a Pescara e un anno a Tirana, aperto a studenti, imprenditori, politici e amministratori, per aprire un confronto globale sui modelli di sviluppo di realtà che distano meno di un’ora di aereo. La proposta è stata lanciata questa mattina, all’Università di Pescara, nel corso del secondo giorno della visita istituzionale in Abruzzo del sindaco di Tirana, Erion Veliaj, che ha partecipato a un incontro – promosso dal presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso – sullo sviluppo urbanistico della capitale albanese, passata dai 200mila abitanti del 1991 al milione di abitanti di oggi.

Una sfida che il primo cittadino ha portato avanti seguendo un modello di sviluppo sostenibile, rispettoso dell’ambiente e della qualità della vita dei cittadini, soprattutto dei più piccoli. Un processo che ha visto protagonista anche l’Università D’Annunzio, che ha collaborato nell’elaborazione di numerosi progetti oggetti di studio e dibattito a livello europeo.

“Nell’ottica della macroregione Adriatico-Ionica – ha sottolineato D’Alfonso – saranno sempre di più le occasioni in cui Abruzzo e Albania potranno collaborare con reciproca soddisfazione: penso alla qualità delle acque, alla difesa della costa, alla gestione della fauna ittica. Mi piacerebbe anche che si portasse avanti una expertise sul fronte del rafforzamento amministrativo a beneficio sia dei cittadini, sia della classe dirigente adriatica, che identifichi le competenze e le procedure, così da accompagnare e stimolare nuovi investimenti e progetti comuni”

 

INTEGRAZIONE: D’ALFONSO E IL SINDACO DI TIRANA VELIAY A VILLA BADESSA
NELLA FRAZIONE DI ROSCIANO VIVE COMUNITA’ ALBANESE

Un’accoglienza non solo simbolica per il sindaco di Tirana, Erion Veliay, accompagnato per l’occasione dal presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso, questa mattina a Villa Badessa, frazione di Rosciano (Pe), famosa per essere stata sede di una colonia albanese tra le più recenti trasmigrata in Italia (la venuta in Abruzzo risale al novembre 1743).

Per gli abitanti del posto è stato un momento storico intriso di significati. Oggi, nel quartiere non si parla più albanese, come un tempo, anche per via dell’integrazione, ma la nascita di una associazione culturale ha permesso di continuare a tramandare nel tempo le antiche tradizioni, i costumi e la tutela del patrimonio religioso, come la chiese dedicata a Santa Maria Assunta, l’unica in Abruzzo di rito greco-bizantino, che fa capo all’Eparchia di Lungro, in Calabria, costruita nel 1754 nella piazzetta principale di Villa Badessa.

“Questo luogo ha identità, cultura, originalità religiosa e contiene uno spirito comunitario forte e coeso – ha esordito il presidente Luciano D’Alfonso -. Noi vogliamo un Abruzzo che sia percepibile e riconoscibile anche attraverso queste specificità. E pertanto sono grato al sindaco di Tirana per aver visitato Villa Badessa, la cui comunità con energia continua a tutelare le sue origini, forte anche dell’opera di studiosi e operatori economici del posto, che mantengono in vita questo ‘fuoco dell’identità’.

Noi – ha aggiunto D’Alfonso – cercheremo di conservare con ogni mezzo a nostra disposizione questo patrimonio culturale. Voglio ringraziare gli albanesi d’Abruzzo che rappresentano un elemento importante della nostra filiera, soprattutto di quella legata al settore edile”. Il presidente Luciano D’Alfonso, infine, rivolgendosi ai cittadini di Villa Badessa, ha chiuso ricordando un aneddoto: “Ho mantenuto la promessa che ho fatto venti anni fa, quando ero presidente della Provincia di Pescara e venni qui; ecco: sono tornato con un grande uomo delle istituzioni albanesi per dare lustro alla vostra comunità”.

Insieme con il sindaco della capitale albanese, Erion Veliay, alla piccola cerimonia di Villa Badessa, hanno partecipato anche il presidente della Regione di Tirana, e l’Ambasciatore in Italia dell’Albania.

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