mercoledì , 17 luglio 2019
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Doppia carica per D’Alfonso: Il Consiglio regionale respinge l’istanza di incompatibilità, critiche da M5S e PRC

L’Aquila – Non sussistono cause di incompatibilità tra la carica di Senatore e quella di Presidente della Regione Abruzzo. Con 16 voti contro e 15 a favore il Consiglio regionale d’ Abruzzo ha respinto l’istanza di incompatibilità nei confronti del governatore Luciano D’Alfonso, eletto Senatore nelle scorse politiche del 4 marzo. E’ questa la decisione che la maggioranza del Governo regionale di Luciano D’Alfonso ha votato oggi nel corso del Consiglio Regionale.

 

M5S “Un atto di equilibrismo istituzionale che vede conniventi tutti i consiglieri regionali di maggioranza”

 

“Invece di prendere atto dell’incompatibilità, sancita dall’art. 122 della Costituzione e dal Regolamento del Consiglio Regionale, e deliberare la conseguente contestazione di incompatibilità a Luciano D’Alfonso”. Così commentano i consiglieri regionali Sara Marcozzi, Domenico Pettinari, Riccardo Mercante, Gianluca Ranieri e Pietro Smargiassi. “

“Un atteggiamento di prepotenza istituzionale paradossale e in spregio della democrazia” continuano i 5 stelle “Un atto di equilibrismo istituzionale che vede conniventi tutti i consiglieri regionali di maggioranza. Ancora una volta la maggioranza pone la carriera politica del Presidente D’Alfonso davanti agli interessi della comunità abruzzese.

Ciò anche in totale spregio del parere degli uffici legislativi del Consiglio Regionale che ben hanno chiarito la totale indipendenza del procedimento di decadenza previsto dal Regolamento del Consiglio regionale rispetto a quello sancito nel Regolamento del Senato. Siamo davanti alla scena più triste nella storia democratica d’Abruzzo: un’intera regione tenuta in ostaggio dalla carriera politica di un uomo appoggiato da una maggioranza di figure deboli che non sono state capaci di difendere i cittadini dall’arroganza istituzionale del Presidente-Senatore Luciano D’Alfonso.

Quello che avrebbe dovuto essere un semplice adempimento burocratico di constatazione delle due cariche è stato rimesso ancora una volta alla volontà della maggioranza di governo solo per agevolare la carriera politica di un uomo.

E gli abruzzesi devono aspettare che tra un impegno e l’altro da senatore, Luciano D’Alfonso trovi qualche ritaglio di tempo per fare il presidente della nostra regione.

Cos’altro deve accadere perché il Presidente D’Alfonso si renda conto che sta facendo il peggio per l’Abruzzo? Prosegue imperterrito la strada dell’equilibrismo fanta-giurisprudenziale, citando come precedenti per lui plausibili Mazzini e Garibaldi, deputati del Regno nel 1866, nella personalissima interpretazione delle leggi a suo abuso e consumo.

Un atteggiamento che è ormai straripato dall’arrogante al patetico. Una Regione intera è paralizzata con la connivenza di una maggioranza che guarda sempre più al proprio orticello e non al benessere dell’Abruzzo. Quello che sta accadendo in questa regione è un caso unico in Italia. Siamo sicuri che gli abruzzesi meritino di meglio e faremo tutto quanto nelle nostre possibilità, tutto quanto la legge ci consente, per ridare all’Abruzzo la dignità persa negli ultimi 10 anni”.

 

Partito della Rifondazione Comunista – Comitato regionale Abruzzo “LEU SALVA D’ALFONSO”

 

“Per un soffio Luciano D’Alfonso rimane presidente della Regione e contemporaneamente senatore.” E’ questo il commento in una nota congiunta di

Marco Fars, segretario regionale PRC-SE Abruzzo e Corrado Di Sante, segretario provinciale PRC-SE Pescara.

“Torniamo a rilanciare la proposta avanzata a suo tempo dal nostro segretario nazionale Maurizio Acerbo: D’Alfonso mostri finalmente un po’ di coraggio, –aggiuncgono i due segretari PRC– rinunci alla carica di senatore e si ricandidi a presidente così gli abruzzesi potranno nelle urne esprimere il loro giudizio sul suo operato alla Regione.
A chi ci chiede perché la sinistra è divisa facciamo notare che in Abruzzo Liberi e Uguali continua a sostenere D’Alfonso e che i voti di Mazzocca e Sclocco sono stati determinanti nella votazione odierna.
Con quelli che fanno da ruota di scorta del peggiore PD non si ricostruirà certo una sinistra credibile”.

 

 

 

 

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