domenica , 5 luglio 2020
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Teramo, il Tavolo sanita’ del coordinamento “areablu” chiede cabina di regia unica per gestire l’emergenza

“Richiesto anche un controllo ferreo del territorio
da parte delle forze dell’ordine
per garantire il rispetto delle ordinanze”.

 

Teramo -Il tavolo sanità del Coordinamento Amministratori e Cittadini “AREABLU”, in merito agli eventi che si stanno vivendo in tutto il Paese a causa dell’emergenza causata dal coronavirus, con le relative ripercussioni anche sul nostro territorio, propone una serie di ipotesi operative per contribuire a risolvere la grave crisi sanitaria ed economica che sta colpendo la provincia di Teramo.

 

«Premesso che l’attuale crisi sanitaria ha messo in evidenza criticità e indecisioni a livello di indirizzo nella politica sanitaria dell’emergenza, –si legge nella nota–  le nostre perplessità riguardano soprattutto l’assenza di una visione strategica che abbia ben chiara l’importanza di “fare rete” tra i vari presidi ospedalieri, i distretti di base, i medici del territorio, i sindaci e le forze dell’ordine e fornire così risposte celeri, incisive, univoche, ma soprattutto omogenee alla popolazione.
Auspichiamo che l’unità di crisi generale abbia la capacità di superare le necessità della singola realtà e del singolo presidio e di coordinare l’intero territorio provinciale come un unicum, senza sovrapposizioni e ripetizioni. In pratica chiediamo un unico sistema di gestione di contenimento e cura della popolazione affetta da COVID-19».

Areablu ininoltre auspica maggiore collaborazione tra da una parte la Asl, e le Forze dell’Ordine e dall’altra i Sindaci, referenti della sanità locale, che si trovano a gestire una emergenza sanitaria tra informazioni caotiche e confusionarie e cittadini spaesati che chiedono risposte univoche alle tante domande che si fanno.

«Inoltre ricordiamo con forza –aggiungono i coordinatori Areablu– che, mai come in questo momento, è fondamentale la tutela della salute del personale sanitario e degli operatori delle associazioni di volontariato che, in queste ore, si trovano a fronteggiare il coronavirus con sistemi di protezione individuali “insufficienti ed arcaici”. In questa prima fase dell’emergenza si è notata una gestione improvvisata, ora non possiamo più permetterci simili leggerezze.
E’ necessario individuare subito (siamo già in ritardo) strutture destinate esclusivamente alla ricovero e alla cura delle persone affette da COVID-19, in modo da lasciare gli altri presidi alla cura delle altre malattie. Sbloccare immediatamente le graduatorie del personale medico e paramedico non assunto e richiamare il personale sanitario in quiescenza da meno di un anno per incrementare il lavoro sanitario in atto.

Sollecitare la Prefettura ad aumentare i controlli sul territorio tramite le Forze dell’Ordine, visto che purtroppo non tutta la popolazione pare aver capito la gravità della situazione.  In casi estremi non saremmo contrari all’impiego anche dell’esercito per presidiare il territorio, qualora si rendesse necessario, per monitorare il rispetto del divieto di lasciare il proprio domicilio senza dei reali motivi.
Ricorrere in questa fase all’utilizzo delle ferie e riprogrammare il lavoro ad agosto.  Far recuperare le giornate perse di studio nelle scuole nei mesi di giugno e luglio. Auspichiamo infine, da parte delle sedi competenti, un piano di azione per la tutela di tutti i proprietari di partita iva visto che, alla luce delle disposizioni impartite, non si hanno ancora tutele chiare per questa fascia di lavoratori.
La situazione richiede interventi decisi ed immediati».

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