sabato , 26 Settembre 2020

Montesilvano. Spiaggia Accessibile. PD e M5S presentano una mozione per chiedere il ripristino della passerella

Montesilvano – “Ripristinare la passerella di accesso nel tratto di spiaggia libera compresa tra gli stabilimenti balneari Rosa dei Venti e Bagni Giulietta nota come ‘spiaggia accessibile’, secondo criteri e caratteristiche tali da consentire l’ingresso lato strada degli utenti che vivono la disabilità e la possibilità di accedere a delle piazzole distribuite in maniera tale da garantire il distanziamento sociale rispetto al posizionamento di ciascuno del proprio ombrellone così come previsto dalle nuove disposizioni normative a riguardo”. E’ quello che chiedono i gruppi consiliari di opposizione del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle in una mozione urgente presentata stamane in conferenza stampa.

Secondo i pentastellati, Paola Ballarini e Gabriele Straccini dietro la volontà di cedere un tratto di spiaggia libera accessibile ai privati, motivandola con l’impossibilità di garantire la salute pubblica per le persone disabili, si cela la volontà per il futuro di smantellare totalmente quel tratto di spiaggia. “Testimonianza ne è – spiega la capogruppo Ballarini – che è stata completamente rimosso il cartello di accesso alla spiaggia ‘Mare per tutti’, rimuovendo addirittura il telaio in ferro”.

E aggiunge “E’ irragionevole rimuovere una passerella già posizionata secondo i criteri di fruibilità inizio stagione estiva, quando nello stesso periodo l’Amministrazione di Pescara pubblicizza la realizzazione dell’intervento come importante servizio per i cittadini che vivono la disabilità.

“I disabili –secondo Straccini – devono avere la possibilità di poter godere di quel tratto di spiaggia ed è grave che l’Amministrazione abbia smantellato anche la passerella di accesso dal lato della strada che deve essere ripristinata”.

Anche per i consiglieri Dem presenti, Enzo Fidanza, Romina Di Costanzo e Stefano Girosante è necessario un intervento di ripristino in tal senso e nell’illustrare la mozione presentata congiuntamente oggi dai due gruppi propongono che i basamenti siano risistemati in maniera regolamentare tale da consentire l’accesso lato strada ai disabili che vogliono godere di quel tratto di spiaggia libera e strutturare una sistemazione tale, ad esempio a raggera o spina pesce, che permetta a ciascuno di loro dotato di accompagnatore di poter posizionare il loro ombrellone personale senza la necessità di sanificazione alcuna garantendo comunque quel distanziamento sociale previsto dalle disposizioni regionali in materia.

“Nulla da eccepire sulla proposta dell’Amministrazione di chiedere ai balneatori di riservare delle aree ombreggio a persone disabili. Ma è iniqua la scelta di dare in concessione ad un gestore privato oltre al tratto di spiaggia libera, come previsto dall’ordinanza regionale a riguardo – anche la passerella – spiega la consigliera Di Costanzo – mentre si chiede ad altri un’adesione al progetto solidale su base volontaria in uno spirito di liberalità, con l’impegno a rispettare anche i criteri di accessibilità. Una concessione che tra l’altro al momento dal punto di vista procedurale non è supportata da nessun  atto, come verificato in commissione garanzia sul tema in presenza del dirigente del settore”.

E’ inverosimile, secondo i consiglieri di opposizione, che la necessità di garanzia della salute pubblica con relativo mantenimento del distanziamento sociale possa costituire giustificazione alcuna alla rimozione avvenuta della struttura di accesso.

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Un commento

  1. Michela Gentile

    Non si capisce per quale motivo il Comune pensi di garantire la sicurezza delle persone disabili obbligandole ad elemosinare un posto in un lido, piuttosto che mettendole in condizioni di usufruire in autonomia e sicurezza di una spiaggia libera accessibile. Se il problema sono gli spazi, va ampliata la spiaggia non i lidi. A me sembra che nascondendosi dietro la foglia di fico del covid si stia perpetrando un furto ai danni di tutta la collettività, togliendole un bene dal quale il Comune aveva tratto vanto e apprezzamento.

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