lunedì , 19 Aprile 2021

A.M.P. del Cerrano devastata la principale area di riproduzione del raro rospo smeraldino

L’Intervento sul fosso all’ingresso del Giardino della Torre di Cerrano

Pineto – L’alveo di un importante fosso a Pineto è stato completamente cementificato appena pochi metri a monte del suo ingresso nell’Area Marina Protetta del Cerrano devastando un’area fondamentale per la riproduzione di una rara specie di anfibio, il rospo smeraldino. Il tutto per la realizzazione di un ponticello a monte di quello già esistente per far passare la ciclovia Adriatica. A rendrlo noto sono le Associazioni Paliurus, la stazione Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus e il WWF.

Il WWF fa sapere come Sabato 6 marzo, dopo aver preso visione dei lavori che si stavano realizzando per la pista ciclabile nel Comune di Pineto in Zona B dell’AMP Torre di Cerrano, il WWF Abruzzo ha inviato una segnalazione all’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, al Comune di Pineto e alla Guardia Costiera.


Gli interventi consistono nella realizzazione di un percorso nella pineta a nord della Torre e, in particolare, hanno riguardato anche un fosso a ridosso dell’ingresso del giardino della Torre. Nel fosso è stato completamente rimossa la vegetazione con una pesante gettata di cemento.Ricordando che nel fosso è segnalata la presenza del Rospo smeraldino, specie attualmente in periodo riproduttivo, nella nota si chiede:• se l’intervento nel fosso fosse previsto nel progetto presentato e se siano stati valutati dagli enti in indirizzo le interferenze e gli impatti con le specie animali e vegetali presenti;• se sia stata effettuata la valutazione d’incidenza trovandosi il sito all’interno della ZSC IT 7120215 “Torre di Cerrano”.
“Sul punto va fatta rapidamente piena chiarezza”, sottolinea Filomena Ricci, delegato regionale del WWF Abruzzo, “La creazione di una pista ciclabile, su cui siamo tutti ovviamente d’accordo, non può comportare un danno del genere in un’area marina protetta”.

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Paliurus e SOA,“ paradosso: serve per la ciclovia Adriatica, importante opera per un turismo sostenibile

Così la principale stazione di riproduzione del rospo smeraldino (Bufotes viridis subsp. balearicus) dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano è andata distrutta da una vera e propria colata di cemento. La specie, che è stata protagonista di un breve documentario dell’ass.Paliurus con riprese realizzate proprio lungo quel fosso, è rigorosamente protetta dalla Convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore, dall’allegato IV della Direttiva Habitat dell’Unione Europea e dalla legge regionale per la protezione della fauna minore.

LINK VIDEO ROSPO: https://www.youtube.com/watch?v=pm9Kl5Uw9Xk

Per le associazioni Paliurus e Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus è paradossale che tutto avvenga per realizzare un’opera importante per l’ecoturismo: pensano che chi frequenterà il percorso pensando di visitare un’area protetta non noterà questa vera e propria colata di cemento contraria a qualsiasi principio di sostenibilità?

Dichiara Mario Cipollone, segretario dell’Ass. Paliurus “Se da una parte si ventilano transizione ecologica, sostenibilità ambientale e contrasto ai cambiamenti climatici, dall’altra si assesta un colpo mortale agli anfibi che popolano le ultime zone umide della nostra costa, minacciati proprio da tutto ciò che nominalmente si dice di voler combattere e per di più, come in questo caso, con conseguenze in un’area protetta con specie tutelate a livello comunitario“. 

Dichiara Massimo Pellegrini, naturalista e presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese “L’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e il Comune di Pineto come si pongono di fronte a tutto questo? Sono consapevoli del danno subito dai sistemi ecologici che sono chiamati a tutelare? Per questo abbiamo scritto a entrambi gli enti. Chiediamo a gran voce che il cemento venga immediatamente eliminato prevedendo interventi realizzati con l’ingegneria naturalistica, utilizzati in tutto il mondo nelle aree protette e non. Sì alla ciclabile ma stop al cemento, insomma“.

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