lunedì , 25 Ottobre 2021

Nuovo PRG di Ortona: Coordinamento Tu Vi.Va “una colata di cemento, 900 ettari complessivi di consumo di suolo”

Coordinamento Tu Vi.Va “Il sacco della costa avanza senza freni, alla faccia di paesaggio e territorio

Ortona – “Una vera e propria colata di cemento sulla costa sta per abbattersi a Ortona se verranno confermate le previsioni  del PRG in via di approvazione: 900 ettari complessivi di consumo di suolo; centinaia di migliaia di mc di edificazione con aree di nuova espansione in zone di enorme pregio paesaggistico, come quelle a ridosso delle Riserve dell’Acquabella e dei Ripari di Giobbe; nuovi alberghi alla foce dell’Arielli; discoteche e chi ne ha più ne metta nella zona a nord della Stazione di Tollo lungo la strada Postilli-Riccio. Sono scelte che fanno a pugni con gli slogan del consumo di suolo zero e con la tutela del paesaggio e del territorio“.

È senza appello il giudizio sul nuovo Piano Regolatore di Ortona del Coordinamento Tu Vi Va, che riunisce oltre 70 realtà tra associazioni locali e nazionali per la tutela ambientale e del patrimonio culturale e imprenditori turistici.

“Solo a ridosso dei Ripari di Giobbe, dove oggi ci sono distese di olivi centenari, verrebbero costruiti oltre 200.000 mc di edifici residenziali!”

Il Coordinamento si appresta a depositare le osservazioni alla Valutazione Ambientale Strategica al Piano regolatore, con termine domenica 14 giugno.

“I dati del nuovo PRG –commenta il coordinamento–sono tutti sballati. A fronte di 23.400 abitanti attuali, il Piano è dimensionato per oltre 34.000. Gli stessi proponenti sostengono, peraltro citando dati risalenti al 2001, con evidente sottostima visto l’andamento del mercato immobiliare più recente, che il 20% delle abitazioni non è occupato. In realtà, oltre agli abitanti residenti, bisognerebbe considerare i picchi di presenze connessi a questo tipo di aggressione al territorio, che privilegia la concentrazione dei turisti in pochi e ristretti periodi rispetto alla destagionalizzazione. In questo caso, come assicurare i già precari servizi come, ad esempio, quello della depurazione che già oggi è in tilt?
Le aree alberghiere e per il turismo con strutture fisse sono previste a ridosso del mare. A parte l’impatto paesaggistico e di afflusso di persone in aree estremamente vulnerabili e di enorme valore naturalistico in cui non si può replicare certo il turismo di Pescara e Francavilla, anche per diversificare l’offerta, non si tiene in alcun conto del problema dell’innalzamento del livello dei mari per i cambiamenti climatici, atteso di mezzo metro in pochi decenni. Queste nuove strutture diventerebbero immediatamente a forte rischio, con la necessità di costosissimi interventi di mitigazione. 
Di tutto ciò nella valutazione ambientale non vi è traccia! Abbondano chiacchiere sulla sostenibilità prive poi di agganci con la realtà di un piano che costituisce un vero e proprio assalto finale al territorio costiero.”

Il Coordinamento ora chiede al Comune di rivedere radicalmente queste scelte e fa appello all’intervento degli enti sovra-ordinati, dalla Soprintendenza alla Regione fino al Ministero dell’Ambiente, “per evitare questo scempio e indirizzare queste aree verso un turismo diffuso, rivitalizzando il bellissimo centro storico e quelle contrade storiche oggi contornate da meravigliose aree agricole con distese di olivo che tutto il mondo ci invidia.”

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