domenica , 25 Febbraio 2024

Via della Fornace Bizzarri: Il Comune di Pescara “bocciato” dal TAR prepara il ricorso al Consiglio di Stato. Critiche dal WWF. 

Il WWF: «Su via Fornace Bizzarri si dia ascolto ai cittadini. Si trovi una diversa soluzione per l’asilo e se non sarà possibile si tenga conto che è sempre meglio rinunciare a un finanziamento piuttosto che utilizzarlo a danno del tessuto urbano »

PESCARA. «Abbiamo atteso qualche giorno per intervenire nuovamente sulla questione dell’asilo che il Comune di Pescara vorrebbe realizzare in via della Fornace Bizzarri, a San Donato, sacrificando un parco pubblico. Un progetto fortemente osteggiato dai residenti, accanto ai quali nel novembre dello scorso anno anche il WWF aveva preso parte a manifestazioni di piazza. Una protesta concretizzata in un ricorso al TAR, presentato da numerosi cittadini e accolto nei giorni scorsi dal Tribunale Amministrativo, con la sentenza 114/2023. »

Così il WWF Chieti-Pescara che fa sapere di aver atteso nella speranza che l’amministrazione municipale potesse prendere atto della volontà contraria della popolazione corroborata dal pronunciamento dei giudici e decidere di percorrere un’altra strada. «Il Comune ha invece annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. Una scelta che il WWF Chieti-Pescara giudica inappropriata, perché contraria agli interessi di un nutrito gruppo di cittadini e della qualità della vita in quell’area: i servizi ecosistemici (regolazione climatica, depurazione dell’aria, rigenerazione psico-fisica, ecc.) forniti dal verde e dalla biodiversità urbana sono cruciali per la salute e il benessere di tutti e il verde pubblico non dev’essere mai sacrificato, meno che mai con i cambiamenti climatici in atto. Sarebbe dunque ben più opportuno cercare una soluzione alternativa, magari recuperando spazi già cementificati per scongiurare ulteriore consumo di suolo (com’è nello spirito dei fondi PNRR) piuttosto che insistere su una linea dannosa e sgradita.»

Secondo il WWF la strada intrapresa dall’Amministrazione comunale è frutto di una scelta sbagliata, come sancito anche dalla sentenza, perché in quel luogo esiste un parco a suo tempo realizzato spendendo soldi. «Insistendo con la via giudiziaria, –commentano gli attivisti del Panda– oltre al rischio di una nuova sconfitta, il Comune sembra avviarsi su una questione di principio che non ha alcun senso: l’interesse di tutti è ottenere il meglio per Pescara. Ben venga, dunque, se si individua una soluzione per realizzare il nuovo asilo senza danneggiare il verde esistente, ma se ciò fosse impossibile sarà bene tenere a mente che è meglio rinunciare a un finanziamento piuttosto che spenderlo a ogni costo, con una visione miope, arrecando danno al tessuto urbano. Qualche anno fa il Comune di Pescara seppe, con voto unanime dei consiglieri (molti dei quali sono ancora oggi in carica) dire no al progetto PRUSST “Città lineare della costa” risparmiando a Pescara interventi a forte rischio di negativo impatto ambientale con una lungimiranza che sarebbe opportuno ritrovare anche oggi.»

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