martedì , 5 Marzo 2024

Grande successo a Pescara per la tre giorni dedicata all’“Infanzia felice”

Oltre 250 persone coinvolte in spettacoli teatrali, seminari e laboratori 

Pescara – Sono stati oltre 250 i partecipanti di Pescara, e arrivati anche dall’area metropolitana, protagonisti delle tre giornate dedicate alla prima infanzia che si sono concluse ieri nel capoluogo adriatico. Il ciclo di eventi “Verso un’infanzia felice” è stata una delle attività del progetto “TenerAmente verso un’infanzia felice” selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e che ha l’obiettivo di prevenire e contrastare il maltrattamento infantile e sostenere le famiglie con bambini da 0 a 6 anni in condizione di vulnerabilità. Il progetto, coordinato da Fondazione CESVI e attivato a Pescara, Bari, Catania, Napoli e Bergamo, nella città adriatica vede protagonista la cooperativa sociale Orizzonte. La missione è quella di costruire una serie di interventi rivolti a professionisti, comunità e istituzioni per contribuire al miglioramento delle loro capacità di protezione dell’infanzia in un’ottica di prevenzione, individuazione, identificazione e risposte al maltrattamento infantile, basata sul paradigma della resilienza assistita. Per farlo si occupa di potenziare i servizi socio-educativi a sostegno di famiglie con bambini 0-6 anni in condizione di vulnerabilità, attraverso l’attivazione di laboratori, percorsi di accompagnamento alla genitorialità, assistenza domiciliare e molto altro.

Tra gli obiettivi del progetto TenerAmente c’è anche quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’infanzia ed è proprio in quest’ottica che si è inserita la tre giorni che dal 9 all’11 maggio, ha coinvolto genitori, assistenti sociali, educatori, insegnanti e un pubblico curioso di scoprire come contribuire a rendere più felice la crescita dei bambini. 

Il primo evento in programma è stata la performance teatrale dell’autrice e attrice Antonella Questa dal titolo “Infanzia felice – Una fiaba per adulti” che ha visto un doppio appuntamento, al Teatro Cordova di via Bovio e all’Auditorium Cerulli “La casa delle arti” di via Verrotti. Uno spettacolo che rappresenta il frutto dell’indagine di Antonella Questa sui temi dell’educazione nell’infanzia e della pedagogia nera e che ha divertito, commosso e spinto alla riflessione il pubblico che con entusiasmo ha seguito la performance. Particolarmente apprezzato e partecipato anche il “Laboratorio sull’empatia”, dedicato a operatori, insegnanti e genitori, che si è tenuto nello spazio tEssere di via Tavo, attivato dalla cooperativa Orizzonte nell’ambito del progetto. A chiudere la rassegna è stato il seminario di formazione dal titolo“Dalla vulnerabilità alla resilienza. Prevenzione e contrasto al maltrattamento” a palazzo di città.Dopo i saluti del sindaco di Pescara Carlo Masci e dell’assessore comunale alle politiche sociali Adelchi Sulpizio, il seminario è entrato nel vivo con gli interventi di: Elisabetta Catapane, psicologa, psicoterapeuta e docente all’Università di Chieti e L’Aquila; l’autrice e attrice Antonella Questa; Diana Maria Pia Biscaini, pedagogista, docente all’Università di L’Aquila e formatrice, e Francesca Giordano, docente e componente di RiRes, l’Unità di Ricerca sulla Resilienza del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal generale allo specifico, il seminario è proseguito con un focus su “TenerAmente verso un infanzia felice” con gli interventi della coordinatrice del progetto Elena Garbelli (Fondazione CESVI),della referente locale Eleonora Silverii (Cooperativa sociale Orizzonte) e della psicologa del progetto Ludovica Buccilli. In chiusura, la videotestimonianza di Eloise Prencipe, mamma di Iside, tra le beneficiarie del progetto.  

«Quello che mi rende immensamente felice», ha commentato Antonella Questa, ideatrice del format, al termine della tre giorni, «è aver trovato tra le relatrici alla tavola rotonda, altre persone che parlavano di pedagogia nera. Mi sono infatti resa conto che non sono più la sola a parlarne nei convegni, negli incontri pubblici, a far scoprire i libri di Alice Miller, a insistere che non sono i bambini quelli su cui dobbiamo lavorare per contrastare violenza, bullismo, autolesionismo, ma gli adulti, noi, gli ex bambini. Non sono più sola ed è per me un traguardo straordinario, incoraggiante, un sollievo, una gioia, sentire finalmente la rete anti pedagogia nera, che si costruisce».

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