venerdì , 19 Aprile 2024

Sanità: Inaugurato a Pescara il reparto di terapia intensiva pediatrica

Il presidente Marsilio e l’assessore Verì alla presenza della ministra Locatelli: “Grande risultato frutto di un lavoro sinergico partito da lontano”

Pescara – . Il presidente della Giunta regionale ha partecipato, questa mattina, nell’aula magna dell’ospedale Santo Spirito di Pescara, insieme all’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, all’inaugurazione del reparto di terapia intensiva pediatrica. Inaugurazione alla quale ha partecipato, tra gli altri, la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli.


“Abbiamo finalmente raggiunto questo obiettivo dopo un lungo lavoro condotto in sinergia tra Istituzioni e l’associazione Progetto Noemi – ha esordito Marsilio – purtroppo, in mezzo ci sono stati due anni di Covid e questo ha fatto in modo che le terapie intensive, i medici e tutto il personale sanitario, venissero assorbiti per molto tempo dall’emergenza delle malattie infettive. In ogni caso, – ha proseguito – si è raggiunto ugualmente il traguardo e, tal proposito, è stata fondamentale la collaborazione con l’ospedale pediatrico Bambino Gesù che ha permesso di garantire e offrire formazione e competenze adeguate ai nostri operatori. Da oggi, ha spiegato Il Presidente- tutte le famiglie abruzzesi sanno che anche in Abruzzo un neonato che ha bisogno di terapia intensiva la può trovare qui a Pescara. Questo significa aver rafforzato l’offerta sanitaria abruzzese e non è cosa da poco”.

Inoltre, Marsilio ricordando che “la rete ospedaliera regionale è stata già approvata dalla Giunta regionale”, ha confermato che “presto verrà trasformata in legge dal Consiglio regionale. Nello specifico, – ha sottolineato – il governo Meloni, in particolare il ministro Schillaci, ha approvato questa formulazione e noi pensiamo che il modello abruzzese potrà fungere da apripista e da esempio per le altre Regioni che hanno come noi la caratteristica di una bassa densità demografica ed una conformazione orografica prevalentemente montuosa che non consente di obbedire ai dettami del decreto Lorenzin”.

“Oggi inauguriamo un reparto che garantirà assistenza appropriata ai pazienti in età pediatrica per l’emergenza, – ha spiegato l’assessore Verì – nel caso in cui si manifestino patologie ad alta complessità. Questo risultato lo abbiamo ottenuto grazie a una sinergia messa in atto negli anni precedenti. Sinergia – ha proseguito – che ha visto come elemento fondamentale non solo l’Associazione Noemi, col suo grande contributo, ma anche l’ospedale Bambino Gesù che ha fornito sia la formazione e che il sostegno attraverso delle convenzioni. Adesso, – ha concluso l’assessore – stiamo firmando un’ulteriore convenzione proprio per fare in modo che i nostri operatori, i nostri sanitari, possano verificare le dinamiche e la presa in cura dei piccoli pazienti all’interno dei reparti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù”.

Alla presentazione di questa mattina sono intervenuti anche il direttore generale della Asl di Pescara, Vero Michitelli, il direttore della Uoc (Unità operativa complessa) Terapia Intensiva e Anestesiologia dell’ospedale di Pescara, Rosamaria Zocaro, il direttore sanitario dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù Roma, Massimiliano Raponi, il presidente dell’associazione “Progetto Noemi” Onlus, Andrea Sciarretta, il sindaco di Pescara, Carlo Masci, ed il direttore del dipartimento Sanità Regione Abruzzo, Claudio D’Amario.

«Uno straordinario esempio di collaborazione e sinergia tra le Istituzioni – ha sottolineato il Ministro Locatelliun vero e proprio Modello Noemi che speriamo di replicare anche in altre realtà dove associazioni ed istituzioni si sono spese per colmare un vuoto per questa regione che andava assolutamente colmato. Sono venuta un anno fa – ricorda il Ministro – e la strada non si era ancora concretizzata, oggi invece possiamo dire che la Terapia intensiva pediatrica funziona. Penso che per il futuro questa sarà davvero una strada importante per la Regione, per le famiglie, per i bimbi e per tutti noi».

Il Direttore Generale della ASL di Pescara Vero Michitelli, che ha introdotto e moderato la conferenza, ha ricordato: «L’attivazione della Terapia Intensiva Pediatrica (TIP) nell’Ospedale di Pescara, punto di riferimento per tutti gli Ospedali abruzzesi, rappresenta una risposta assistenziale e sociale rivolta alle famiglie, che non dovranno più andare fuori regione, a completamento di un percorso assistenziale pediatrico.  La realizzazione di questo spazio di cura ad alta intensità rappresenta un traguardo fondamentale nell’assistenza ai pazienti pediatrici, consente di fornire una risposta altamente qualificata alle patologie complesse e la possibilità per i bambini e le loro famiglie di ricevere un’adeguata assistenza all’interno della propria regione.
In sintesi, la Terapia Intensiva Pediatrica posta in area dedicata e separata dalla Terapia Intensiva degli adulti consente di avere un percorso di cura intensiva ed avanzata dei bambini critici, di ottenere una migliore prognosi, di abbassare la mortalità ed elevare le possibilità di ottenere un recupero ottimale, di ridurre la mobilità passiva.
Dal primo luglio 2023 ad oggi, nei 2 posti letto attivati, sono stati già assistiti n. 10 piccoli pazienti provenienti dalle diverse ASL abruzzesi e n. 2 da fuori Regione, di cui uno da Caserta ed uno da Isernia. L’attivazione degli ulteriori 2 Posti Letto sarà completata a conclusione delle procedure (già in corso) del reclutamento di anestesisti

Un progetto ambizioso, alla cui realizzazione ha dato un contributo rilevante l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. La Asl di Pescara, nel settembre 2022, ha stipulato una convenzione per l’attivazione di un piano di formazione rivolto al personale medico e infermieristico della UOC Terapia Intensiva, Anestesiologia e Terapia del dolore del Presidio Ospedaliero di Pescara, addetto alla gestione dei posti letto di Terapia Intensiva Pediatrica e Sub-intensiva pediatrica, nell’ottica di un potenziamento del personale, della costituzione di una équipe dedicata e della la definizione del percorso terapeutico-assistenziale più appropriato. 

Al fine di completare e potenziare il percorso formativo, per medici ed infermieri, è in itinere la stipula di una seconda convenzione, che prevede la presenza del personale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a Pescara, con 4 accessi mensili, oltre ad attività da svolgere da remoto, come il teleconsulto.

Grazie alla donazione dell’Associazione «Progetto Noemi» gli spazi dedicati alla TIP sono stati rinnovati, con lavori conclusi nel mese di marzo 2023, nonché decorati per accogliere i bambini e le bambine, in linea con l’esigenza di umanizzazione delle cure, ovvero nella volontà di migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria rendendola più umana e concentrata sulla persona, di cui sono considerati anche gli aspetti psicologici. I dipinti a parete sono stati realizzati sul tema “L’isola dei colori di Noemi” da Silvio Irilli di “Ospedali dipinti”, che ha unito immagini dell’immaginario fantastico Disney ai disegni realizzati dalla stessa Noemi.

Il Presidente dell’Associazione Noemi Andrea Sciarretta ha dichiarato: «Oggi viene scritto un nuovo capitolo. Assistere pazienti pediatrici in una Unità di Terapia Intensiva dedicata significa migliorare la prognosi rispetto ai bambini che vengono ricoverati in terapie intensive per adulti”. Sciarretta ha inoltre ringraziato “la Regione Abruzzo, la Asl di Pescara, tutto il personale sanitario, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per la formazione dedicata al personale locale, tutti i sostenitori che hanno contribuito a realizzare un progetto rivoluzionario, che non è un punto di arrivo, bensì un punto di partenza per il futuro assistenziale abruzzese».

Massimiliano Raponi, Direttore Sanitario dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: «La collaborazione sviluppata con la Regione Abruzzo rappresenta un modello assolutamente virtuoso. Siamo fieri di aver contribuito, attraverso la formazione del personale e la progettazione dei percorsi clinici, all’apertura di un servizio di eccellenza a vantaggio dei bambini del territorio. Questo modello di collaborazione, che può essere esteso alle attività ambulatoriali e che facilita i percorsi di pazienti di alta complessità, contribuirà a contenere la mobilità sanitaria quando non necessaria, riducendo in questo modo anche i costi e soprattutto i disagi per le famiglie».

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