domenica , 25 Febbraio 2024

Sentieri Verdi: Studenti e Carabinieri Forestali per la Salute del Fiume Pescara

Universitari del Corso di Studi in Scienze delle Attività Motorie e Sportive in “esplorazione” lungo il fiume Pescara col WWF Chieti-Pescara e i Carabinieri Forestali del Nucleo di Chieti
«Vita attiva e ambiente sano la migliore “ricetta” per mantenersi in salute»  

Pescara – Una nuova iniziativa è stata messa in campo nell’ambito dell’attività di tirocinio su “Green Fitness – Tutela Ambientale, Attività Fisica e Salute” che il Corso di Studi in Scienze delle Attività Motorie e Sportive dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio”, grazie al prof. Pascal Izzicupo, porta avanti dallo scorso anno con il WWF Chieti-Pescara ODV, conlezioni in aula e attività all’aperto.

Questa volta gli studenti del tirocinio, accompagnati da una pattuglia del Nucleo di Chieti dei Carabinieri Forestali, con la fattiva collaborazione del Comandante Ten. Col. Tiziana Altea, hanno costeggiato il fiume Pescara.

Prima tappa una discarica abusiva nei pressi di una ex cava, che i Carabinieri Forestali hanno da tempo scoperto e segnalato. Calcinacci, inerti, frigoriferi e quant’altro abbandonati in un’area di possibile esondazione del fiume… Il volontario WWF ed ex sottufficiale dei Carabinieri Forestali Luciano Schiazza spiega agli universitari come quel deposito rappresenti una manifestazione di inciviltà che, oltre a rendere insana la fascia a ridosso del fiume, nasconde spesso lavori eseguiti “in nero” senza rilascio di fatture e anche con possibile sfruttamento della manodopera. La presenza di rifiuti ingombranti mette in evidenza invece un altro problema: chi non si serve del ritiro gratuito a domicilio o non li porta di persona nel centro di recupero comunale, probabilmente non paga le tasse, nel caso specifico la TARI. L’abbandono dei rifiuti, insomma, oltre a essere un reato e un comportamento incivile in sé, nasconde spesso altre irregolarità a danno di tutti, senza dimenticare che le spese per lo smaltimento del materiale abbandonato sono a carico del Comune e quindi dei cittadini.

Continuando a percorrere il lungofiume, Luciano Schiazza spiega che tutto il tratto che va all’incirca dall’inizio del Parco fluviale fino al IV salto dell’ENEL, sponde e aree più interne, risultano contaminate, sia da rifiuti interrati sia, tra l’altro, da fuoriuscite di inquinanti da una ex conceria dismessa da anni: non a caso l’intera area è un SIR (Sito di Interesse Regionale per la bonifica).  In un terreno privato il nuovo proprietario sta portando avanti una bonifica attraverso l’impianto di alcune specie vegetali, tra cui pioppi, che riescono a assorbire e eliminare contaminanti dal terreno. Un ulteriore prezioso compito che gli alberi svolgono in favore dell’ambiente e dell’uomo.

Chiude la passeggiata una visita all’esterno del cantiere per la realizzazione di enormi casse di espansione artificiali che si stanno realizzando, con dispendio di denaro pubblico, solo perché a suo tempo erano state autorizzate costruzioni in aree di esondazione naturale del fiume.

«Una vita attiva è importante per mantenersi in salute ma occorre che l’ambiente sia sano – ha spiegato in conclusione il prof. Izzicupo; – poter svolgere attività fisica in un parco che costeggia il fiume, come spesso vediamo in altri luoghi, è la migliore “ricetta” possibile. Occorre però disinquinare con notevole dispendio economico per portare il fiume con le sue sponde e la vegetazione ripariale a uno stato ecologico buono per proteggere l’ambiente e anche la nostra salute».

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