domenica , 14 Aprile 2024

Prima “bocciatura” sulla Regione per il taglio della Riserva del Borsacchio

L’Ufficio legislativo dei Ministero della Cultura richiama il rispetto delle norme di legge

Roma – Arriva una prima bocciatura all’operato della maggioranza di centrodestra che attualmente governa la Regione Abruzzo sulla decisione di ridurre drasticamente il perimetro della Riserva Naturale del Borsacchio.


In tal senso va letta la nota inviata dall’Ufficio legislativo del Ministero della Cultura (competente sull’argomento per via della tutela paesaggistica che accompagna quella naturalistica) alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il successivo inoltro alla Regione stessa. In buona sostanza il Ministero ricalca le osservazioni già avanzate dal WWF, dalle altre Associazioni e dagli enti locali (Provincia di Teramo e Comune di Roseto), “allibite a fronte di una decisione assunta nottetempo con l’inserimento di un emendamento del tutto estraneo alla legge finanziaria in discussione e senza il benché minimo rispetto delle procedure” ha commentato il WWF Abruzzo che aggiunge: «L’Ufficio legislativo, con un significativo riferimento al “taglio” del Parco regionale Sirente-Velino (provvedimento impugnato dal Governo e dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale), ricorda le normative di legge, che non contemplano azioni “carbonare” nel cuore delle notte come quella messa in atto dai consiglieri Emiliano Di Matteo (Forza Italia), Mauro Febbo (Forza Italia), Simona Cardinali (Lega), Federica Rompicapo (Lega) e Umberto D’Annuntiis (Fratelli d’Italia)». 

«La revisione delle perimetrazioni di parchi – scrive – può essere prevista con legge regionale in ipotesi di perimetrazioni provvisorie ed in assenza di piani del parco, ma sempre e comunque nel pieno rispetto del procedimento, che prevede un coinvolgimento rafforzato dei soggetti interessati, ai senti dell’articolo 22, comma 1, della legge 6 dicembre 1991, n. 394 recante “Legge quadro sulle aree protette”, il quale prescrive conferenze per la redazione di un documento di indirizzo relativo all’analisi territoriale dell’area da destinare a protezione, l’individuazione degli obiettivi da perseguire e la valutazione degli effetti dell’istituzione dell’area protetta sul territorio. Inoltre, ai sensi del successivo comma 2 del medesimo articolo, “costituiscono principi fondamentali di riforma economico-sociale la partecipazione degli enti locali alla istituzione e alla gestione delle aree protette e alla gestione delle aree protette e la pubblicità degli atti relativi all’istituzione dell’area protetta e alla definizione del piano per il parco”».

«Un passo importante – sottolinea la delegata del WWF Italia Filomena Ricci – verso la necessaria impugnazione di un articolo di legge assurdo, approvato senza neppure sentire il dovere morale di consultare gli enti locali interessati, obbligo peraltro previsto dalla legge, e di rispettare le norme in vigore, impugnazione che anche il WWF ha ufficialmente richiesto al Governo».

D’Amico “dal centrodestra rassicurazioni fallaci”

“Sono molto preoccupanti le osservazioni ministeriali che leggiamo in merito alla Riserva del Borsacchio, soprattutto sul rischio di cementificazione, che la Giunta uscente ha sempre voluto minimizzare o addirittura  negare” ad affermarlo è Luciano D’Amico, candidato alla presidenza di Regione Abruzzo con Il Patto per l’Abruzzo, che continua: “Quelle propinate a gran voce dal centrodestra, Marsilio in primis, sembrano proprio rassicurazioni fallaci che si smontano leggendo il documento del Ministero, che esplicita chiaramente come nei territori interessati dalla Riserva del Borsacchio non ci sarà alcuna tutela paesaggistica e si potrà cementificare in modo pressoché indisturbato. Tutto questo perché la legge regionale innesca un mix micidiale, dato dal combinato disposto della riduzione della Riserva, da un lato, e dalla possibilità di derogare al regolamento comunale di Roseto e ai piani urbanistici, dall’altro.

Oltre a questo, anche se basterebbe a depennare completamente la legge dalla storia di Regione Abruzzo, viene smentito anche quanto sostiene il centrodestra in merito alla tutela paesaggistica: l’applicazione dell’art. 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio presuppone, infatti, che esista una riserva. Viene poi confermato anche quanto abbiamo sempre sostenuto, e cioè che la legge è illegittima perché non ha rispettato il procedimento legislativo ed è stata approvata senza coinvolgere gli enti territoriali interessati.

Tutto questo è inaccettabile – incalza D’Amico – Forza Italia, con l’avallo e il sostegno di Fratelli D’Italia e Lega, ha sferrato un duro colpo al patrimonio naturalistico abruzzese. Noi abbiamo il dovere di difendere la nostra terra da chi non la conosce, non la ama e soprattutto la vede come un patrimonio da depauperare in nome del consenso elettorale, o peggio. Ieri è toccato al Parco Sirente Velino in provincia dell’Aquila, oggi alla Riserva del Borsacchio in provincia di Teramo, dobbiamo vigilare affinché non si verifichino più azioni di questo tipo, che potrebbero coinvolgere anche altri luoghi meravigliosi del nostro Abruzzo. Non vogliamo più nella nostra Regione chi pretende di imporre un’azione di governo senza l’ascolto dei territori e dei cittadini, senza alcuna visione di sviluppo sostenibile, o senza reale rispetto per una terra, come la nostra, che viene considerata regione verde d’Europa proprio per la sua biodiversità”, conclude.

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