domenica , 14 Aprile 2024
Il rendering che mostra come dovrebbe apparire il Gran Sasso se illuminato di rosa.

Gran Sasso illuminato artificialmente di rosa: La SOA “idea bislacca”

La Stazione Ornitologica Abruzzese “sarebbe pure violata la legge regionale 12 del 2005 per la riduzione dell’inquinamento luminoso”

Il Gran Sasso è “naturalmente rosa”: questo lo slogan da usare per presentare il nostro territorio al mondo.

Pescara – La Stazione Ornitologica Abruzzese ha depositato ieri le osservazioni al cosiddetto “studio di incidenza ambientale” presentato a supporto della proposta di illuminare il Corno Grande di rosa in occasione del Giro d’Italia. L’iniziativa interesserebbe il cuore del parco nazionale, in piena zona A di massima tutela, in un periodo cruciale per la riproduzione e la migrazione della fauna, quando l’illuminazione notturna è un fattore notissimo di disturbo, oggetto di pubblicazioni scientifiche a tutti i livelli. La legge quadro dei parchi 394/1991 inoltre fa notare la SOA vieta espressamente qualsiasi forma di disturbo.

«Il cosiddetto studio depositato –commentano gli ambientalisti– è assolutamente incongruo; basterà dire che gli autori affermano di essersi basati per realizzarlo sulle linee guida per la redazione degli studi della Regione del 2002 quando nel frattempo sono uscite le nuove linee guida nazionali del 2019 e a seguire quelle regionali del 2021 che hanno sostituito completamente quelle del 2002. Insomma, sono rimasti fermi a oltre venti anni fa….basterebbe per chiudere qui la questione!
Inoltre il documento ignora completamente i divieti fissati dalla legge regionale 12 del 2005 per contenere l’inquinamento luminoso. Tra questi, il divieto di illuminazione notturna per eventi pubblicitari.»

Il Gran Sasso si tinge di rosa naturalmente all’imbrunire, perché non presentare la nostra montagna con i colori naturali, questi sì unici al mondo? 

La SOA ricorda come alla tappa del tour de France del 2023 al Puy de Dome fu vietato l’accesso al pubblico negli ultimi 4 km dall’arrivo proprio perché si era in un’area protetta. «La tappa fu un enorme successo: da un lato gli organizzatori ne fecero un vanto per aver dimostrato il rispetto per la Natura, dall’altro le immagini dell’arrivo dei corridori in solitaria immersi nel silenzio fecero il giro del mondo. Questo un merlo esempio per capire quale deve essere l’approccio giusto.
Vedendo anche il rendering allegato al cosiddetto studio che ci fa pensare al tipico topolino partorito dalla montagna, perché incaponirsi in idee piuttosto artificiali e bislacche quando la Natura ci ha dato questa bellezza del tutto naturale?» Conclude la Stazione Ornitologica Abruzzese.

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