venerdì , 10 luglio 2020
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Il M5S Pescara non molla la presa sul decreto Sblocca Italia

Chiedendo pure di produrre le osservazioni a tutte le richieste di autorizzazione per ricerca, coltivazione di idrocarburi o stoccaggio di gas, in mare o sulla terra ferma.

Inoltre il M5s ha richiesto un Consiglio Comunale in adunanza aperta, per permettere alle associazioni ai gruppi di interesse, ad esperti , tra i quali la neo ambasciatrice d’Abruzzo Maria Rita D’Orsogna, in collegamento skype dalla California, di intervenire portando le loro testimonianze e la loro competenza all’interno dell’aula consiliare pescarese. Interverranno inoltre, Gianluca Vacca , cittadino a Cinque Stelle nella Camera dei Deputati, in prima fila per la lotta ad Ombrina Mare 2, Pietro Smargiassi, consigliere Regionale Movimento Cinque Stelle, I Forum dei Movimenti per L’Acqua, L’associazione Nuovo Senso Civico .

LE MOTIVAZIONI CHE SPINGONO IL M5S AD APPROFONDIRE

“Tutto questo nasce dalle gravi preoccupazioni per il nostro territorio -commentano gli attivisti del movimento- Una delle novità del Decreto Legge 133 2014 prescrive che il rilascio del titolo di concessione di attività sui giacimenti sarà unico (le autorizzazioni per le attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi prima del Decreto erano atti amministrativi separati), e le autorizzazioni avranno una durata superiore ai 30 anni. Il rischio di incidenti su piattaforme è sempre presente e ampiamente documentato. Sebbene questi siano eventi rari, sono pur sempre possibili e basta un solo incidente, UNO SOLO per distruggere tutta la costa, vanificare decenni di lavoro per la promozione turistica e distruggere l’industria della pesca. Incidenti recenti riguardano la Spagna, la Corea, il Messico, la Norvegia, l’Australia e, ovviamente il pozzo Macondo nel golfo del Messico degli USA . Il litorale abruzzese è già interessato a forti problemi di erosione e di perdita della spiaggia. Siamo fortemente preoccupati che la presenza di piattaforme e le estrazioni di petrolio possano portare ad ulteriori danni fra cui la subsidenza“

TUTTI I SINDACI DEL TERRITORIO

All’assise civica sono stati invitati anche i sindaci dei comuni costieri limitrofi: Francavilla, Montesilvano, Silvi, Citta’ Sant’Angelo.

LE RICHIESTE DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE

Presentino entro il 28 settembre 2014, le proprie osservazioni di contrarietà all’istanza per la ricerca di idrocarburi denominata Elsa 2.
Si attivino ,anche in sede di Commissione Grandi infrastrutture e mobilità, in una attività di monitoraggio coinvolgendo associazioni ed esperti del settore per seguire ogni iter di richiesta autorizzativa relativa alla ricerca e/o coltivazione di idrocarburi e stoccaggio di gas sul territorio comunale e limitrofi;

Presentino come amministrazione interessata, le proprie osservazioni ad ogni proposta di concessioni di sfruttamento di idrocarburi in terra o in mare, anche relativamente alle centrali di stoccaggio di gas.

Si oppongano ad ogni atto che modifichi la vocazione territoriale stabilita dai piani regolatori, prerogativa fondamentale di governo degli enti locali, in particolare tutti gli effetti prodotti dal DL 133/2014.

Promuovano incontri pubblici per la divulgazione e la sensibilizzazione rispetto alle necessità di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.
Si impegnino (ed in particolare il primo cittadino Marco Alessandrini) a comunicare pubblicamente nelle sedi istituzionali e sui media la contrarietà ad ogni istanza che sfrutti il territorio con la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, attività che chiaramente non riveste caratteri di pubblica utilità essendo ad esclusivo vantaggio di privati.

“Vogliamo che l’amministrazione comunale si impegni per sventare gli effetti nefasti delle prescrizioni dello sblocca Italia ( o sblocca trivelle?) “ spiega la capogruppo Enrica Sabatini” una lotta che deve tutelare il territorio a tutti i livelli, in Regione, nelle Aule di Governo ed in Comune , per mostrare che l’Abruzzo non e’ una regione a ‘gestione privata’tra il nostro premier ( NON ELETTO) e le lobby del petrolio”.

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