mercoledì , 3 Marzo 2021

Centri sociali anziani. Il PD di Montesilvano dice NO all’accorpamento

“L’idilliaca titolazione ‘casa delle associazioni’ nasconde in realtà con la delibera 78 un’intenzione ben più maldestra, da parte dell’Amministrazione: accorpare in un unico immobile i centri sociali dislocati su tutto il territorio comunale nell’intento di ottimizzare l’utilizzazione degli spazi a disposizione del Comune. In questo modo, l’Amministrazione intende razionalizzare e ridurre le spese a carico del bilancio del Comune, purtroppo scegliendo di penalizzare proprio una delle categorie sociali più indifese e bisognose, quella degli anziani”. A sollevare la questione sono la segretaria cittadina Romina Di Costanzo e il gruppo consiliare del Partito Democratico, Pietro Gabriele e Feliciano D’Ignazio.

“Il Partito Democratico – aggiungono – fa proprie le preoccupazioni del Presidente dell’Associazione Culturale“Vita di Quartiere”, Pasquale Barilone, in merito al rischio della chiusura dei Centri Sociali per Anziani di via Napoli Villa Verrocchio, via Antonelli e via Lago di Bomba”.

“E’ indubbio – secondo i tre esponenti del Partito Democratico – che il particolare contesto urbano cittadino, altamente frammentato, e la carenza storica di aree di aggregazione, impongano la necessità di una dislocazione capillare dei centri sociali, il cui numero oggi è già insufficiente rispetto alla popolazione complessiva ma la cui presenza lasciava almeno sperare circa l a futura costituzione di realtà simili in altre aree non coperte. Stando ai dati ISTAT 2014 per Montesilvano si stima un indice di vecchiaia (rapporto percentuale tra il numero degli ultrassessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni) di 114,3 ovvero 114,3 anziani ogni 100 giovani, dunque parliamo di un parte molto rappresentativa della popolazione, che necessita semmai di una capillarizzazione dei centri. Questo per favorire la migliore integrazione con il contesto di appartenenza, la fruibilità, la raggiungibilità e la sicurezza di spostamento. Di certo un accorpamento in un’unica struttura può funzionare per poli tematici indirizzati ad un target anagraficamente giovane e autosufficiente, ma non certo è auspicabile ad una fascia di popolazione che di per sé è legata alle proprie abitudini, ha difficoltà o addirittura non autonomia di spostamento , e nei cui confronti si dovrebbe avere una maggiore attenzione, per evitare lo sradicamento dal quartiere di appartenenza con il rischio, nell’impossibilità di raggiungimento del centro, di solitudine e isolamento”.

“Fa specie -scrivono gli esponenti PD – che al tavolo interlocutorio del dicembre scorso e all’annunciata necessità dell’assessore Parlione di ‘aprire un dialogo diretto con gli utenti’, sia seguita a pochi mesi una delibera che non ci sembra sia stata condivisa con i suoi interlocutori e che il patto di collaborazione tra i tre centri sociali Vita di Quartiere, Centro Olos e Montesilvano Colle e la necessità di fare rete per stilare un ‘unico progetto di attività per una politica sociale comune per il 2015′, sia stato liberamente interpretato come la chiusura dei centri e il triste accorpamento in un’unica struttura”.

“Come Partito Democratico – concludono Di Costanzo, Gabriele e D’Ignazio – ci faremo portavoce in Consiglio Comunale di questa istanza che mina la qualità di vita di una fetta importante della nostra comunità, oltre a chiedere trasparenza sulle modalità di valutazione dei criteri adottati nell’indagine esplorativa per il reperimento dei locali idonei”.

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