mercoledì , 3 Marzo 2021

Bandiere blu, Cna Turismo: per riconquistarle occorre cambiare metodo. Tomei: la Regione faccia da capofila, interventi urgenti sui corsi d’acqua

A detta di Tomei, «occorre cambiare passo, soprattutto sul

fronte del coordinamento dei 19 centri costieri, perché non è possibile lasciar soli i

Comuni nella ricerca affannosa, ogni anno, di riconoscimenti, come le Bandiere Blu, in

grado di esercitare una grandissima attrazione turistica».
«Insomma – prosegue –

occorre un coordinamento che superi possibili tentazioni campanilistiche e permetta

alle amministrazioni locali ed agli operatori del settore, che intendono collaborare alla

conquista di questo importante strumento, di avere certezza su tempi e procedure».

In particolare, l’attenzione di Tomei si sofferma sulla questione della depurazione delle

acque reflue: condizione che finisce per condizionare pesantemente le valutazioni sulla

qualità delle spiagge abruzzesi: «Occorre una cabina di regia, ed un monitoraggio

costante sul funzionamento degli impianti di depurazione, per intervenire con grande

tempestività in caso di malfunzionamento.
Perché non possibile immaginare che si

debbano patire conseguenze sulla stagione turistica in ragione di ciò».

Cna Turismo, infine, punta il dito sulla gestione dei fiumi: «Ci sono realtà, come quella

pescarese, dove le Bandiere Blu non ci sono da oltre un decennio, in cui alcuni

strumenti come il “contratto del Saline”, che interessa più centri anche non costieri e il

destino del corso d’acqua, che sono destinati a incidere profondamente sul

risanamento delle acque, ma che stentano a muovere i primi passi».

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