venerdì , 5 Marzo 2021

Francavilla, grande successo per il quinto Festival Cicognini

Dal video iniziale ispirato ai film “Guardie e Ladri” di Steno e Monicelli a “Ladri di Biciclette” di Vittorio De Sica e subito dopo la lettura di un testo scritto dalla nipote Malì Cicognini, presente tra il pubblico, in ricordo dello zio Sandro (così Lei chiamava l’indimenticabile maestro Cicognini) interpretato dall’attore Milo Vallone, mentre sullo schermo scorrevano le immagini del compositore abruzzese, genio della musica da film.

Tra “cinema, musica e teatro”, con la sapiente regia di Davide Cavuti, direttore del Centro Studi Nazionale Alessandro Cicognini, in un crescendo di emozioni musicali e attoriali (con la lettura di alcuni aforismi di un altro grande abruzzese, Ennio Flaiano), si è aperta la serata di gala del Festival 2015 proiettando l’attento e numeroso pubblico nelle atmosfere cicogniniane.

La serata è trascorsa piacevolmente grazie alla magistrale conduzione dalla giornalista Mila Cantagallo, attraverso l’analisi di una clip dal film “Miracolo a Milano” con l’intervento del Prof. Federico Savina, docente di tecnica del suono presso la Scuola Nazionale del Cinema di Roma, e il ricordo del regista abruzzese Mario Di Iorio (scomparso poche settimane fa), che ha diretto, tra gli altri, il film “La Figlia di Jorio” (con un video a cura del Centro Studi Cicognini e la testimonianza di Milo Vallone). Il film “Peccato che sia una canaglia” di Alessandro Blasetti con Sophia Loren e Marcello Mastroianni e il video-messaggio dell’attore e regista Giorgio Albertazzi che ha impreziosito la Kermesse con un aneddoto sul cinema di Vittorio De Sica, sono stati il prologo del concerto straordinario del trio Servillo-Girotto-Mangalavite, aperto dall’esecuzione del tema “Ladri di biciclette” (trascrizione di Davide Cavuti) in duo da Javier Girotto e Natalio Mangalavite con le immagini proiettate sullo sfondo.

A seguire la performance di Peppe Servillo, (cantante-attore noto per aver fatto parte della Piccola Orchestra Avion Travel con cui vinse anche il Festival di Sanremo): i brani eseguiti sono stati tratti dal loro ultimo lavoro discografico “Parientes”, un viaggio nei ricordi, nelle persone, nell’immaginario di un popolo migrante che ha dato vita ad un’altra cultura.

Avventure d’amore, ricordi, intrecci sentimentali: tra una milonga, un tango, una cumbia, sono emerse storie di vita vissuta, di fatiche quotidiane e voglia di riscatto. Peppe Servillo ha concluso il concerto con il brano “La felicità” di Lucio Dalla in una sua particolare rivisitazione coinvolgendo il numeroso pubblico che lo ha applaudito lungamente.

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