giovedì , 3 Dicembre 2020

Corpo Forestale, Guardie WWF e volontari a… caccia di trappole. Operazione anti bracconaggio nel Parco della Majella

Sotto la supervisione di agenti della Forestale e di dipendenti del Parco sono stati organizzati gruppi misti che hanno battuto a tappeto il territorio. Per questa prima occasione è stata scelta una fascia montana tra Caramanico Terme e San Valentino in Abruzzo Citeriore, alla ricerca soprattutto dei lacci che i bracconieri piazzano in punti strategici per catturare fauna selvatica, in particolare cinghiali, con modalità che, oltre ad essere vietate, sono anche estremamente crudeli e provocano prolungate e gravi sofferenze a qualsiasi animale che abbia la sventura di restare intrappolato. Nell’area ispezionata, frequentata anche da cervi e caprioli, è stata tra l’altro recentemente confermata la presenza dell’orso marsicano, specie a rischio di estinzione e simbolo dell’Abruzzo.
Questo rende particolarmente importante l’azione di prevenzione messa in atto.

Le squadre, cui hanno partecipato complessivamente circa 40 persone, hanno lavorato per l’intera mattinata e hanno rinvenuto ed eliminato una dozzina di lacci, in buona parte “armati”, cioè pronti per chiudersi a cappio intorno al collo o alle zampe di sventurati animali. “Un buon risultato – dichiara la responsabile del CTA Clara D’Arcangelo – tenendo conto del fatto che l’operazione è servita anche alle Guardie e ai volontari per meglio conoscere il territorio. Dopo questo positivo “collaudo” le azioni antibracconaggio saranno infatti ripetute più volte, nella stessa e in altre aree del Parco, a tutela della fauna selvatica e della sicurezza di tutti i cittadini”.

Il coordinatore delle Guardie WWF Claudio Allegrino sottolinea invece l’importanza della collaborazione: “Poter contribuire a una meritoria azione di tutela preventiva della fauna è per i nostri volontari un motivo di orgoglio”.

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