giovedì , 2 luglio 2020
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NO Ombrina, i movimenti “può essere affondata. Governo costretto all’emendamento in legge di stabilità”

Le mobilitazioni dell’ultimo anno commenta il Coordinamento NO Obrina, stanno costringendo il Governo Renzi ad una marcia indietro che può segnare una prima vittoria dei cittadini nei confronti dei petrolieri. I 60.000 di Lanciano, i manifestanti a L’Aquila durante la visita di Renzi, i 500 a Roma sotto il Ministero potrebbero avere ragione sui lobbisti del petrolio e sul progetto Ombrina mare.

Il lavoro degli attivisti contro un progetto che metteva a rischio l’intero Adriatico e contro il quale sono mobilitate tutte le istituzioni territoriali potrebbe quindi dare i suoi frutti. «Ovviamente bisogna tenere alta la guardia per evitare sgambetti dell’ultimo secondo. Si tratterebbe di una prima vittoria –spiegano i coordinatori ambientalisti– nella lunga strada per l’abbandono delle fonti fossili che stanno uccidendo il pianeta e inquinando vaste aree. E’ un movimento attivo in tante aree del paese e nel mondo che si sta opponendo a leggi folli come lo Sblocca Italia».

Praticamente l’emendamento prevede il ripristino del divieto delle 12 miglia facendo salvi solo i titoli abilitativi già rilasciati.

«Ombrina, dalle informazioni che abbiamo ad oggi, non ha la concessione di coltivazione non essendo stato pubblicato il Decreto sul bollettino dell’UNMIG. –fanno sapere i coordinatori NO Ombrina– E’, quindi, una vera e propria corsa contro il tempo.
Nell’emendamento del Governo vengono abrogate anche alcune norme relative allo Sblocca Italia, tra cui la previsione di strategicità per le attività petrolifere. Ad una prima lettura un aspetto negativo contenuto nell’emendamento riguarda l’abrogazione della previsione del cosiddetto “Piano delle aree”, inserito ad ottobre 2014 nel passaggio in Parlamento per la conversione in legge dello Sblocca Italia. Prevedeva, finalmente, una pianificazione delle attività petrolifere, con uno strumento che avrebbe creato grossi problemi in futuro al MISE prevedendo finalmente l’esame degli impatti complessivi di tutti i progetti attraverso una Valutazione Ambientale Strategica.
In ogni caso quella norma, il comma 1bis, era stata scritta male perché affidava allo stesso Ministero il potere di approvare il Piano senza l’accordo con le regioni e gli enti locali. Un tema che andrà ripreso a breve ma oggi il dato è che la mobilitazione dei cittadini è l’unico strumento per opporsi a progetti potenzialmente disastrosi. E’ comunque ovvio che la lotta continuerà anche per i progetti collegati agli idrocarburi fuori le 12 miglia e sulla terraferma visto che tutti gli scienziati considerano ormai indispensabile lasciare gli idrocarburi nel sottosuolo».

Nuovo Senso civico: Un Natale sereno all’orizzonte

«Da alcuni mesi siamo in contatto diretto con Giovanni Legnini nel tentativo di trovare una soluzione concreta e praticabile per scongiurare l’incubo “Ombrina Mare”.–commentano i coordinatori di Nuovo Senso Civico– Legnini, pur in un ruolo istituzionale diverso da quello precedente di parlamentare e in forme logicamente differenti dalle nostre, ha dato continuità al suo impegno nella battaglia contro la petrolizzazione dell’Abruzzo, ottenendo nell’ultimo periodo una svolta decisiva in questa direzione.

Possiamo informare gli Abruzzesi, che aspettavano da anni questa notizia per la quale si sono mobilitati in massa, che “Ombrina Mare” e tutti gli altri progetti petroliferi sono stati colpiti e affondati: è stato presentato un emendamento del Governo in cui viene ripristinato il divieto delle attività estrattive entro le 12 miglia e quindi vengono di fatto cancellate in un colpo solo sia “Ombrina Mare” che “Elsa” e qualsiasi altro progetto ricadente entro questi limiti e non ancora definitivamente autorizzato.

Come abbiamo sempre detto fin dall’inizio la forza consapevole e irresistibile di un’opinione pubblica motivata e determinata è capace di travolgere qualsiasi ostacolo e di questo d’ora in poi dovranno tenerne conto tutte le Istituzioni e le personalità pubbliche tenute a prendere decisioni in suo nome.

Per il momento non troviamo un modo migliore per trascorrere davvero un sereno Natale».

Rifondazione Comunista, Acerbo “la lotta paga”

«Come abbiamo ripetuto mille volte “l’unica lotta che si perde è quella che si abbandona”. Fermare Ombrina sembrava impossibile ma a forza di rompere le scatole in tutte le sedi si sta profilando un primo successo significativo. –commenta il cordinatore del Partito di Rifondazione  Comunista Abruzzese Acerbo– Dovrebbe essere approvato nei prossimi giorni a larghissima maggioranza un emendamento alla legge di stabilità che reintrodurrebbe il limite delle 12 miglia, proprio quello che era stato abrogato con il voto di tutti i parlamentari abruzzesi di allora all’epoca del governo Monti. Era stato proprio quel decreto bipartisan a sbloccare Ombrina Mare 2 e quindi possiamo dirci soddisfatti. Ora attendendo che la cosa si concretizzi prepariamoci a stappare lo spumante.

Ci attendono tante altre battaglie. 

Come per il Centro Oli e il terzo Traforo del Gran Sasso si dimostra ancora una volta che quando il popolo si informa, incazza e mobilita lasciandosi alle spalle la rassegnazione la lotta popolare può costringere i prepotenti a fare marcia indietro.

La bellissima mobilitazione plurale contro la petrolizzazione ora spero faccia un salto di qualità e si traduca in un impegno corale degli abruzzesi per fermare la cementificazione della nostra costa e del nostro territorio e salvaguardare quell’ambiente e quel paesaggio che logiche di rapina e l’intreccio affari-politica hanno troppo spesso sfigurato e avvelenato.

Nel movimento la vittoria! »

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